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mercoledì 7 novembre 2012

Che succede in Unicoop Firenze

In questi giorni nei quasi 100 negozi della Unicoop Firenze, si stanno facendo le assemblee dei lavoratori per la votazione del rinnovo del Contratto Integrativo. Non abbiamo condiviso il percorso che ha portato alla firma di questa ipotesi, perché non ha mai avuto il mandato delle assemblee dei lavoratori.

Un testo che introduce pesanti novità negative in termini salariali, abbattendo il costo delle ore di straordinario e delle ore supplementari, che diminuisce le ore di assemblea da 15 a 13, che introduce pesanti diversità nell’ orario di lavoro tra lavoratori, con i nuovi assunti a 40 ore, nei minimercati in crisi a 38 ore e gli altri a 36. Che introduce la flessibilità nell’orario di lavoro del full-time, scardinando il confronto sull’organizzazione del lavoro nell’unità produttiva. Un testo che ancora non riporta i parametri del salario variabile e che viene invece spacciato per un accordo che dividerà addirittura il 25% degli utili della cooperativa.

Ma a parte il merito del contratto, denunciamo una vera mancanza sistematica di democrazia in questa vicenda. Alcune considerazioni:
• La trattativa si è svolta con le RSU scadute da quasi 3 anni con il rifiuto costante delle OO.SS. ad ogni richiesta di rinnovo presentata da delegati e lavoratori.
• Non solo, la lunga vicenda del confronto e della discussione, ha visto il coinvolgimento dei lavoratori solo nella fase della presentazione della piattaforma tre anni fa. Successivamente non si è più ricercato un mandato vero con voto nelle assemblee, sui testi presentati dalla azienda e completamente diversi dalla piattaforma presentata dalle OOSS.
• I testi firmati il 5 settembre sono stati distribuiti solo il 4 ottobre
• Il 5 settembre sono state firmate solo alcune parti mentre altre importantissime come il welfare sono state firmate i primi di ottobre ad assemblee iniziate, facendo votare i lavoratori su testi parziali e altri ancora sconosciuti
• Nelle assemblee viene impedito il dibattito ai delegati e ai membri dell’esecutivo che hanno espresso parere negativo, gli unici ammessi a presentare il contratto sono i delegati favorevoli lasciando fuori delegati e componenti dell'esecutivo ancora in carica perché contrari e quindi non firmatari dell'ipotesi di accordo.
• Dove si presentano i delegati che non sono d’accordo viene chiesto di non intervenire pena la partecipazione all’assemblea
Non esistono modalità di votazione certe, ci sono così assemblee dove si può votare con voto palese, con urna in assemblea, in più giorni con urna aperta, senza nessun controllo che certifichi il voto.

Riteniamo quindi queste votazioni non garanti per i lavoratori della Unicoop Firenze del diritto democratico che la nostra Organizzazione ha come elemento costitutivo.

Riteniamo che anche i risultati ottenuti siano assolutamente inferiori e lontani a quanto era contenuto nella nostra piattaforma iniziale votata da tutti i lavoratori. Per queste ragioni “La CGIL che Vogliamo” è contraria all'ipotesi d'accordo.

Firmato dalle seguenti Rsu, sigle e punti vendita: RSU La CGIL che Vogliamo, Iper Arezzo, Iper Montevarchi, Super S.Sepolcro, Super Arezzo, Minimercato Montevarchi, Super Signa, Super S.Casciano, Super Coverciano Firenze, Super Ponte a Greve, Super Gavinana, Super Neto Sesto, Magazzino Scandicci, Uffici Scandicci, Uffici S.Reparata e alcune RSU negozi di Pisa


