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sabato 13 marzo 2010

La storia si ripete

12 marzo 2010

Questa mattina ho aderito allo sciopero generale di 4 ore indetto dalla CGIL e ho partecipato alla manifestazione svoltasi a Firenze.

Nel pomeriggio tornando in ufficio ho trovato questo messaggio in posta elettronica recapitatomi la mattina dello stesso giorno.

Oggetto: la storia di ripete

Corpo del messaggio:

PER RIFLETTERE: ti invio questa mail che si commenta da sola

"Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.

Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.

Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare."

Qualunque cosa abbiate pensato, il testo è stato scritto nel 1945 da Elsa Morante, e si riferisce a Mussolini...

Ho apprezzato la mail e mi è venuta voglia di rispondere nella maniera che segue.

Ciao ***********,

grazie per l'invio di questo testo, è incredibile come queste parole "vecchie" di 65 anni siano sempre così attuali!

Sinceramente trovo alcuni passaggi illuminanti. Uno su tutti il seguente: "Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere... . In Italia è diventato il capo del governo."

Da questo si capisce come vere siano anche le parole di un altro leader politico che qualche anno fa rispondendo ad una domanda di un giornalista affermò che: "I cittadini hanno i politici che si meritano."

Per quanto sia doloroso ammetterlo, anche questo corrisponde a verità!

Riesco almeno a trovare un piacevole sollievo leggendo l'ora di invio della tua mail (10.24 del 12 marzo 2010). A quell'ora infatti in tutta Italia sfilavano centinaia di migliaia di persone (solo a Firenze eravamo in 40.000!) per protestare contro questo governo e per proporre in maniera democratica e costruttiva un programma per rilanciare una ripresa in Italia.

Forse quelle persone non saranno ascoltate come meritano e se così sarà non sarà certo per colpa loro.

Da loro non si sentirà mai dire: "Non ho fatto niente per cercare di migliorare in cui viviamo!".

Credimi. Non ho nessuna intenzione polemica. Con questa risposta vorrei solo dare maggiore risalto a quelle parole di Elsa Morante, alle quali aggiungo queste:

"Solo chi ama conosce. Povero chi non ama!"

martedì 27 ottobre 2009

Io, uomo invisibile , in cerca di lavoro

La crisi è finita, anzi, non c'è mai stata!
Eppure ci sono persone (tante) che cercano un lavoro e non lo trovano, come il padre di famiglia che denuncia quanto segue.
(Fonte: livesicilia.it)


Io, in cerca di lavoro come tanti, senza fortuna (leggi santi in paradiso) sognavo di trasferirmi a Firenze. Spesso i media accusano noi disoccupati del Sud di cercare solo il posto pubblico e sotto casa, per questo, ci dicono i nostri politici, non troviamo lavoro. Ho inviato in un anno più di 600 candidature con lettera motivazionale, referenze e allegato c.v.. Agenzie dell’impiego di mezzo nord Italia (Firenze, Pisa, Lucca, Pistoia, Prato, Montecatini, Pescia, Monsummano, Quarrata…), agenzie di lavoro interinale del nord: Adecco, Open Job, Altro Lavoro, Manpower, Metis, Eurointerim, Generale Industrielle.

Ogni mattina incrocio le dita e spulcio su internet i siti per chi cerca lavoro. Risultato: 8 colloqui, 0 lavoro, 0 cappotto. Un breve dettaglio riassuntivo. Coop, (La Coop sei tu), colloquio con responsabile risorse umane Unicoop Firenze: “Lei è siciliano… mi dispiace ma a mezzogiorno ognuno mangia a hasa (con la c aspirata) sua, noi sà dà aiutà gli amici di Prato… per le sostituzioni delle ferie estive abbiamo già provveduto e per le feste natalizie prenderemo gli stessi di agosto”.
Alival (azienda di produzione e commercializzazione formaggi): mi legge il c.v., gli confermo tutto, qualche giorno dopo mi telefona e mi dice testuale: “Nel mio ufficio sono tutte donne, non vorrei rompere questo equilibrio…”. D'accordo, ognuno ha diritto di crearsi tutti gli harem che vuole… ma perché mi ha chiamato…??? Ikea Firenze : un giorno intero di test individuali e di gruppo, altro giorno per colloquio individuale. Ci risentiamo per la firma del contratto. Stavolta è fatta. La fine di un incubo… pensavo. A casa champagne e gran festeggiamenti… balletti scaramantici, trenini, meo amigo Charlie Brown… siamo in pieno carnevale di Rio… Qualche giorno dopo. “Il suo profilo non è pienamente soddisfacente”. Mi dica, di grazia, almeno perché…”Lei non è stato subito sincero, ha mancato di chiarezza con noi e non ci ha detto che ha una bambina di 19 mesi che le toglierebbe molte energie. In questa prima fase abbiamo bisogno di singles che possono dedicarsi all’azienda anima e corpo, per crescere insieme…” . Insomma secondo i responsabili Human Resources Team Ikea io arriverei già spompato… (povera bambina mia..!!! Anche questa colpa…)
Il resto dei colloqui è se possibile ancora più deprimente con personaggi che mi chiedono se sono “fortunato”, o mi offrono di lavorare un mese gratis in prova, a progetto, a gettone, a scatti…. Altri che chiedono fideiussioni, mi invitano ad aprire la partita Iva ed altri che mi dicono: “Il C.V. sarebbe anche soddisfacente ma non avevo notato che lei è siciliano come farebbe ad interfacciarsi con la nostra realtà toscana, sa la clientela in Toscana è molto particolare ed esigente, noi siamo molto radicati sul territorio…”.
La mia bambina mi guarda con i suoi occhi dolcissimi, mi stringe forte forte, sente la mia inquietudine, la mia disperazione, il mio profondo dolore… Cerco di sorriderle e la bacio.

