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giovedì 17 settembre 2009

Inchiesta prezzi di Altroconsumo. Guida al superisparmio


L’inchiesta di Altroconsumo si è basata su un’indagine su 931 punti di vendita e su più di 560.000 prezzi rilevati, considerando sia prodotti di marca sia prezzi più economici e marche commerciali.
Prendendo in esame i prodotti di marca (203 articoli di marca + 30 prodotti freschi), sono state stilate tre diverse classifiche:
-per catena
-per città
-per punto vendita

Classifica per catena
La catena più competitiva del mercato italiano è Esselunga, alla quale viene pertanto assegnato un indice pari a 100.
Seguono in ordine: con indice 104 (cioè più caro del 4% rispetto a Esselunga) Panorama, con indice 105 Bennet e Iper, indice 106 Carrefour, Auchan, Ipercoop e Leclerc Conad.
Coop si posiziona al 22^ posto con indice 110.

Classifica per città
Altroconsumo ha stilato anche una “geografia della convenienza”.
La Spezia è risultata la città più conveniente in assoluto, pertanto gli è stato assegnato indice 100.
Seguono a ruota Pisa e Firenze con indice 102. Queste città però possono vantare un primato onorevole. Qui, infatti, la spesa media delle famiglie è la più economica, con una cifra inferiore ai 6.000 euro annui.
I capoluoghi più popolosi sono distaccati con indici che riflettono una scarsa convenienza: Milano 110, Napoli 116, Roma 117, Torino 119 e Palermo 125.

Classifica per punto di vendita
Il punto vendita italiano più conveniente in assoluto è il Superstore Esselunga di La Spezia, a cui è stato assegnato indice di riferimento pari a 100.
Da notare che Esselunga, nelle città in cui è presente, posiziona sempre un suo punto vendita come leader di prezzo (eccezion fatta per Arezzo).
Prendendo in esame le tre città della Toscana che sono state rilevate, vi presentiamo la classifica dei tre negozi più convenienti:

Arezzo
1^ Coop, Via Vittorio Veneto, con indice 108
2^ Esselunga, Via Leonardo da Vinci, 109
3^ Ipercoop, Viale Amendola, 111

Firenze
1^ Esselunga, Via Canova, 102
2^ Coop, Piazza Leopolodo, 107
3^ Ipercoop, Lastra a Signa, 108

Pisa
1^ Esselunga, Via Cisanello, 102
2^ Coop, Via Manara, 108
3^ Carrefour, San Giuliano, 110

Prodotti più economici e appartenenti alle marche commerciali
Prendendo invece in esame un diverso “carrello” di prodotti, quello dei così detti primi prezzi e delle marche private, è stata stilata un’ulteriore classifica per catene.
Considerando questo secondo paniere, sono gli hard discount a vincere il confronto.
Eurospin risulta la catena più conveniente, con indice 100.
Segue con indice 102 In’s Discount e L.D. con 104.
Le prime otto catene sono tutte hard discount, mentre la prima catena non appartenente a questa tipologia è Esselunga che ottiene un indice pari a 116.

I dati sono stati reperiti dall’anali Guida al superisparmio di Altroconsumo.

martedì 15 settembre 2009

Al supermercato Esselunga di La Spezia la medaglia d'oro in convenienza

ALTROCONSUMO: GUIDA AL SUPERISPARMIO



MILANO - La città con i punti vendita più convenienti per fare la spesa è La Spezia e qui una famiglia può risparmiare "oltre 1.300 euro in un anno" rispetto alla media nazionale. Al dodicesimo posto Milano (si risparmiano 775 euro) che batte di gran lunga Roma (32esima con 431 euro di risparmio). A sostenerlo è Altroconsumo, nella sua indagine annuale, realizzata su un campione di 931 punti vendita in 66 città italiane.