Altri link al comunicato:
http://stamptoscana.it/articolo/toscana/unicoop-firenze.-contestato-il-nuovo-contratto-integrativo
http://www.gonews.it/articolo_161660_La-Cgil-No-al-contratto-integrativo-dellUnicoop.html

martedì 17 gennaio 2012

Attivo regionale delegati Filcams del 21 dicembre 2011

Come richiesto da chi non è potuto intervenire nel corso delle assemblee di fine dicembre, questo post contiene il resoconto dell'attivo regionale dei delegati Filcams del 21 dicembre.
L'iniziativa che prendo ha come fine quello di provare a dare un segno di discontinuità al tipo di atteggiamento tenuto fino ad oggi da alcuni membri delle Organizzazioni Sindacali e delle RSU di Unicoop Firenze, fin troppo reticenti nell'adoperarsi a praticare una corretta e trasparente informazione nei confronti dei Lavoratori.
Nei prossimi giorni seguirà anche il verbale delle due assemblee degli uffici nel corso delle quali è stato reso pubblico quanto segue.



Sesto Fiorentino, 10 gennaio 2012


ANTEFATTO (COORDINAMENTO FILCAMS-CGIL DEL 1^ DICEMBRE 2011)

Il primo dicembre 2011 si è svolto un Coordinamento dei delegati Filcams-CGIL di Unicoop Firenze presso la sede regionale toscana della CGIL, presieduto dal Segretario Generale Filcams per la Toscana.
Pur non facendo parte di alcun organismo superiore (Esecutivo/Coordinamento) rispetto alle RSU di base, a tale Coordinamento ho potuto partecipare grazie all'invito della Segretaria Generale della Filcams fiorentina.
In quell'occasione argomento all'ordine del giorno era il rinnovo delle RSU in Unicoop Firenze,  scadute a Marzo 2010 e, in forza di successive proroghe, ancora in vigore. A tal proposito è da far notare che tutti i delegati di Unicoop Firenze avevano ricevuto, da parte della Responsabile Relazioni Risorse Umane della Cooperativa in data 10 novembre 2011, una lettera che comunicava che dopo il 31 dicembre non sarebbero più stati riconosciuti i permessi sindacali previsti da “un accordo sindacale scaduto”.
Proprio in riferimento a questa lettera si sono aperti i lavori del Coordinamento del 1^ dicembre. Purtroppo non esistendo la buona abitudine di predisporre dei verbali degli attivi sindacali che vengono svolti, non è possibile documentare in maniera ufficiale lo svolgimento dei lavori, pertanto dovrò necessariamente fare riferimento agli appunti personalmente presi.
Ricordo con precisione che il Segretario Generale affermò in quella sede che le RSU di Unicoop Firenze non avrebbero avuto né ruolo politico, né agibilità sindacale da gennaio 2012.
Il Segretario Generale tracciò inoltre un percorso che da quel momento avrebbe dovuto verificarsi, individuando 3 o 4 delegati che avrebbero dovuto coordinare i territori per preparare le elezioni. Queste si sarebbero dovute svolgere secondo le indicazioni del CCNL.
Per ulteriore chiarezza, ricordo che fu fatto riferimento anche alla trattativa per il rinnovo del CCNL, rivolgendo particolare aspettativa all'incontro nazionale che si sarebbe svolto a Roma il 22 dicembre per la conclusione delle negoziazioni per il contratto stesso.
Pertanto, successivamente alla probabile conclusione del contratto e alle votazioni per le RSU, si sarebbe dovuto chiudere l'accordo integrativo e, successivamente, saremmo dovuti procedere con il rinnovo dell'accordo per l'agibilità delle RSU. Questo ultimo punto (accordo agibilità dopo rinnovo CIA) fu indicato come un percorso inderogabile.
Ricapitolando, il percorso avrebbe dovuto essere: 1) CCNL (senza il quale, era stato detto, non si possono indire le elezioni), 2) rinnovo RSU 3) CIA e quindi 4) accordo agibilità RSU.
L'introduzione è proseguita facendo riferimento ad incontro di Betti avuto con Baio (Uiltucs-UIL) e Di Paola (Fisascat-CISL) in merito alla questione delle RSU, nel quale era stato condiviso che le condizioni per un accordo unitario del rinnovo delle RSU ci sarebbero state solo dopo aver chiuso il CIA.
A quel punto è iniziato il dibattito.
Io sono intervenuto dopo una delegata dei Minimercati evidenziando:

1)    la mia contrarietà alla linea tracciata dal Segretario, in particolare nel prevedere un accordo per l’agibilità dopo la chiusura del CIA. Purtuttavia ho evidenziato
2)    la necessità di convocare un attivo regionale di tutti i delegati per condividere in maniera più ampia possibile un percorso diverso;
3)    la necessità di indire le elezioni per il rinnovo delle RSU prima del rinnovo di un Accordo Integrativo, ricorrendo alle modalità già previste per il rinnovo delle R.S.U.;
4)    le forti incongruenze e legittime contestazioni che potrebbero emergere da un accordo per l’agibilità delle RSU successivo alle votazioni, che potrebbe alterare quanto potrebbe emergere dalla consultazione elettorale.

Dopo il dibattito che è seguito, le conclusioni del Segretario sono state di seguire il percorso precedentemente tracciato e, per quanto riguarda il rinnovo delle RSU, di formare:

1)    una commissione che avrebbe dovuto preparare il volantino con il programma elettorale della Filcams;
2)    una commissione tecnica per verificare i passi necessari per indire le elezioni;
3)    una commissione per la verifica del consenso.

Le commissioni avrebbero dovuto tracciare le conclusioni prima del 2 gennaio.

A quel punto, su proposta della Segretaria della Filcams di Firenze, l’individuazione dei componenti delle commissioni sarebbe toccata ai membri dell’Esecutivo Sindacale, che si sarebbe dovuto riunire il 9 dicembre.
La data per un attivo regionale dei delegati della Filcams, con i quali condividere il percorso tracciato, era stata individuata invece per il 12 dicembre, riunione da tenersi la mattina in una sede ancora da individuare.

Il susseguirsi degli eventi (sciopero generale del 12 dicembre) ha comportato uno spostamento della data dell’attivo regionale dei delegati, incontro poi avvenuto il pomeriggio del 21 dicembre.




ATTIVO REGIONALE DEI DELEGATI FILCAMS (21 dicembre 2011, Ipercoop Sesto Fiorentino)

Presieduto dal Segretario Generale della Filcams della Toscana, si è svolto l’attivo regionale.
L’ultimo attivo si era tenuto ad agosto.

Il Segretario ha introdotto i lavori parlando di:

1) Rinnovo RSU,
evidenziando la necessità di fare un punto della situazione, ha parlato della possibilità di richiedere a Unicoop Firenze un “congelamento” delle RSU e, già dal 2 febbraio, tentare di individuare una data per indire le elezioni

2) CIA (Contratto Integrativo Aziendale),
ricordando come il 6 luglio 2011 si fosse fermata la trattativa.
Su questo tema ha individuato un percorso: prima il CCNL e le votazioni per il rinnovo delle RSU, poi il CIA e solo successivamente discutere dell’agibilità delle RSU

3) CCNL (Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro).
Su questo argomento ha ricordato il contratto separato del terziario e la forte influenza sulla trattativa per il contratto della cooperazione che ha avuto lo sciopero Filcams 9 luglio.
Ha ricordato che il giorno successivo (22 dicembre) a Roma ci sarebbe stato un importante incontro, in cui sperava che si manifestasse la possibilità di chiudere quella trattativa su alcuni “pezzi importanti”: orario di lavoro, malattia, deroghe, piccole cooperative.

A quel punto si è aperto il dibattito e, dopo l’intervento di un delegato di Pisa e del delegato del Ce.Di. (magazzini), sono intervenuto argomentando su alcune questioni.