Questa è l’Italia della crisi piccina mia, non temere, in un modo o nell’altro ce la faremo. Dobbiamo farcela.

sabato 3 ottobre 2009

Tutti in piazza per la libertà d'informazione


Roma, ma anche Londra, Madrid, Parigi, Berlino, Barcellona e Monaco. Sarà la più grande manifestazione per la libertà di informazione nella storia dell’Occidente democratico quella che, dalle 15,30 di oggi, avrà il suo centro in Piazza del Popolo. Altre manifestazioni si svolgeranno contemporaneamente in tutt’Italia.

Una protesta, una festa. Sarà aperta dall’Orchestra di piazza Vittorio, la band multietnica nata a Roma e conosciuta ormai in tutto il mondo. In questo modo, l’avvio della manifestazione sarà un modo per sottolineare che quello alla libertà di informazione non è il solo diritto oggi in pericolo nel nostro paese. Sono in discussione i valori fondamentali della nostra Costituzione. A partire dal principio di eguaglianza, colpito dal lodo Alfano (che rende il presidente del Consiglio più uguale di tutti gli altri) e dal cosiddetto «pacchetto sicurezza» (che fa di alcuni uomini, gli immigrati irregolari, dei criminali per status).

Alla protesta - promossa dalla Federazione nazionale della stampa italiana - hanno aderito centinaia di organizzazioni territoriali e nazionali tra le quali l’Ordine dei giornalisti, la Cgil, l’Arci, le Acli, la Fim Cisl, la Federazione italiana associazioni partigiane. Ieri è giunta anche l’adesione del presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani. Tra gli interventi previsti, oltre a quello del presidente della Fnsi Franco Siddi che illustrerà le ragioni dell’iniziativa, quelli di Dario Fo e Roberto Saviano, del presidente emerito della Corte costituzionale Valerio Onida e dell’attore Neri Marcorè.

È anche previsto un messaggio di don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana. Tra gli artisti, oltre all’orchestra di piazza Vittorio saliranno sul palco di Piazza del Popolo Samuele Bersani, Marina Rei, Enrico Capuano e Teresa De Sio.

Come è noto il presidente del Consiglio ha definito la protesta di oggi «una farsa» e ha sostenuto che l’Italia è il paese dell’Occidente dove la libertà di stampa è più garantita. Qualche giorno fa, d’altra parte, era arrivato a sostenere di aver portato «la moralità della politica».

Di certo Silvio Berlusconi è stato il maggior sponsor - anche se involontario - della protesta odierna. I suoi attacchi sistematici ai quotidiani scomodi (accompagnati dall’invito agli imprenditori a punirli negando le inserzioni pubblicitarie), le intimidazioni individuali a giornalisti colpevoli solo di avergli rivolto domande non gradite e, infine, le richieste di risarcimento danni a l’Unità e a La Repubblica, hanno reso chiaro al mondo, e a una crescente parte del Paese, che la cosiddetta «anomalia italiana» rischia di colpire le basi della democrazia.

venerdì 2 ottobre 2009

Domani, tutti in piazza per difendere la libertà di stampa


Una protesta, una festa della libertà, «una cosa serissima - dice Roberto Natale, presidente della Federazione della stampa - e non una farsa », secondo la definizione denigratoria del presidente del consiglio. Piazza del Popolo a Roma sarà invasa, domani, dalle 15 e 30, da tutti quelli che sentono messo in discussione e in pericolo il diritto alla libertà di stampa sancito dall’articolo 21 della Costituzione. I giornalisti delle testate sotto attacco, della Tv e della carta stampata, da “l’Unità” a “la Repubblica”, da “Annozero” a “Report” a “Che tempo che fa” ad “Avvenire”, con i loro cartelli, palloncini e striscioni, di fronte al palco allestito sotto il Pincio insieme alle migliaia di persone che si sono mobilitate e che da tutta Italia arriverannocon i trecento pullman organizzati per l’occasione. Perché, sottolinea la Federazione nazionale della stampa, lo slogan della manifestazione è «diritto di sapere dovere di informare ».

Non è quindi solo cosa che riguardi i professionisti poiché investe il diritto di tutti a sapere. Natale mostra di profilo la alta risma di fogli su cui sono indicate le adesioni delle associazioni come Articolo 21 e Libertà e Giustizia, Libera, Libera informazione e tante altre. Organizzazioni del Terzo settore come l’Arci. La Cgil (ci sarà Guglielmo Epifani) e le rappresentanze dei precari della scuola che, da tempo, avevano indetto per il 3 ottobre un giorno di protesta. L’Anpi, le Acli. I partiti di opposizione: «Noi non siamo antipolitici e ci fa piacere la loro adesione - precisa Natale - anche se il soggetto promotore siamo noi nella nostra autonomia, la manifestazione è aperta a tutti i cittadini».

Sul palco aprirà alle 15 e 30 l’Orchestra di Piazza Vittorio, poi dalle 16 l’intervento del segretario della Fnsi Franco Siddi. Subito dopo, fra i primi ad intervenire, ci sarà Roberto Saviano e poi il presidente emerito della Corte costituzionale Valerio Onida. Ed è annunciato un messaggio di Don Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana.