E se si scorre la classifica dei supermercati più convenienti, al primo posto si piazza la catena che fa capo a Bernardo Caprotti, Esselunga, che anche nel 2009 risulta essere il gruppo della grande distribuzione con i prezzi più competitivi del Belpaese. Seguono Panorama, Bennet, Iper e Carrefour. Pertanto, il punto vendita Esselunga di La Spezia conquista la medaglia d'oro di negozio, in assoluto, più conveniente in tutta Italia. Analizzando il risparmio in città, e considerando che una famiglia italiana spende in media per la spesa 6.600 euro l'anno, Pisa e Firenze sono i centri dove la media è più economica, spendendo meno di 6.000 euro. Pavia invece è la città dove si può conseguire il risparmio maggiore scegliendo bene il punto vendita: 1.530 euro. A Bolzano poi c'é la forchetta tra spesa massima e minima più ridotta (risparmio di 244 euro). Maglia nera infine al tandem Foggia e Palermo che risultano essere le città in cui, anche scegliendo il punto vendita più conveniente, non è possibile risparmiare rispetto alla media nazionale.

(Fonte: Ansa.it)

martedì 17 giugno 2008

Coop nel mirino Ue

BRUXELLES (17 giugno) - Il sistema di agevolazioni fiscali di cui godono le cooperative che operano nei settori della distribuzione e dei servizi bancari finisce nel mirino della Commissione europea. Il sospetto è quello dell'esistenza di aiuti di Stato illegali incompatibili col diritto comunitario, soprattutto per quel che riguarda le grandi coop. Per questo i servizi dell'Antitrust Ue hanno inviato una lettera al governo italiano, chiedendo spiegazioni. Tutto nasce da una serie di denunce inviate a Bruxelles, a partire da quella di Federdistribuzione, l'associazione che riunisce tutte le più grandi catene commerciali italiane. Denunce in cui si punta il dito sui regimi fiscali preferenziali accordati alle cooperative, che porterebbero ad una distorsione della libera concorrenza. Visto che realtà come Coop Italia - spiegano i ricorrenti - sono ormai leader nel settore della grande distribuzione e non avrebbero più diritto ad agevolazioni che originariamente si giustificavano con la loro funzione sociale e natura mutualistica.

Ma le coop si sono sempre difese, sostenendo come la loro quota di mercato sia rimasta costante negli anni, a fronte dell'irrefrenabile affermazione di gruppi come Carrefour o Auchan, il cui successo dimostrerebbe la vitalità competitiva del settore della grande distribuzione. Fatto sta che la Commissione europea ha deciso di vederci chiaro. Non tanto per quel che riguarda le cooperative di piccole e medie dimensioni, quelle assimilabili alle pmi con meno di 250 addetti e un fatturato annuo fino a 50 milioni di euro. Bruxelles vuole piuttosto fare luce «sulle misure riguardanti le grandi cooperative, che - si spiega in una nota - sembrerebbero non essere più in linea con la normativa comunitaria sugli aiuti di Stato». Non si tratta di «nuove misure», sottolinea Bruxelles, ma di «aiuti esistenti», cioè entrati in vigore prima del trattato Ue: dunque, non esiste alcun rischio che debbano essere rimborsati. Ma l'esecutivo europeo potrebbe chiedere di eliminarli.

Le agevolazioni fiscali sotto esame riguardano in particolare una serie di norme che permettono l'abbattimento del reddito imponibile. «Nelle grandi linee - spiegano i servizi dell'Antitrust Ue - la Commissione riconosce l'importanza e il contributo significativo delle cooperative all'economia e alla società in generale. È quindi possibile distinguerle dalle imprese lucrative, specie quando si tratta di cooperative mutualistiche pure, che realizzano redditi esclusivamente con i propri membri». Ma è anche vero che «malgrado la loro specificità, le cooperative realizzano utili anche tramite attività con "non membri" e hanno un comportamento sul mercato analogo a quello delle imprese lucrative». Per questo per i tecnici di Bruxelles «in queste circostanze, un trattamento preferenziale a beneficio delle cooperative costituisce un aiuto di Stato». Aiuto che però «può ritenersi compatibile se il proprio effetto negativo per la concorrenza e gli scambi è controbilanciato dagli effetti positivi in termini di contributo delle cooperative alla realizzazione di obiettivi sociali». Questo, conclude la Commissione Ue, si ritiene sia il caso delle piccole e medie imprese, che costituiscono la stragrande maggioranza delle cooperative».