1)    Ho ringraziato la Filcams per l’impegno al tavolo della trattativa per il rinnovo del CCNL, evidenziando quanto sia importante poter contare su un contratto nazionale in momenti di difficile crisi come quello attuale.
2)    Ho illustrato brevemente la costituzione dell’associazione Claudio Pierini Vive in ricordo del collega Claudio tragicamente scomparso lo scorso luglio, mentre svolgeva il suo lavoro, e le finalità benefiche che l’associazione si prefigge. A quel punto ho invitato tutti i delegati a informare i Lavoratori circa la costituzione dell’associazione e ad invitarli ad aderire.
3)    Per quanto riguarda la questione del rinnovo delle RSU invece, ho espresso forti preoccupazioni. Dopo aver evidenziato l’evidente stortura nel non aver ancora provveduto al rinnovo delle Rsu, scadute da marzo 2010, ho evidenziato come dal 10 novembre (data in cui è stata recapitata la lettera della Unicoop Firenze, vedi antefatto) ad oggi, il tema del rinnovo delle RSU non sia stato trattato con la dovuta urgenza. A tal proposito ho fatto notare che anzi, piuttosto che vedere le tre OO.SS. (Organizzazioni Sindacali) attive e propositive nell'indire le elezioni o perlomeno attente al tema, queste abbiano tenuto un atteggiamento stranamente attendista, quasi non curante. Ho espresso pertanto il mio parere sul ruolo che invece avrebbe dovuto tenere la Filcams (sindacato leader in Unicoop Firenze) nel proporre alle altre organizzazioni un indirizzo politico cercando di stimolarle a prendere una chiara posizione sul tema. Inoltre, ho fatto notare come in tale comune atteggiamento attendista, si nascondesse il pericolo di una inutile e pericolosa prolungaggine dei tempi per il rinnovo. Ho aggiunto quindi che, continuando su quella linea, ci saremmo ritrovati per un lasso di tempo incerto con un vuoto di rappresentanza sindacale in Unicoop Firenze; cosa che ahimé si sta verificando. A quel punto ho invitato i delegati intervenuti all'attivo ad esprimersi votando un ordine del giorno che ho chiesto al Segretario di mettere in votazione al termine degli interventi. Per chiarezza l'ordine del giorno che ho proposto consisteva in questo: mettere al primo posto dell'agenda sindacale dei temi aziendali in Unicoop, proprio il rinnovo delle RSU. Tutto il resto sarebbe dovuto intervenire solo successivamente, accordo integrativo compreso.

Dopo il mio intervento ne sono seguiti altri, nei quali sono state affrontati molti argomenti e comunque, la quasi totalità degli interventi che sono seguiti al mio, hanno affrontato la mia proposta.
In onor del vero, i primi interventi invitavano i delegati a votare no alla proposta (addirittura qualcuno mi ha chiesto di ritirarla), ma nella seconda parte ce ne sono stati altrettanti a favore.
Nel corso di questi, visto e considerato che alcune persone iniziavano ad andare via, è intervenuta Sandra Giacomelli (delegata degli uffici) che invitava il Segretario a mettere in votazione l'ordine del giorno prima che altra gente se ne andasse.
A quel punto l'Assemblea ha cominciato a rumoreggiare. Infatti davanti a quella richiesta, il Segretario ha risposto che al termine dei lavori avrebbe deciso lui se far votare la proposta oppure no.
Quell'affermazione ha reso il termine dei lavori piuttosto convulso, tant'è che il tono degli interventi è divenuto più polemico e più diretto (nel suo intervento Sandra Giacomelli ha giustamente interrogato il Segretario sul senso della sua presenza all'attivo, qualora i delegati non avessero potuto prendere una posizione, anche attraverso una semplice votazione).

Comunque, alla fine degli interventi e prima dei saluti del Segretario, constatando che la sua volontà era quella di non far votare la proposta, mi sono alzato e ho nuovamente chiesto, con termini pacati, che venisse messa in votazione.
A quel punto il Segretario si è rivolto nei miei confronti alzando il tono di voce, confermando la sua contrarietà a far votare l’ordine del giorno e rimproverandomi di non essere rispettoso delle regole, dato che non tenevo conto delle decisioni del coordinamento del primo dicembre.
Difronte a tale atteggiamento ho dovuto adattare il tono di voce a quello del mio interlocutore e ho controbattuto sostenendo che era stato lo stesso Segretario, nel corso della sua introduzione, ad affermare che quell'attivo avrebbe dovuto prendere una decisione politica sull'argomento per cui eravamo stati convocati, e che prendere una decisione come quella, di non mettere in votazione una proposta, era un atto che ritenevo antidemocratico.
Ovviamente a quel punto la riunione si è conclusa.