La conduzione degli interventi sul palco è affidata al giornalista di Rai 3 Andrea Vianello, per evitare l’effetto passerella. Ma non saranno solo parole. Tra un intervento e l'altro, saliranno sul palco i musicisti Teresa De Sio, Marina Rei, Tête de bois, Nicki Nicolai ed Enrico Capuano, secondo un programma ancora in fieri che «non esclude altre sorprese». Ci sarà un omaggio ad AnnaPolitkovskaja (in questi giorni ricorre l’anniversario della morte). Sarà l’attrice Jasmine Trinca a leggere alcuni testi della giornalista russa. E intanto prosegue a distanza la polemica con il governo.

Anti-italiana la manifestazione rinviata per il lutto dei militari italiani morti in Afghanistan? «Noi difendiamo una cosa italianissima - dice ancora Natale - che è l’articolo 21 della nostra Costituzione». C’è il ringraziamento al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per l’attenzione con cui segue che riguardano il mondo dell’informazione. E c’è l’elenco dei motivi di preoccupazione per chi deve esercitare il diritto di cronaca, a cominciare dalle nuove norme sulle intercettazioni arrivate al Senato.

La denuncia dell’aria pesante che si respira nel nostro paese, dall'operazione contro Avvenire che ha portato alle dimissioni del direttore Dino Boffo, all'appello del presidente del Consiglio agli imprenditori perchè non investano in pubblicità sui «giornali catastrofisti», fino agli interventi di censura nelle trasmissioni della televisione pubblica e agli insulti ai giornalisti. Molte le emittenti che faranno la direttada piazza del Popolo: Repubblica tv, Cgil.it, Radio Articolo 21 e Radio Città Futura. «Speriamo - chiosa Roberto Natale - di non dover fare formale richiesta al servizio pubblico per la copertura dell’evento »

Link correlati:
FNSI
Articolo21
Rassegna sindacale

Freedom House

martedì 14 aprile 2009

L'iniziativa delle Cooperative del Distretto Tirrenico per l'Abruzzo

Di seguito riportiamo il contenuto del volantino realizzato dalle Cooperative del Distretto Tirrenico (Unicoop Firenze, Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia) per esprimere solidarietà alle popolazioni colpite dal terremoto.

Da quel tremendo 5 Aprile sono già passati 10 giorni e i sopravvissuti al terremoto continuano a vivere in condizioni di estremo disagio. La grande generosità dei giorni appena trascorsi non deve affievolirsi, è necessario continuare a contribuire per quanto è nella disponibilità di ciascuno di noi.
Per questo quando sei a fare la spesa in un punto vendita Coop...

ALLA CASSA DICI
ABRUZZO

Anche la Coop è impegnata nella raccolta fondi per la ricostruzione dell'Abruzzo.

I SOCI POSSONO

donare 100 punti della spesa (1€) o 500 punti (5€)
che diventano 2 o 10 euro a donazione
grazie al contributo delle Cooperative

rivolgersi direttamente alla Sezione Soci
per versare il loro contributo

fare un bonifico bancario intestato a Coop Centro Italia,
filiale di Chiusi del Monte dei Paschi di Siena,
Iban IT2100103071851000001300071 con causale:
"INSIEME PER L'AQUILA"

Coop Distretto Tirrenico

Comunicato stampa per l'Abruzzo

Le Segreterie FILCAMS FISASCAT UILTUCS congiuntamente alle Rappresentanze Unitarie dei lavoratori e all’UNICOOP FIRENZE esprimono dolore e cordoglio per le vittime del catastrofico sisma che ha colpito la regione Abruzzo nella domenica notte, e promuoveranno nei prossimi giorni una iniziativa di solidarietà congiunta di aiuto alle popolazioni delle zone terremotate che sia efficace e tempestiva.

Roma, 10 aprile 2009

mercoledì 1 aprile 2009

Perché partecipare alla Manifestazione CGIL del 4 aprile

Ciao, scrivo queste poche righe per invitare te, i tuoi familiari, i tuoi amici o tutti quelli che ritieni opportuno, a partecipare alla GRANDE manifestazione nazionale che la CGIL ha organizzato per sabato 4 aprile a Roma al Circo Massimo.
Il difficile momento economico che stiamo vivendo come ben saprai impatta negativamente su molti aspetti della nostra vita e se ti guardi intorno, credo tu convenga con me che sono pochi i soggetti che si mouvono in difesa delle condizioni di vita della gente. Mi riferisco a tutte quelle persone che negli ultimi mesi si sono ritrovate senza lavoro, a chi ha una famiglia da sostenere, dei figli da far crescere e da mandare a scuola, a chi ha una pensione insufficiente per vivere dignitosamente. Purtroppo potrei continuare questo elenco con tante altre categorie di persone.
Ma se ci guardiamo attorno e proviamo ad andare oltre al nostro credo politico-sindacale, tra questi pochi soggetti sicuramente si distingue una GRANDE organizzazione che ha la forza per amplificare la nostra voce, per dare più fiato ai nostri polmoni e far sentire con decisione la nostra rabbia a chi ha la responsabilità politica di fare qualcosa di giusto!
Condivido in pieno l'impostazione della CGIL per dare priorità assoluta al lavoro e all'occupazione, per sostenere i redditi e le pensioni, per misure fiscali che redistribuiscano le risorse a vantaggio dei più deboli e per investimenti capaci di produrre una ripresa dell'economia e dell'occupazione in tutti i settori. In poche parole condivido la necessità di richiedere a gran voce una inversione di rotta e che si riprenda a investire in cultura, conioscenza e innovazione!
Potrei proseguire a lungo trovando altre valide argomentazioni, ma quelle appena accennate credo siano sufficienti per sottolineare quanto sia importante che anche tu prenda parte all'evento.
Ti chiedo di riflettere su queste poche righe e sono sicuro che troverai la giusta motivazione per far sentire anche la tua voce.