Fonte: IlMessaggero.it

martedì 26 febbraio 2008

Ue: Parlamento contro la grande distribuzione, abusa di posizione dominante

Strasburgo, 18 feb -
Nella dichiarazione l'Europarlamento sostiene che i grandi supermercati europei "stanno abusando del loro potere per mantenere a livelli insostenibilmente bassi i prezzi corrisposti ai fornitori, imponendo loro condizioni inique". La dichiarazione e' accompagnata da una 'fotografia' del settore. In Europa la quota di mercato dei cinque principali operatori ha superato tra il 1993 e il 2002 il 69%: tra super e ipermercati, i primi cinque distributori hanno una quota di mercato pari al 90% in Francia, al 76% in Germania, al 70% nel Regno Unito, al 57% in Spagna e al 55% in Italia. A livello internazionale, nel settore alimentare, leader e' Wal Mart, con una cifra d'affari che, nel 2005, ha superato i 250 miliardi di euro, seguita dal gruppo francese Carrefour (75 miliardi di euro); al quarto posto il gruppo tedesco Metro (circa 56 miliardi di euro). Il primo gruppo italiano - Coop Italia - si posiziona al 49imo posto, cifra d'affari 11,5 miliardi di euro. In Italia seguono Coop Italia Conad (circa 8 miliardi di euro), Carrefour Italia, Interdis e Selex (tutti circa 7 miliardi), Auchan/SMA (5,7 miliardi), Esselunga (5,4), Sisa e Despar (4 miliardi) e C3 (3,5 miliardi). In Italia, tra il 1996 e il 2006, il numero di punti vendita al dettaglio e' aumentato sensibilmente sia per quanto riguarda i negozi tradizionali sia per la distribuzione moderna. Ma la quota di mercato della grande distribuzione organizzata e' passata, in dieci anni, dal 36 al 52%, mentre quella dei negozi tradizionali e' scesa dal 53 al 35,6%. Un lieve aumento si e' registrato anche per altri tipi di canali di vendita, come il porta a porta e gli ambulanti. Nel settore alimentare la quota di mercato della grande distribuzione e' passata dal 50% al 69%, quella dei negozi tradizionali e' scesa dal 41% al 21%. Stessa tendenza, i beni non alimentari: la quota di mercato della grande distribuzione e' passata dal 20 al 35%, mentre quella dei negozi tradizionali e' scesa dal 67 al 50%.

Fonte: Il Sole 24 Ore

domenica 11 novembre 2007

Ecco perché in Unicoop non è possibile ottenere il 100% del salario variabile.



La lunga querelle tra Esselunga e Unicoop Firenze, tra una "scoccata" ed un’altra, genera tra i lettori attenti una lunga serie di riflessioni.
Molte segnalazioni ci sono pervenute, tante crediamo siano solo sterili polemiche, ma due le riteniamo molto interessanti, una addirittura ci fornisce la possibilità di chiedere una immediata revisione dell’accordo riguardante il calcolo del salario variabile.
Volutamente non parleremo di leadership di prezzo, perché abbiamo già riportato in un precedente post il riferimento all’analisi convenienza prezzi fatta dalla più accreditata ricerca nazionale in materia (Altroconsumo, la sua indagine ogni anno è la più attesa dagli operatori del settore).
Ma andiamo per gradi.
Prima questione.
Riporta l’editoriale dell’Informatore di Novembre che quando si confrontano i dati di bilancio di due o più società, "i confronti fra le aziende devono essere omogenei per essere obiettivi". Giusto, sacrosanto e metodologicamente corretto. Peccato che i dati di Unicoop Firenze riportati da Caprotti generino un po’ di confusione, perché non corrispondono a quelli ufficiali diffusi da Unicoop Firenze sul prorpio sito internet!
Come direbbe un noto giornalista: "La domanda sorge spontanea". Ma i dati corretti… quali sono?
Ovviamente questa distorsione comporta tutta una serie di interrogativi sugli effettivi risultati raggiunti, del tipo: l’incidenza del risultato operativo sulle vendite è stato del 2,30 % come sostiene Mr Caprotti o del 1,47% come risulta dai dati della Cooperativa? Le imposte pagate da Unicoop Firenze sono 29 o 19 milioni di euro?
Vi invitiamo a confrontare i dati di bilancio 2006 sul sito coopfirenze con i dati diffusi da Caprotti (presenti anche sull' Informatore) per approfondire la questione e fare le controverifiche del caso.
Seconda questione. Salario variabile.
L’accordo che disciplina l’erogazione del salario variabile per i dipendenti Unicoop Firenze stabilisce che il 60% dello stesso sarà calcolato in base al risultato di utile commerciale. In particolare, per raggiungere appieno l’obiettivo dichiarato, l’utile commerciale dovrebbe essere del 3%.
Ebbene, senza stare a sindacare se sia corretto il dato che riporta la tabella di Caprotti o quanto risulta dai dati Ufficiale della Cooperativa, noi semplicemente ci atteniamo alle dichiarazioni fatte in questi periodi a mezzo stampa dal Presidente Campaini. "Quando guadagniamo più del 2% rispetto al fatturato intervengo per dire: guadagniamo troppo, riduciamo i prezzi" (Corriere della Sera del 4 ottobre 2007).
Si evince chiaramente che l’accordo sul salario variabile deve necessariamente essere rivisto velocemente, perché sulla base di quello i dipendenti di Unicoop Firenze stanno spendendo energie senza essere adeguatamente retribuiti. E’ come se Jean Todt obbligasse Raikkonen a raggiungere i 300 Km/h con una macchina che al massimo può arrivare ai 200!
Volendo fare i conti della serva, per il salario variabile del 2006 ogni dipendente ha perso almeno 278 Euro. Moltiplicato per 7600 dipendenti: 2,119 milioni di Euro!
Un bel gruzzoletto. Meditate gente… meditate.