Questo è il racconto obiettivo di come si sono svolti i fatti.


CONSIDERAZIONI FINALI

E' evidente che ciò che è accaduto è molto grave e intollerabile per chi si ispira a principi democratici e partecipativi.
Personalmente sono rimasto ferito dall'accaduto.
Quel che è successo non rende onore alla CGIL, ai Delegati, ma soprattutto ai Lavoratori, che vedono in questa maniera umiliati i propri rappresentanti e quindi loro stessi.
La cosa paradossale è che la mia proposta non era neppure contraria alle conclusioni del Segretario del primo dicembre, pertanto anche un voto favorevole non avrebbe fatto altro che avallare la decisione del Coordinamento, per di più rafforzando la sua posizione rappresentativa.
Oltretutto in quella proposta non si individuava neppure un termine perentorio o una scadenza entro la quale indire le elezioni, era solo un impegno politico di tutti i delegati.
Aggiungo che riguardo alle commissioni di cui si era parlato nell'incontro del primo dicembre (per le quali non si sa da quante e quali persone siano composte e secondo quali criteri siano state costituite), non è stato detto assolutamente niente circa il lavoro che è stato svolto. Anche questo è un problema e non contribuisce assolutamente a fare chiarezza sull'argomento rinnovo delle RSU, anzi, circonda la questione di un ulteriore alone di incertezza.
Concludo, ricordando che l'incertezza cui faccio riferimento è direttamente dipendente dalla trattativa per il rinnovo dell'integrativo, rispetto alla quale manca ancora un testo ufficiale riepilogativo e chiarificatore degli affidamenti dati. Pertanto rinnovo RSU e CIA sembrano due argomento inestricabilmente collegati, ma una cosa è certa: il rinnovo dell'integrativo sembra essere ancora in alto mare e, per mio conto, non possiamo lasciare che il vuoto di rappresentanza che si sta  manifestando si perpetui fin tanto che l'integrativo non verrà rinnovato.


Vincenzo Galdi
Rappresentante sindacale uffici

 

sabato 13 marzo 2010

La storia si ripete

12 marzo 2010

Questa mattina ho aderito allo sciopero generale di 4 ore indetto dalla CGIL e ho partecipato alla manifestazione svoltasi a Firenze.

Nel pomeriggio tornando in ufficio ho trovato questo messaggio in posta elettronica recapitatomi la mattina dello stesso giorno.

Oggetto: la storia di ripete

Corpo del messaggio:

PER RIFLETTERE: ti invio questa mail che si commenta da sola

"Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.

Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.

Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare."

Qualunque cosa abbiate pensato, il testo è stato scritto nel 1945 da Elsa Morante, e si riferisce a Mussolini...

Ho apprezzato la mail e mi è venuta voglia di rispondere nella maniera che segue.

Ciao ***********,

grazie per l'invio di questo testo, è incredibile come queste parole "vecchie" di 65 anni siano sempre così attuali!

Sinceramente trovo alcuni passaggi illuminanti. Uno su tutti il seguente: "Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere... . In Italia è diventato il capo del governo."

Da questo si capisce come vere siano anche le parole di un altro leader politico che qualche anno fa rispondendo ad una domanda di un giornalista affermò che: "I cittadini hanno i politici che si meritano."

Per quanto sia doloroso ammetterlo, anche questo corrisponde a verità!

Riesco almeno a trovare un piacevole sollievo leggendo l'ora di invio della tua mail (10.24 del 12 marzo 2010). A quell'ora infatti in tutta Italia sfilavano centinaia di migliaia di persone (solo a Firenze eravamo in 40.000!) per protestare contro questo governo e per proporre in maniera democratica e costruttiva un programma per rilanciare una ripresa in Italia.

Forse quelle persone non saranno ascoltate come meritano e se così sarà non sarà certo per colpa loro.

Da loro non si sentirà mai dire: "Non ho fatto niente per cercare di migliorare in cui viviamo!".