Non mancare, il nostro futuro dipende anche da te!

Vincenzo

mercoledì 11 marzo 2009

Domanda di indennità di disoccupazione con requisiti ridotti

Hai svolto un contratto di lavoro a tempo determinato nel 2008?

Rivolgiti al nostro blog! Potresti aver diritto ad usufruire della

indennità di disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti.
Affrettati, la domanda può essere presentata fino al 31 Marzo 2009!
A CHI SPETTA
Spetta ai lavoratori che non hanno 52 contributi settimanali negli ultimi due anni, ma che: nell'anno precedente hanno lavorato almeno 78 giornate, comprese le festività e le giornate di assenza indennizzate (malattia, maternità ecc.);risultino assicurati da almeno due anni e hanno almeno un contributo settimanale prima del biennio precedente la domanda. Spetta, di regola, per un numero di giornate pari a quelle effettivamente lavorate nell'anno precedente e per un massimo di 180 giornate.

QUANTO SPETTA
L’importo è pari al 35% della retribuzione media giornaliera per i primi 120 giorni e al 40% per i giorni successivi, nei limiti di un importo massimo mensile lordo di 844,06 €, elevato a 1.014,48 € per i lavoratori che hanno una retribuzione lorda mensile superiore a 1.826,07 €.
COME CONTATTARCI

Contattati tramite email all'indirizzo rsuffici@gmail.com oppure utilizza l'apposito form all'interno del blog. Ricordati di lasciare nome, cognome e un recapito telefonico.

giovedì 5 marzo 2009

Unicoop Firenze: non colpita da crisi, a Gennaio +6% di fatturato

(ASCA) - Firenze, 2 mar - La crisi economica non colpisce Unicoop Firenze che anzi ha chiuso il 2008 con un fatturato in crescita del 3,8% e a gennaio 2009 fa segnare un +6%.Lo ha reso noto Armando Vanni, presidente del Consiglio di Gestione della piu' grande cooperativa di consumo in Italia, nel corso della conferenza stampa convocata per presentare l'iniziativa anti-crisi con cui la cooperativa di consumo applichera' il 20% di sconto su 700 prodotti a marchio.''Non abbiamo diminuito le vendite reali - ha detto Turiddo Campaini, presidente del Consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze - e abbiamo aumentato, anche se di poco, la nostra quota di mercato''.''Nel 2008 - spiega Vanni - Unicoop ha chiuso con un fatturato in crescita del 3,8% a 2,2 miliardi di euro. Un trend confermato anche a inizio 2009: a gennaio il fatturato e' +6% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente e anche il mese di febbraio, per il quale ancora non abbiamo i dati definitivi, e' in crescita''.

Fonte: http://www.asca.it/news-UNICOOP_FIRENZE__NON_COLPITA_DA_CRISI__A_GENNAIO_+6_PERCENTO__FATTURATO-812308-ORA-.html

"CRISI ECONOMICA" Anche l'Esselunga và incontro alle famiglie

Dopo Unicoop Firenze anche Esselunga viene incontro alle famiglie per combattere questo lungo periodo di crisi. In tutti i supermercati della Toscana a partire da domani sarà proposta un'operazione di sconto che premia la fedeltà dei propri clienti. Dal 5 al 18 marzo tutti coloro che sono in possesso di Carta Fìdaty avranno l'occasione di un buono sconto: cinque euro per ogni 25 euro di spesa o anche esibendo cento punti Fragola.

Fonte: www.nostalgiatoscana.it

Unicoop Firenze taglia prezzi del 20%


Roma, 2 mar - Unicoop Firenze ha deciso di affrontare la crisi tagliando del 20% i prezzi di oltre 700 prodotti a marchio Coop. La promozione durerà per i prossimi 10 mesi, dal 2 marzo al 31 dicembre, e comporterà per soci e clienti un risparmio di 28 milioni di euro.Il taglio prezzi, come si legge in un comunicato, riguarderà prodotti di larghissimo uso come olio, latte, tonno, mozzarella, caffè, pasta, burro, yogurt, pelati, detersivi, igiene personale, ma non solo. Anche alcuni prodotti dell'ortofrutta e delle carni avranno sconti minimi del 30%. Secondo i calcoli dell'Osservatorio interno di Unicoop Firenze, una famiglia media di tre componenti, fedele a Coop, che comprerà i prodotti a marchio, in quelle specifiche categorie di consumo può risparmiare fino a 500 euro nell'arco dei dieci mesi. Un contributo non da poco per contrastare la caduta del potere d'acquisto.Questa strategia ha premiato Unicoop Firenze, che nel 2008 ha visto aumentare le vendite del 4% rispetto all'anno precedente, molto al di sopra delle medie nazionali della grande distribuzione che ha registrato un risultato dell'1% (Istat).


Fonte: La Repubblica - Affari e finanza

martedì 23 dicembre 2008

Social card, un riconoscimento alla gdo

Fonte: distribuzionemoderna.info

Le principali sigle delle associazioni commerciali compiono un gesto di responsabilità e si fanno carico di un ulteriore sconto ai possessori della carta acquisti istituita dal Governo. Le accuse all’industria e il nodo del reperimento fondi.