sabato 3 novembre 2007

Quote di mercato 2006 della grande distribuzione


Milano, 25 ott -


Il 2006 ha visto tutte le imprese della grande distribuzione in Italia perdere posizioni a livello di fatturato, secondo la classifica stilata dall'Ufficio Studi di Mediobanca, con la sola eccezione di Supermarkets Italiani (marchio Esselunga), rimasta stabile. Come si legge nel rapporto 'Le principali societa' italiane (2006), Esselunga, prima del settore in classifica, e' rimasta stabile al 23mo posto con 4,9 miliardi di fatturato, mentre la seconda, Auchan Italia, perde 6 posizioni al 41mo. La societa', tuttavia, sottolineano gli esperti di Mediobanca, non presenta un bilancio consolidato, ma anche aggiungendo l'altra controllata nel nostro Paese, Sma (scesa dal 59mo al 69mo posto), il totale ricavi sarebbe di 4,8 miliardi, quindi inferiore ad Esselunga. Terza e' Pam (2,6 miliardi) che perde 10 posizioni al 52mo posto, mentre Bennet (1,4) perde una posizione al 90mo. La ricerca prende in considerazione solo le societa' che hanno messo a disposizione i propri bilanci, ricordano gli esperti di Mediobanca: non e', infatti, compresa la francese Carrefour, che e' il primo operatore in Italia con ricavi per circa 7,7 miliardi. La principale cooperativa al consumo presente in Italia, Unicoop Firenze, non ha trasmesso il bilancio ma, con ricavi per 2,3 miliardi, si sarebbe piazzata al 63mo posto (-6 posizioni rispetto al 2005), mentre la prima cooperativa ad aver trasmesso i dati e' Coop Adriatica (1,77) che scende dal 65mo al 77mo posto

Fonte: GDONews.it

mercoledì 17 ottobre 2007

Carrefour taglia al sud. In vendita 11 Ipermercati

Grandi manovre nella distribuzione.
Carrefour, secondo gruppo al mondo dopo Wal-Mart, si prepara ad abbandonare il Sud Italia (l'area che offre le maggiori prospettive di crescita per la Gdo) e a cedere la rete di centri all'ingrosso (cash & carry). Si tratta complessivamente di 17 C&C e ben 11 ipermercati. L'advisor Citigroup ha fissato per il 22 ottobre, ossia lunedì prossimo, il termine per la presentazione delle prime manifestazioni di interesse ed eventuali offerte non vincolanti per una operazione da oltre un miliardo nel complesso.

Sul mercato ci sono tre asset: i C&C, un pacchetto di immobili commerciali e gli ipermercati. Si tratta probabilmente di una decisione imposta dell'effetto Sud su Carrefour con le vendite al dettaglio -come rileva l'Istat - che nel Mezzogiorno sono negative da mesi.