Credimi. Non ho nessuna intenzione polemica. Con questa risposta vorrei solo dare maggiore risalto a quelle parole di Elsa Morante, alle quali aggiungo queste:

"Solo chi ama conosce. Povero chi non ama!"

giovedì 4 giugno 2009

...Ma la Coop sei ancora tu?


"Purtroppo non era presente Unicoop Firenze all'iniziativa CGIL. Non sarà stata invitata (mah!?... strano...) oppure avrà semplicemente rifiutato l'invito...?"

Lavoro, diritti e sviluppo nell'impresa cooperativa

04/06/2009 Epifani, quello che distingue la COOP è il rapporto che ha con il cittadino, fattore di competizione importante in un momento di crisi

Una riflessione sulla qualità delle relazioni sindacali, sui risultati della contrattazione e più in generale sulla qualità delle politiche settoriali portate avanti da Coop. È stato questo il tema al centro del convegno sulla cooperazione organizzato oggi a Firenze dalla FILCAMS CGIL “…ma la Coop sei ancora tu?”. Un titolo ironico, in riferimento ad uno degli spot più famosi adottati dalle Coop in questi anni, ma tale da porre al centro il tema del ruolo giocato oggi dal mondo della cooperazione.

È stato il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, ad aprire i lavori. Nel saluto iniziale Martini ha ringraziato tutta la FILCAMS CGIL per l’iniziativa organizzata, ma soprattutto per l’importanza dei temi trattatati: “Lavoro, diritti e sviluppo - ha detto il governatore - sono stati messi al centro del dibattito: concetti fondamentali in questo periodo di crisi. Per cercare di ripartire c’è bisogno anche di un impegno civico di tutti: è necessario trovare idee nuove per cambiare i modelli organizzativi”. A seguire, l’ intervento di Franco Martini, segretario generale FILCAMS CGIL: “Sono due le problematiche in questo momento storico: il calo dei consumi e la debolezza competitiva del sistema distributivo italiano”, ha spiegato il numero uno della FILCAMS, domandandosi “in che modo il sistema della cooperazione può contribuire a superare questi difficoltà ispirandosi e difendendo i valori fondativi della cooperazione?”.

Partecipazione dei lavoratori, rapporti sindacali e concertazione di secondo livello, sono i punti fondamentali su cui Martini ha invitato a riflettere, in un periodo storico in cui anche il mondo della cooperazione è toccato dalla crisi economica. “C’è una sempre più diffusa insoddisfazione nei rapporti all’interno delle singole aziende cooperative - ha proseguito il segretario - incomprensioni sul versante della contrattazione, con tensioni crescenti, che rischiano di indebolire la peculiarità che ha contraddistinto la storia sindacale nel mondo della cooperazione”. Per Martini, inoltre, “il sistema della cooperazione ha un valore aggiunto, però, che risiede nelle ragioni della propria esistenza e che fanno della responsabilità sociale il terreno sul quale può fare la differenza”. Ed è su questo terreno che Martini ha chiesto di insistere “evitando un ripiegamento verso soluzioni organizzative sbagliate o inadeguate. Vogliamo tenere alto il confronto sulla qualità dell’organizzazione del lavoro nell’impresa cooperativa”, nella consapevolezza che la rappresentanza sindacale può fare bene alla cooperazione.

Tanti e importanti gli interventi che si sono alternati durante la mattinata nella Sala Anfiteatro dell’Auditorium al Duomo, gremita di persone, delegati, lavoratori e lavoratrici coop, una platea attenta e critica che ha seguito con attenzione. Un confronto ampio, critico e a tratti provocatorio, che ha visto il contributo di tre direttori del personale di differenti Coop (Coop Estense, Coop Lombardia e Unicoop Tirreno), di Paolo Cocchi, Assessore Regionale Toscana Cultura turismo e commercio, di Vittorio Cogliati Dezza, Presidente Nazionale Legambiente, e di Aldo Soldi, Presidente Associazione Nazionale Cooperative di Consumo.