Agli occhi dei consumatori, forse, non sarà molto. Ma – come si usa dire – piuttosto di niente è meglio piuttosto. Il milione e 300mila possessori della cosiddetta social card, la carta acquisti istituita dal Governo per favorire i cittadini più soggetti a difficoltà economiche, oltre al credito mensile di 40 euro sulla spesa potranno usufrurire anche di un ulteriore sconto del 5% su ciò che acquistano. Questo, come è noto, grazie a una convenzione siglata nelle scorse settimane tra le maggiori associazioni della distribuzione commerciale (da Confcommercio a Federdistribuzione, da Confcooperative-Federconsumo a Confesercenti e Lega Cooperative) e il ministero dell'Economia di concerto con quello del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali.

Lo sconto (cumulabile con altre eventuali attività promozionali o riduzioni di prezzo) resterà - diciamo così - interamente sul groppone delle catene distributive e degli esercizi commerciali che aderiranno all’iniziativa: dall’ipermercato alla superette di quartiere fino al discount. E questo, in un periodo in cui i margini di guadagnano si assottigliano sempre di più per la riduzione dei consumi e l’aumento generalizzato dei costi, va riconosciuto come un lodevole gesto di responsabilità da parte della distribuzione nel suo insieme a tutela dei redditi delle persone più bisognose.

Per necessità o per scelta, in effetti, la distribuzione moderna è già da tempo impegnata fortemente a salvaguardare il potere d’acquisto dei consumatori e la propria redditività (nel 2007 l’utile netto in media non ha superato l’1,2% delle vendite nette). Lo dimostrano il crescente impegno promozionale (con sconti fino al 50% si realizza ormai il 25% delle vendite), lo sviluppo del marchio privato e il consistente inserimento dei primi prezzi nei propri assortimenti.

Resta da capire, in un momento in cui le tensioni sui rinnovi contrattuali tra Idm e Gdo, sono forse più che mai al culmine per l’evidente situazione economica internazionale e interna, dove verranno recuperate le sia pur modeste risorse per far fronte a questo impegno. Qualche iper, sembra, ha già annunciato lievi riduzioni di orario di apertura, anticipando le chiusure serali. Ma è possibile che si tratti di casi isolati. Certo che quella del personale rappresenta la voce di costo più significativa nei costi gestionali, ed è probabile che sia proprio qui che, se ci saranno degli interventi, potrebbero concentrarsi i tagli.

La insufficiente presenza di personale in molti punti vendita della gdo in questo periodo di vendite natalizie, con inevitabile code chilometriche alle casse e mugugni da parte della clientela, appare del resto come un segnale poco incoraggiante. Difficile, peraltro, ipotizzare che venga accolto l’invito lanciato da Federdistribuzione all’industria, definita «sempre e inspiegabilmente estranea a questo tipo di operazioni» alla quale «dovrebbe essere chiesto un ulteriore 5% per ottenere uno sconto complessivo del 10%» da riconoscere ai possessori della social card.

Bernardo Camasi

venerdì 22 febbraio 2008

Sciopero nazionale del Gruppo Electrolux

Desideriamo esprimere la nostra piena solidarietà ai lavoratori del Gruppo Electrolux dello stabilimento di Scandicci.






CGIL - CAMERA DEL LAVORO METROPOLITANA DI FIRENZE
UFFICIO COMUNICAZIONE CENTRO SERVIZI BORGO DEI GRECI

COMUNICATO STAMPA
Venerdì 22 febbraio
Sciopero nazionale del Gruppo Electrolux
Manifestazione con corteo a Firenze
Incontro stampa sul Ponte Vecchio
I lavoratori del Gruppo Electrolux di tutt’Italia incroceranno le braccia venerdì prossimo.
Nello stabilimento di Scandicci si sciopererà per quattro ore.
I lavoratori di Scandicci si ritroveranno in Piazza San Marco a Firenze alle ore 10 e in corteo attraverseranno il centro della città, una delegazione incontrerà il Prefetto nella sua sede di Via Cavour.
Il corteo si concluderà con un incontro con la stampa sul Ponte Vecchio alle ore 11.15 , infine i lavoratori srotoleranno uno lungo striscione.
Per approfondimenti:

venerdì 7 dicembre 2007

Stipendi, in cinque anni persi 1.900 euro

EPIFANI: "SERVE UNA NUOVA POLITICA DEI REDDITI"

Due stipendi in meno, come se l’anno finisse in ottobre (e non in dicembre). Sono 2.600 euro in tutto: è la cifra che una famiglia di operai ha perso negli ultimi cinque anni. Nel medesimo periodo, ossia tra il 2002 e il 2007, la perdita del potere d’acquisto del salario di un lavoratore dipendente è equivalsa a 1.210 euro; se a questa aggiungiamo l’ulteriore calo causato dalla mancata restituzione del fiscal drag, gli euro in meno diventano 1.900. Intanto la forbice si allarga: imprenditori e professionisti hanno visto i loro onorari crescere di 12.000 euro nel quinquennio, lo stipendio dei dirigenti è cresciuto di sei punti rispetto a quello dei dipendenti.