Tra i potenziali gruppi in corsa, secondo indiscrezioni, ci potrebbe essere Pirelli Re (interessata solo alla parte real estate), ma anche numerosi gruppi della grande distribuzione che puntano ad espandersi a Sud.

Per quanto riguarda i cash & carry, ci sarebbero in corsa diversi soggetti: dal gigante Metro agli italiani Selex, Interdis, Lombardini e Sogegross. Ma ci sono anche degli outsider disposti a giocare la partita italiana: l'inglese Booker e i tedeschi Lekkerland e Selgros (gruppo Rewe-Standa). L'operazione ipermercati è al vaglio di un po' tutti i grandi gruppi: da Auchan, che sta per annunciare un accordo strategico con il gruppo Crai, a Coop, da Rewe-Standa a Pam, da Bennet a Interdis e a Selex. Conad intanto rafforza l'alleanza con Interdis.

Nell'area cash & carry Carrefour è presente in Italia fin dal 1973, prima attraverso un'alleanza con un gruppo locale piemontese (Garosci) poi in forma autonoma. I 17 cash & carry in vendita, secondo le previsioni, dovrebbero generare nel 2007 un fatturato di 324 milioni (Ebitda del 5,6% a fine 2006). Tutti i punti vendita sono concentrati nel Nord Italia (Piemonte, Toscana e Liguria): 16 dei C&C sono in affitto tranne il centro commerciale in Valle d'Aosta che è di proprietà.

In vendita c'è poi la rete di 11 ipermercati presente al Sud. Le strutture sono dislocate in Campania, Puglia, Basilicata, Molise e Calabria. Questa divisione dovrebbe generare vendite nette nei prossimi due anni per circa 444 milioni (rispetto agli attuali 307 milioni). Più bassa appare la redditività degli Ipermercati Carrefour rispetto alla divisione C&C: soltanto nel 2009 l'ebitda margin di quest'area toccherà infatti poco meno del 3 per cento. Tuttavia tra i fattori ritenuti strategici c'è la proprietà di molti degli immobili situati nel Sud Italia.
Tanto che la componente immobiliare dell'operazione viene ritenuta fondamentale per i potenziali compratori. In tutto sono infatti di proprietà di Carrefour 8 strutture (delle quali 6 ipermercati) alcuni in grandi città come Bari e Napoli. Il portafoglio immobiliare, per un totale di oltre 90mila metri quadrati di superficie lorda affittabile, è attualmente controllato da alcune società veicolo del gruppo transalpino.

Secondo Mediobanca, Carrefour ha avuto nrel 2005 un fatturato consolidato di 6 miliardi (3,9 miliardi di debiti totali). Cerved segnala per alcune società chiave del gruppo, una redditività caratteristica negativa e squilibri negli indicatori di liquidità. Dal quartier generale Carrefour (al timone si sono avvicendati tre amministratori delegati in 4 anni), si sottolinea che il mandato a Citigroup è solo esplorativo.

Fonte: Il Sole 24 Ore.it

venerdì 28 settembre 2007

Conad capofila del "progetto del mese" Eu_Pay


Eu-Pay, il circuito di pagamento integrato che consente di effettuare transazioni fra i diversi paesi europei anche da dispositivi mobili e via web e che, per l'Italia, è stato adottato per la prima volta dal Comune di Prato e dai supermercati Conad, è stato riconosciuto come 'progetto del mese' nell'ambito di eTen (Trans european telecommunication networks), programma di innovazione tecnologica dell'Ue.
Conad è stata la prima azienda italiana della grande distribuzione organizzata a fornire ai suoi clienti servizi di pagamento di bollette e utenze domestiche alle casse nei suoi supermercati e punti vendita di Pisa e di Prato. Inoltre, sempre in Italia, Eu-pay - che consente anche il pagamento di tasse comunali e scolastiche presso i supermercati - ha avuto come capofila il Comune di Prato, che ne ha curato l' implementazione in stretta collaborazione con Conad del Tirreno.
"Siamo orgogliosi che il nostro progetto sia stato scelto da eTen come testimonianza di innovazione tecnologica all'interno della gdo italiana - ha commentato Ugo Baldi - ad di Conad del Tirreno - Grazie a Eu-Pay abbiamo offerto ai nostri clienti tutti i vantaggi di un circuito di pagamento facilmente accessibile e veloce. Estendendo i pagamenti delle tasse comunali e delle bollette alle casse di tutti i nostri 11 punti vendita di Prato e Pisa abbiamo realizzato, dallo scorso mese di maggio, più di 1.000 transazioni per un controvalore di 120.000 di euro".

