venerdì 14 settembre 2007

La gestione della nostra cooperativa


La notizia dell’ipotesi che verrà probabilmente modificato il modo di gestione della cooperativa ci dà lo spunto per una breve riflessione.
Ci aiuteranno le parole dello studioso Edgar Parnell, con il suo intervento del 25 Gennaio 2007 fatto a Bologna in Legacoop, sul tema del “Governo dell’impresa e Leadership nelle cooperative”.

Dopo l’affare Unipol, Legacoop non ha potuto non avviare una riflessione sul problema della “governance” ovvero sull’esercizio dell’autorità e del controllo in seno alle cooperative.
In soldoni possiamo dire che il problema, nelle cooperative di consumo come la nostra, risiede nel creare una organizzazione che dia la maggiore rappresentatività al milione di soci che –non dimentichiamolo- sono i proprietari. Si capisce bene che più la cooperativa aumenta il numero dei soci e più diventa vuota l’affermazione “il socio è proprietario” senza un sistema che garantisca trasparenza, informazione e rappresentanza.
In Unicoop Firenze nel 2005 ha votato il 5,3% (fonte “Informatore”) della base sociale quindi il valore di rappresentanza degli organi sociali è molto basso; pensate cosa accadrebbe ad un governo se fosse votato da un percentuale così esigua di italiani….
In definitiva si finisce per pensare che una cooperativa, che dovrebbe essere di tutti, rischia di essere nella mani di nessuno o, molto più probabilmente, di pochi.
Fino al caso Unipol non c’era alcun sentore che la "governance" fosse un aspetto potenzialmente pericoloso per la vita stessa delle Cooperative; in realtà il governo della cooperativa deve essere soggetto ad una revisione costante (“In termini organizzativi, i dinosauri prima o poi si estinguono” dice Parnell con una metafora illuminante) e può essere pericoloso applicarsi in un esercizio una tantum, come si cerca di fare adottando di colpo il “sistema duale”.
Nel prossimo intervento focalizzeremo i problemi della "governance" in Unicoop Firenze e cercheremo -in due parole- di spiegare cosa sia questo "sistema duale" e quali possibili risposte possa dare alla cooperativa.
A presto.

martedì 11 settembre 2007

Welfare, la Fiom boccia l'accordo


La Fiom (Federazione Impiegati Operai Mettallurgici) Cgil ha bocciato l'accordo sul Welfare. Il comitato centrale dei metalmeccanici (con 125 voti a favore, 31 contrari e tre astensioni) ha infatti accolto la proposta del segretario generale, Gianni Rinaldini, di dire no al Protocollo. La Fiom approva, del Protocollo, gli aumenti delle pensioni minime, il miglioramento delle rivalutazioni, la totalizzazione dei contributi, il riscatto della laurea e i primi interventi per gli ammortizzatori; ma boccia la soluzione per il superamento dello scalone Maroni e le norme su mercato del lavoro, contrattazione e competitività. La Fiom si impegna però ad applicare "rigorosamente le modalità definite dagli esecutivi Cgil, Cisl, Uil". Dunque, come avvenne 12 anni fa quando sul tavolo c'era la riforma previdenziale di Lamberto Dini, nelle assemblee nei posti di lavoro Cgil Cisl Uil presenteranno una sola posizione.


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lunedì 10 settembre 2007

Il "Grillo parlante" dichiara guerra ai motori di ricerca!


I poteri forti hanno perso la prima battaglia della guerra dichiarata dal "Grillo parlante". Hanno perso la prima battaglia perché hanno dovuto abbandonare i loro cattivi propositi: non parlare del V-Day. Ci sono riusciti fino a venerdi, poi qualcosa è iniziato a scricchiolare e sabato la loro Linea Maginot è crollata definitivamente.
Ma hanno perso anche la seconda battaglia. Grillo porterà in Parlamento la legge d'iniziativa popolare "Parlamento pulito" (1. no ai parlamentari condannati, 2. massiom due legislature per gli eletti, 3. elezione dei parlamentari attraverso preferenza diretta).
Merito della bella iniziativa del V-Day è a mio avviso da attribuirsi all'innovazione tecnologica e ciò che ha portato: Internet e la grande opportunità di manifestare il proprio pensiero senza censure. Giornali, televisioni, radio, sono tutti (almeno quelli che possono arrivare allo "zoccolo duro" della popolazione) in mano ai poteri forti. Internet ci permette di dire "come la pensiamo" con la massima libertà, ma le innumerevoli opinioni di ciascuno di noi si perdono nella Rete, con poche possibilità di arrivare alla vasta moltitudine di persone che dovrebbero sentirle in maniera diretta e continuativa. I motori di ricerca restano la nostra ancora di salvataggio, sono i soli mezzi che permettono di rintracciare con facilità una parola, un testo, un messaggio. E allora saranno proprio questi gli strumenti che i poteri forti cercheranno di "comprare" (acquistando o corrompendo), per nascondere negli abissi della Rete le idee di libertà che invano cercheranno di emergere a galla... cerchiamo allora di non affogare...
INFORMATI, PARTECIPA E RENDITI PIU' LIBERO!