A fare in conti è l’Ires (l’Istituto di ricerche della Cgil) nel rapporto “Salari in difficoltà”, presentato oggi a Roma. “L’origine del problema – spiega il presidente dell’Ires Agostino Megale – risale al 2002-2003, quando l’allora governo di centrodestra definiva l’inflazione programmata all’uno e mezzo per cento, mentre quella reale era quasi al 3. In quel periodo si è generata una perdita di quasi 1.000 euro che si è trascinata fino a oggi”. A questa cifra bisogna poi sommare le perdite causate dai ritardi nei rinnovi contrattuali (con 8 milioni di persone oggi coinvolte) e la mancata restituzione del fiscal drag, problema più volte sottolineato dalla Cgil. Il procedimento è semplice: aumenta il costo della vita, gli stipendi (anche se non del tutto) si adeguano e con essi le tasse. Ma, poiché in termini reali il reddito rimane invariato, il risultato è che a crescere è solo il prelievo fiscale. Si aggiunga, infine, l’inadeguata retribuzione della produttività attraverso la contrattazione di secondo livello, e si arriva così alla cifra denunciata dall’Ires: i salari italiani (in media) hanno perso 1.900 euro negli ultimi cinque danni.

Quanto agli stipendi, ricorda l’Ires, oltre 14 milioni di lavoratori vivono con meno di 1.300 euro al mese, mentre circa 7,3 milioni di persone ne guadagnano meno di 1.000. In busta paga, gli italiani leggono in media 1.171 alla voce “euro netti”. Con le solite disparità. Perché il guadagno medio per certe categorie è sempre inferiore alla media: nel Sud gli euro sono 919, per le donne 961, nella piccola impresa 866, per gli immigrati 856. La “quarta settimana” diventa un serio problema anche per i più giovani (guadagno medio 854 euro); gli apprendisti, che possono contare solo su 737 euro; i collaboratori occasionali (769 euro) e i co.co.pro. (899 euro). A vivere con meno di mille euro al mese sono anche il 60 per cento degli operai non specializzati e il 40 per cento degli impiegati generici. Da un confronto internazionale, la scarsa dinamicità delle retribuzioni italiane risulta ancora più evidente: il divario si è allargato di 6-7 punti percentuali rispetto a Germania, Francia e Gran Bretagna.

“Serve una nuova politica dei redditi che affronti il problema della crescita bassa, dei salari bassi e della produttività bassa. Sta di fronte al paese il dato che si sono ridotte tutte e tre”, ha commentato il leader della Cgil Guglielmo Epifani: “È auspicabile che il governo da gennaio, visto che si parla di riforme, sia elettorali sia istituzionali, apra un tavolo su questo tema”. Riguardo la questione specifica della produttività, Epifani ha sottolineato come le analisi sui dati fatte dalla Cgil dimostrino che “se è aumentata la produttività per le aziende medie (50-250 dipendenti), quelle più piccole e quelle più grandi hanno avuto maggiore difficoltà, e questo perché non si è investito in ricerca e sviluppo”. Ha poi concluso: “Nel 1993 chiedemmo a tutti di investire il 3 per cento del Pil in ricerca e sviluppo. Quell’obiettivo è stato disatteso, anzi si è arretrato, tant’è che oggi investiamo solo 19 miliardi a fronte dei 40 della Germania e dei 300 degli Stati Uniti. Per non parlare dei paesi asiatici che stanno poco sotto gli americani. È una questione centrale, su cui occorre una strategia unitaria”.

Fonte: www.rassegna.it

giovedì 8 novembre 2007

Enzo Biagi: esempio di Giustizia e Libertà

La scomparsa di Enzo Biagi è una perdita inestimabile per l'interà civiltà italiana. E' stato e rimane un raro esempio di informazione democratica. Per nostra fortuna è stato un giornalista e se a parlare adesso non è più la sua bocca, può continuare a farlo la sua penna. Un giornalista vero, vero nella misura in cui è stato scomodo al potere. Chi racconta qualsiasi "fatto" per come accade, da vero cronista, senza tesi o ideologie di sorta da sostenere, senza propaganda da attuare, solo quella persona può fregiarsi con onore della definizione di Giornalista. E non solo come giornalista semplice è stato personaggio scomodo, ma anche come Direttore.
Raccontava fatti, non racconti. Riportava la verità, consapevole che "verità e potere non coincidono mai", che avrebbe sempre pagato un caro prezzo per quella sua indipendenza.
E' stato uno di quei valorosi combattenti che durante la Resistenza ha combattuto per la nostra libertà. La brigata in cui è stato Partigiano si chiamava Giustizia e Libertà.
Mi ha affascinato moltissimo il suo ultimo libro, "Quello che non si doveva dire", all'interno del quale ho trovato una frase che spiega molto bene come egli abbia interpretato la sua esistenza.
"Prendo ad esempio, per farmi capire meglio, alcune parole che nella mia vita hanno avuto un senso: coraggio, coerenza, umiltà, libertà, rispetto, giustizia, tolleranza, comprensione, soliderietà e amore".
Lo ricordo con molto affetto.

vg

domenica 21 ottobre 2007

Da destra a sinistra: le manifestazioni che rappresentano l'Italia senza capo né coda

Un ragazzo europeo in viaggio alla scoperta dell'Italia discute amabilmente in treno direzione Milano. A un certo punto con un sospiro di imbarazzo e una voce sommessa chiede "ma qualcuno mi spiega come funziona la politica italiana? Sapete, leggendo i giornali, non si capisce niente. Governi con una normale maggioranza anche minima che sembra che siano illegittimi. Pezzi di maggioranza che protestano contro il Governo. E altri pezzi che creano nuovi partiti con un paio di parlamentari o, addirittura, con uno solo, ma senza neanche un elettore. Un'opposizione che si divide in cinque, insulta un nobel e il presidente della Repubblica. Un pezzo di questa opposizione che fa una manifestazione con un manifesto con il presidente del Consiglio con una valigia e uno slogan tipo "a casa subito". Ma ai giornalisti poi il capo di quel partito dice che è una manifestazione per presentare delle proposte costruttive e non contro l'avversario. Un'opposizione che sembra disinteressarsi dei problemi del vostro paese e dedicarsi solo a cercare ogni giorno un'idea più o meno nuova per far cadere il governo".