ansa in collaborazione con intoscana.it

domenica 23 settembre 2007

Indagine Altroconsumo. A Esselunga il primato della convenienza


Nelle città dove ci sono sia Esselunga che Coop, i prezzi sono più convenienti che nel resto d'Italia. Lo dice Altroconsumo che nei giorni scorsi ha pubblicato la mappa della convenienza dei supermercati italiani. Dove è più combattuta battaglia tra i due marchi, ci sono i prezzi migliori. A Pisa e a Firenze per esempio. Qui da anni la concorrenza tra i due ipermercati ha determinato, secondo i risultati dell'ultima indagine, un livello di prezzi del 20% inferiore rispetto alla media nazionale. Esemplare è poi il caso di La Spezia. Dall'inchiesta di Altroconsumo risulta infatti come l'ingresso di Esselunga come competitor di Coop sia stato di beneficio per i consumatori. L'anno scorso all'Ipercoop (il punto vendita meno caro) si spendeva l'8% in meno della media nazionale. Quest'anno, nel nuovo Esselunga, i cittadini di La Spezia arrivano risparmiare quasi il 20% in più rispetto al resto d'Italia. E la concorrenza ha fatto migliorare anche performance dell'Ipercoop: il risparmio è salito dall'8 al 14%. Dall'eccessiva concentrazione invece, i consumatori hanno tutto da perdere. Genova, dove c'è un unico ipermercato, è una delle città in cui il livello di prezzi è più elevato. Nel punto vendita più economico si spende il 27% in più rispetto a quello di Pisa. E dai dati raccolti, l'associazione ha stilato la classifica dei supermercati più convenienti. Sul podio c'è Esselunga mentre Ipercoop si piazza al quarto posto.
Fonte: Il Sole 24 Ore
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giovedì 6 settembre 2007

L'auto si compra al supermercato


Esperimento di Auchan: auto a prezzi scontati


La partenza è volutamente in sordina. Da oggi a Mestre, e dal 12 settembre a Venaria (Torino), negli ipermercati Auchan è possibile comperare un'automobile. L'offerta riguarda cento Kia Picanto per ciascun centro commerciale ed è limitata ad una decina di giorni. Il prezzo, ovviamente, è più che stracciato: 7.950 euro per un modello che, stando ai listini ufficiali, dovrebbe essere venduto a 10.200. La direzione di Auchan Italia precisa che non si tratta di un'iniziativa a livello nazionale, è una sperimentazione decisa dai responsabili di Mestre e Venaria e che comunque ha ottenuto il via libera dalla sede centrale. Facile intuire che, se l'esperimento sarà positivo, Auchan si prepara ad uno sbarco in stile massiccio nel settore della vendita di automobili. E già il responsabile dell'ipermercato di Mestre ha fatto sapere che non esclude nulla per il futuro : se le vendite della Kia Picanto andranno a buon fine c'è già una sorta di programmazione per poter offrire, sempre a prezzi più che competitivi, un nuovo modello di automobili almeno ogni due mesi. Vetture di tutte le marche, Fiat compresa, e questa operazione, che rischia di intaccare i rapporti con distributori e rivenditori, potrebbe essere non proprio gradita alla casa torinese, che pure ha consolidati rapporti con Auchan cui ha ceduto, attraverso Ifil, food e tessile dell'ex Rinascente. … Chi deciderà di comprare l'automobile al supermercato potrà tranquillamente pagarla alla cassa, in contanti o se vuole anche con "comodo" finanziamento: per la Kia Picanto Auchan Mestre propone un anticipo di 375 euro e 150 euro per 60 mesi. La vettura, una utilitaria superaccessoriata visto che ha di serie abs, ebd, climatizzatore, radio cd e vernice metallizzata, è naturalmente nuova di fabbrica ed il contratto è diretto tra Auchan ed il compratore, senza quindi mediazione di un concessionario; il gruppo francese resta un rivenditore senza possibilità quindi di offrire i servizi post vendita. A questi pensa direttamente la casa produttrice che garantisce per tre anni la vettura, con possibilità per l'acquirente di appoggiarsi in tutte le officine autorizzate. Non si corre neppure il rischio di lunghi tempi d'attesa : la consegna è garantita entro 15 giorni dall'acquisto. Non si potranno ovviamente fare giri di prova.