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E' uscito il numero due de IL DITO NELL'OCCHIO!

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Previcooper: non ci sono stati subprime nei portafogli Previcooper

Mutui americani

Private label per arginare il rincaro dei prezzi

La Domenica è di festa... per TUTTI!

venerdì 7 settembre 2007

Cari sindaci, quanta illegalità «doc» tollerate


Articolo de Il Manifesto del 5 Settembre 2007
Pag. 4, Politica & Società

LETTERA APERTA
DON VINICIO ALBANESI
Ai sindaci di Roma, Torino, Bologna, Firenze. Gentilissimi Signori, uomini di sinistra, improvvisamente vi siete svegliati attivandovi perché le vostre città (città grandi) godessero di sicurezza. Vi siete accorti dei lavavetri, della micro e macro criminalità, dell'immigrazione clandestina, delle vendite abusive, della prostituzione e avete deciso di dire basta, invocando il rispetto delle regole. Gli abitanti delle vostre città hanno detto: finalmente, era ora. Non avendo altri strumenti avete invocato la legge penale, pensando di fare cosa giusta.Il lato debole delle vostre recenti iniziative è il doppio passo che usate costantemente nei confronti dei cittadini che amministrate. Voi non invocate sempre legalità, ma sopportate molte illegalità sul vostro territorio, quando esse sono a beneficio degli abitanti «doc»: abusivismo nell"edilizia, nel commercio, nella pubblicità, nell'uso dei beni pubblici, nell'accoglienza etc. Non controllate, come dite, il vostro territorio, ma sopportate (e alimentate) una diffusa legale illegalità. Siete molto prudenti o assenti nei confronti dei ceti che contano: diventate severi se i livelli di illegalità «disturbano» l'equilibrio dell'illegalità nostrana. Le vostre città vivono e prosperano con l'apporto degli stranieri, italiani e non. Siete stati assenti nel garantire il rispetto delle regole per gli studenti fuori sede, per gli immigrati lavoratori, per i turisti, per le prostitute di infimo bordo. Come sempre accade non avete iniziato dalla testa, ma dalla coda. Era più semplice sforbiciare gli estremi. Con le vostre iniziative vi ponete nell'antica tradizione della tutela dei benestanti: avrete consensi e il pensiero unico vi accompagnerà per le prossime amministrazioni. Abbiate almeno il buon senso di non invocare giustizia, ma il diritto dei più a non essere disturbati. Così il prezzo della bottiglietta di acqua delle vostre città continuerà a salire nel prezzo; come il posto letto per lo studente fuori sede. Il costo dei parcheggi andrà alle stelle e le multe ingrasseranno le casse municipali. Gli immigrati lavoratori continueranno a vivere nelle stamberghe abbandonate e le prostitute povere avranno, finalmente, strade tutte loro. E se sono minorenni, pazienza. Non occorreva essere geni per capire che i grandi movimenti di popolazioni avrebbero trascinato anche irregolari e delinquenti: avete invocato il libero mercato, lamentandovi poi delle sue distorsioni. Non si tratta di ingenuità, ma di furbizia. Non è esattamente la politica sociale che sognavamo: ma ogni sogno invoca speranza e a questa continuiamo ad appellarci.

LAVORO: Ordine e disordine




CAOS IN UFFICIO....