Cala il silenzio e, sarà un caso, si glissa. Meglio discutere della famiglia nei paesi arabi che rispondere a questa domanda da un milione di dollari sulla nostra politica. Ma così è. Questa è la spettacolare immagine fantozziana di un sistema politico che a volte rende stupefacente come il grillismo sia stato solo un fenomeno passeggero e sia arrivato così tardi e, in fondo, in modo così indolore. A rafforzare i dubbi del giovane turista per caso contribuiscono del resto due manifestazioni in una settimana. Due manifestazioni tanto teoricamente diverse quanto decisamente simili e similmente paradossali.

Fonte : Affari Italiani di Marco Marturano

venerdì 7 settembre 2007

Cari sindaci, quanta illegalità «doc» tollerate


Articolo de Il Manifesto del 5 Settembre 2007
Pag. 4, Politica & Società

LETTERA APERTA
DON VINICIO ALBANESI
Ai sindaci di Roma, Torino, Bologna, Firenze. Gentilissimi Signori, uomini di sinistra, improvvisamente vi siete svegliati attivandovi perché le vostre città (città grandi) godessero di sicurezza. Vi siete accorti dei lavavetri, della micro e macro criminalità, dell'immigrazione clandestina, delle vendite abusive, della prostituzione e avete deciso di dire basta, invocando il rispetto delle regole. Gli abitanti delle vostre città hanno detto: finalmente, era ora. Non avendo altri strumenti avete invocato la legge penale, pensando di fare cosa giusta.Il lato debole delle vostre recenti iniziative è il doppio passo che usate costantemente nei confronti dei cittadini che amministrate. Voi non invocate sempre legalità, ma sopportate molte illegalità sul vostro territorio, quando esse sono a beneficio degli abitanti «doc»: abusivismo nell"edilizia, nel commercio, nella pubblicità, nell'uso dei beni pubblici, nell'accoglienza etc. Non controllate, come dite, il vostro territorio, ma sopportate (e alimentate) una diffusa legale illegalità. Siete molto prudenti o assenti nei confronti dei ceti che contano: diventate severi se i livelli di illegalità «disturbano» l'equilibrio dell'illegalità nostrana. Le vostre città vivono e prosperano con l'apporto degli stranieri, italiani e non. Siete stati assenti nel garantire il rispetto delle regole per gli studenti fuori sede, per gli immigrati lavoratori, per i turisti, per le prostitute di infimo bordo. Come sempre accade non avete iniziato dalla testa, ma dalla coda. Era più semplice sforbiciare gli estremi. Con le vostre iniziative vi ponete nell'antica tradizione della tutela dei benestanti: avrete consensi e il pensiero unico vi accompagnerà per le prossime amministrazioni. Abbiate almeno il buon senso di non invocare giustizia, ma il diritto dei più a non essere disturbati. Così il prezzo della bottiglietta di acqua delle vostre città continuerà a salire nel prezzo; come il posto letto per lo studente fuori sede. Il costo dei parcheggi andrà alle stelle e le multe ingrasseranno le casse municipali. Gli immigrati lavoratori continueranno a vivere nelle stamberghe abbandonate e le prostitute povere avranno, finalmente, strade tutte loro. E se sono minorenni, pazienza. Non occorreva essere geni per capire che i grandi movimenti di popolazioni avrebbero trascinato anche irregolari e delinquenti: avete invocato il libero mercato, lamentandovi poi delle sue distorsioni. Non si tratta di ingenuità, ma di furbizia. Non è esattamente la politica sociale che sognavamo: ma ogni sogno invoca speranza e a questa continuiamo ad appellarci.

sabato 11 agosto 2007

Il sociale si fa businnes


Finora per dirla all’americana bastava un po’ di charity. Un contributo per costruire la casa di riposo, un ambulanza per il villaggio in Kenia. Così anche un imprenditore di provincia si costruiva una bella immagine di fronte al paese. Ora invece anche per una piccola azienda tutto ciò non basta. Ora è il tempo della Csr, della Corporate social responsibility: bisogna investire per dare qualcosa in cambio all’ambiente sociale che ospita l’azienda e la fa prosperare. Questo almeno è quanto sostengono i nuovi professionisti della consulenza etica. Un piccolo esercito di comunicatori uomini delle pr, consulenti di multinazionali, operatori del no-profit sguinzagliati per aziende piccole e grandi a magnificare le virtù della Csr. Cercando di convincere di come la “scelta etica” dia alle imprese contropartite economiche e più competitività. In effetti il mercato della consulenza etica è fortemente in crescita, perché la reputazione di un azienda è sempre più condizionata dalle scelte che compie e da come si comporta coi dipendenti, i clienti, le comunità locali e l’ambiente. Da un indagine di Unioncamere….il 35% delle aziende che anno realizzato iniziative di Csr ha dichiarato di aver aumentato il fatturato, tra il 2003 e il 2004, di un tasso che va dal 4% al 15 % . Con in più le famiglie che, secondo Unioncamere, nel 60,7% dei casi si dichiarano disposte a “pagare di più per un prodotto di un impresa socialmente responsabile”….. Ma la professione del “consulente etico” non vive solo nelle grandi società di comunicazione. Molto nuova, per esempio, è l’iniziativa di Aida Partners e B2Comunicazione che hanno creato “Ethics2Businnes”….. l’azienda “si impegna con la consulenza di “Ethics2Businnes” a realizzare un progetto sociale, ma non lo fa alla leggera offrendo solo la sua parola spiega Alessandro Paciello presidente di Aida, ma stipulando un contratto di valore legale del quale è garante Legambiente. …. Il consulente etico può anche assumere i connotati di un “Temporary manager”, di un professionista “in affitto” …. Ma molto impegnati sull’etica sono anche alcuni big della consulenza strategica internazionale. Per capire quanto sta crescendo il mercato – spiega PierMario Barzaghi, partner di Kpmg - basti sapere che, da noi, il team che si occupa di etica ha raddoppiato la consulenza strategica su come ottenere benefici dai progetti di Csr, in relazione hai piani industriali e con una degna redditività aziendale. Ovviamente non mancano i consulenti etici di estrazione non profit. Noi – spiega Giuseppe Ambrosio, direttore della Cooperativa sociale Vita Consulting individuiamo con le imprese le possibilità di fare qualcosa di sociale che possa aumentare il loro valore economico nel medio-lungo periodo.