Le conclusioni del convegno sono state affidate al segretario generale della CGIL, Guglielmo Epifani, il quale ha posto l’attenzione su una caratteristica importante della cooperazione: ovvero la fiducia che riscuote. “Quello che distingue la Coop - ha detto il leader di Corso d’Italia - è il rapporto che ha con il cittadino; un rapporto diverso da tutte le altre imprese per le quali il cittadino è solo un cliente. Per la Coop il cliente/consumatore è prima di tutto una persona, le vendite sono orientate anche alla salute e alla qualità. Questo - ha concluso Epifani - è un fattore di competizione importante, che in un momento di crisi come questo può fare la differenza”.





giovedì 2 aprile 2009

Modalità sciopero per impiegati

Come comunicato nell'ultima Assemblea e come da apposita comunicazione affisa in bacheca, si ricorda che PER CHI LAVORA SU 5 GIORNI, LO SCIOPERO E' PREVISTO PER DOMANI VENERDì 3 APRILE.

mercoledì 1 aprile 2009

COMUNICATO A TUTTI I LAVORATORI

Scandicci, 30 Marzo 2009

In vista dello sciopero CGIL del 4 Aprile, siamo venuti a conoscenza che alcuni lavoratori stanno ricevendo “inviti” affinché prestino attività lavorativa nei punti di vendita, in considerazione della carenza di personale che si verificherà.

Lo sciopero è un diritto costituzionalmente garantito.
Sostituire un lavoratore in sciopero invece è solo una pratica scorretta, sia da parte di chi la propone che di chi l’accetta!

Sono già state inviate diffide ufficiali alla Direzione della Cooperativa affinché tali atteggiamenti vengano rivisti. Al tempo stesso però, chiediamo ai lavoratori delle sedi di rispettare l’altrui diritto evitando di andare a sostituire nei punti di vendita altri lavoratori in sciopero.


Rappresentati sindacali uffici FILCAMS-CGIL

Perché partecipare alla Manifestazione CGIL del 4 aprile

Ciao, scrivo queste poche righe per invitare te, i tuoi familiari, i tuoi amici o tutti quelli che ritieni opportuno, a partecipare alla GRANDE manifestazione nazionale che la CGIL ha organizzato per sabato 4 aprile a Roma al Circo Massimo.
Il difficile momento economico che stiamo vivendo come ben saprai impatta negativamente su molti aspetti della nostra vita e se ti guardi intorno, credo tu convenga con me che sono pochi i soggetti che si mouvono in difesa delle condizioni di vita della gente. Mi riferisco a tutte quelle persone che negli ultimi mesi si sono ritrovate senza lavoro, a chi ha una famiglia da sostenere, dei figli da far crescere e da mandare a scuola, a chi ha una pensione insufficiente per vivere dignitosamente. Purtroppo potrei continuare questo elenco con tante altre categorie di persone.
Ma se ci guardiamo attorno e proviamo ad andare oltre al nostro credo politico-sindacale, tra questi pochi soggetti sicuramente si distingue una GRANDE organizzazione che ha la forza per amplificare la nostra voce, per dare più fiato ai nostri polmoni e far sentire con decisione la nostra rabbia a chi ha la responsabilità politica di fare qualcosa di giusto!
Condivido in pieno l'impostazione della CGIL per dare priorità assoluta al lavoro e all'occupazione, per sostenere i redditi e le pensioni, per misure fiscali che redistribuiscano le risorse a vantaggio dei più deboli e per investimenti capaci di produrre una ripresa dell'economia e dell'occupazione in tutti i settori. In poche parole condivido la necessità di richiedere a gran voce una inversione di rotta e che si riprenda a investire in cultura, conioscenza e innovazione!
Potrei proseguire a lungo trovando altre valide argomentazioni, ma quelle appena accennate credo siano sufficienti per sottolineare quanto sia importante che anche tu prenda parte all'evento.
Ti chiedo di riflettere su queste poche righe e sono sicuro che troverai la giusta motivazione per far sentire anche la tua voce.

Non mancare, il nostro futuro dipende anche da te!

Vincenzo

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