Oggi il match tra disordinati e ordinati lo vincono loro: i caotici. Almeno sul lavoro. Gli psicologi affermano: «il caos sulla scrivania? Non solo riduce le perdite di tempo, ma è rilassante e produttivo». Basta non arrivare all’effetto discarica. Quelli che fino ad ora sono stati giudicati, derisi, rimproverati, costretti a lasciare la scrivania immacolata prima di uscire dall’ufficio, ora si prendano la rivincita. Caos è sintomo di genialità, flessibilità, versatilità. Lo dice la scienza. «Studi dimostrano che ogni persona - teorizzano i medici tedeschi e americani, artefici di ricerche pubblicate sull’Handelsblatt - ha il suo livello di disordine e quando lo raggiunge, al lavoro dà il meglio di sé». La polemica è aperta. Vecchia e nuova scuola di pensiero si scontrano. Negli Usa per insegnare ai dipendenti a tenere puliti i loro tavoli sono nate società specializzate. Più di 4mila consulenti organizzati in una lobby di «predicatori dell’ordine», la National Association of Professional Organizers, e un unico slogan: solo con una scrivania vuota si può pensare e produrre con efficienza. Tutte sciocchezze, sostengono i ricercatori. Il disordine genera più associazioni di idee. Secondo Stephan Gruenewald, psicologo e consulente, ciascuno si costruisce un proprio ordine e sa qual è il «mucchio» di carte più importante: i documenti sono sempre a portata di mano, vicino ai tasti del pc. Le carte inutili, invece, migrano da sole verso le «zone fredde», come guidate da una «mano invisibile». Imporre un altro tipo di ordine, rende i dipendenti inefficienti ed è fonte di stress. Tanto che la ricerca cita il caso di sei persone di Francoforte che dopo essersi rivolti a un consulente non riuscivano più a trovare niente. Ma i caotici non sono tutti della stessa pasta. Si distingue tra: gli «impilatori», con le torri di appunti sempre più alte, i «trimestrali» che mettono a posto solo tra un progetto e l’altro, i «trincerati» regolarmente seduti dietro un impressionante muro di carte e gli «archivisti» la cui stanza è cosparsa di colossali pile di fogli. Loro battono ogni record: in pochi minuti ti rintracciano documenti vecchi anche di anni.

Fonte : Il Giornale.it 03.09.07

giovedì 6 settembre 2007

L'auto si compra al supermercato


Esperimento di Auchan: auto a prezzi scontati


La partenza è volutamente in sordina. Da oggi a Mestre, e dal 12 settembre a Venaria (Torino), negli ipermercati Auchan è possibile comperare un'automobile. L'offerta riguarda cento Kia Picanto per ciascun centro commerciale ed è limitata ad una decina di giorni. Il prezzo, ovviamente, è più che stracciato: 7.950 euro per un modello che, stando ai listini ufficiali, dovrebbe essere venduto a 10.200. La direzione di Auchan Italia precisa che non si tratta di un'iniziativa a livello nazionale, è una sperimentazione decisa dai responsabili di Mestre e Venaria e che comunque ha ottenuto il via libera dalla sede centrale. Facile intuire che, se l'esperimento sarà positivo, Auchan si prepara ad uno sbarco in stile massiccio nel settore della vendita di automobili. E già il responsabile dell'ipermercato di Mestre ha fatto sapere che non esclude nulla per il futuro : se le vendite della Kia Picanto andranno a buon fine c'è già una sorta di programmazione per poter offrire, sempre a prezzi più che competitivi, un nuovo modello di automobili almeno ogni due mesi. Vetture di tutte le marche, Fiat compresa, e questa operazione, che rischia di intaccare i rapporti con distributori e rivenditori, potrebbe essere non proprio gradita alla casa torinese, che pure ha consolidati rapporti con Auchan cui ha ceduto, attraverso Ifil, food e tessile dell'ex Rinascente. … Chi deciderà di comprare l'automobile al supermercato potrà tranquillamente pagarla alla cassa, in contanti o se vuole anche con "comodo" finanziamento: per la Kia Picanto Auchan Mestre propone un anticipo di 375 euro e 150 euro per 60 mesi. La vettura, una utilitaria superaccessoriata visto che ha di serie abs, ebd, climatizzatore, radio cd e vernice metallizzata, è naturalmente nuova di fabbrica ed il contratto è diretto tra Auchan ed il compratore, senza quindi mediazione di un concessionario; il gruppo francese resta un rivenditore senza possibilità quindi di offrire i servizi post vendita. A questi pensa direttamente la casa produttrice che garantisce per tre anni la vettura, con possibilità per l'acquirente di appoggiarsi in tutte le officine autorizzate. Non si corre neppure il rischio di lunghi tempi d'attesa : la consegna è garantita entro 15 giorni dall'acquisto. Non si potranno ovviamente fare giri di prova.

Fonte: Il sole 24 ore.com - Economia e Lavoro 05.09.07

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