Fonte: Corriere della sera 09/03/2007

Pubblicato da RSU uffici

venerdì 20 luglio 2007

In ricordo di Paolo Borsellino


In questi giorni ricorre il 15^ anniversario delle stragi di Capaci e Via d'Amelio. Vogliamo ricordare le vittime di tali atti di terrorismo, riportando un'intervista comparsa in questi giorni su Il Manifesto al fratello di Paolo Borsellino.



Ci fu un patto con Cosa nostra Paolo ucciso perché contrario


Salvatore Borsellino: dopo Capaci mio fratello entrò in contrasto con i servizi

Alfredo Pecoraro

Palermo
«Mio fratello è stato ucciso dai servizi segreti. Da lì è partito l'ordine. Lo hanno fatto saltare in aria in via D'Amelio quando hanno capito che Paolo era diventato un pericolo per quella parte dello stato che aveva deciso di trattare con Cosa nostra. Lui era contrario, per questo l'hanno eliminato». Salvatore Borsellino è convinto della sua verità. La urla con forza, senza remore. «Dopo la strage Falcone, lo stato era in ginocchio e a Paolo fu chiesto di partecipare alla trattativa con Cosa nostra. Ma era chiaro da che parte stava. E quando capirono che poteva rivelare quegli accordi segreti, fu dato l'ordine di uccidere».


Ha le prove?

Erano nell'agenda rossa che Paolo portava sempre con sé e che è sparita. Ma nei piani alti c'è chi conosce la verità.


Si riferisce a Nicola Mancino, destinatario della sua lettera aperta con la quale lo invita a raccontare il contenuto del colloquio che ha avuto con suo fratello Paolo 48 ore prima della strage?

Gli ho chiesto di rendere pubblici i contenuti di quell'incontro, ma continua a sostenere che non c'è mai stato. Ma Paolo l'aveva annotato nell'agenda grigia, e quella non è andata perduta. Mi dispiace che Mancino abbia risposto in perfetto stile democristiano. Ma lui sa qual è la verità.


Perché è così sicuro della sua ricostruzione?

Perché dopo avere ucciso Giovanni Falcone, Cosa nostra non avrebbe avuto alcun interesse a proseguire l'azione militare. Aveva già assestato un duro colpo allo stato ed era il momento di scendere a patti. Uccidere un altro magistrato avrebbe accesso ancora di più, come è poi successo, le coscienze della parte sana delle istituzioni.


Invece?

Paolo non scese a compromessi e non poteva farlo nel nome del suo amico Giovanni. Sapevano che quel rifiuto era pesante. Che Paolo avrebbe svelato quella scellerata trattativa nel momento opportuno, come aveva fatto in tante altre occasioni.


E la mafia che ruolo ha avuto?

Ha eseguito l'ordine giunto dall'alto.


Il ruolo che potrebbero avere avuto i servizi segreti fa parte dell'inchiesta che la procura di Caltanissetta sta portando avanti sui mandati occulti della strage?

Certo, è strano che la notizia dell'indagine sia uscita il giorno dopo la mia lettera aperta. Quando l'ho saputo è stata come una fulminazione divina. Un regalo che ha voluto fare mio fratello Paolo.


Ha fiducia nei magistrati di Caltanissetta?

Il problema è che l'indagine, se fatta bene, porterà inevitabilmente ai piani alti. E non credo che lo permetteranno. Se mi guardo indietro vedo nero: troppo forte l'apparato contro cui ci si deve scontrare. Ma ci voglio credere, altrimenti non mi resta nulla.


Confida sul fatto che ci sia in carica un governo di centrosinistra, con molti esponenti impegnati nell'antimafia?

Lasciamo perdere. Io sono un uomo di sinistra, ho votato per l'Unione ma, purtroppo, questo governo è peggio di quello precedente.


Si è fatto vivo qualcuno delle istituzioni o della politica dopo la sua lettera aperta?

No, ma ho avuto la solidarietà della famiglia di mio fratello.


E sua sorella Rita?

Abbiamo la stessa idea, lei però è entrata in politica e usa un linguaggio diverso, troppo politico appunto. Io sono libero e dico tutto quello che penso, a volte anche in modo troppo schietto.


Sarà a Palermo per il 15esimo anniversario?

Ho lasciato Palermo 35 anni fa, e non ci tornerò più. Non riesco nemmeno a immaginare di stare accanto a politici che quindici anni fa piansero lacrime di coccodrillo e oggi commemorano Paolo. Rimarrò a Milano per stare accanto alla gente comune.

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