Fonte: Il sole 24 ore.com - Economia e Lavoro 05.09.07

martedì 31 luglio 2007

Lo sciopero dei Gigli e la crisi del format ipermercati



Anche lo sciopero del 21 Luglio u.s. dei dipendenti dell'ipermercato di Panorama è arrivato in Consiglio Provinciale. Alla base la fine del periodo di fortuna degli ipermercati (tendenza registrata anche a livello nazionale) a benenicio dei supermercati tradizionali...

L’assessore Saccardi ha risposto, in Consiglio, ad una domanda d’attualità di PRC
Sullo sciopero dei dipendenti dell’Ipermercato Panorama di Campi Bisenzio l’assessore al lavoro Stefania Saccardi ha risposto, in Consiglio provinciale, ad una domanda d’attualità di Rifondazione Comunista. “L’ipermercato di Campi Bisenzio sta vivendo un periodo difficile per due motivi. Un primo motivo di carattere più propriamente localistico perché l’apertura di altri centri in zona: Carrefour, Ipercoop ed Ikea hanno cambiato un po’ la funzione di Panorama che in origine era l’unico ipermercato della zona. Un secondo motivo, di carattere un po’ più oggettivo, riguarda la fortuna degli ipermercati in generale che adesso è leggermente in calo a beneficio del supermercato tradizionale perché gli ipermercati sono considerati un po’ troppo dispersivi. Quindi Panorama, a seguito della diminuzione delle vendite, ha cominciato a riorganizzare il lavoro e le modalità del lavoro medesimo. Il fatto poi che in poco tempo siano anche cambiati diversi direttori ha mutato quelle che sono le relazioni con le Organizzazioni sindacali. E l’azienda ha cominciato a prendere provvedimenti di carattere unilaterale. A seguito della protesta il Sindacato auspica una riattivazione del tavolo della trattativa. Il Comune di Campi Bisenzio, nella persona dell’assessore Salvi, ha attivato un tavolo di confronto che comprende Sindacati, Azienda e il Comune medesimo, non solo sulla questione di Panorama ma generalmente sulla questione dei Gigli. L’unità di crisi della Provincia non è stata attivata ma sono in contatto con l’assessore Salvi e con il tavolo da lui stesso attivato e pronta ad intervenire anche sulle questioni di carattere occupazionale”.
Calò ha ribadito che: “E’ in corso una vertenza molto dura perché riguarda 350 persone; molte sono donne, molti sono giovani, alcuni a tempo indeterminato, altri part time. L’Azienda ha mostrato scarsa attenzione ai diritti e alle prerogative sindacali. I lavoratori non devono essere considerati come dei costi o degli oggetti da spostare. Ed è questo il messaggio che deve arrivare alla direzione di Panorama. Occorre esprimere fermezza quando, non solo non si convocano le Organizzazioni sindacali, ma non si rispettano i patti sottoscritti. E’ una vicenda che chiama il mondo istituzionale a prendere posizione; da parte nostra esprimiamo un grosso disappunto ed esprimiamo la nostra vicinanza ai lavoratori e alle lavoratrici dell’ipermercato”.
Provincia di Firenze

mercoledì 4 luglio 2007

GDO - Caccia ai farmacisti


Su sito del Il Sole 24 Ore.com si parla di una caccia ai farmacisti da parte delle aziende della grande distribuzione in seguito alla liberalizzazione delle vendite dei farmaci da banco. Sarà mica da ricercare in questa "scarsità" di offerta di lavoro il motivo vero per cui Unicoop Firenze non si è ancora lanciata nei corner salute? Oppure nelle economie di punto vendita... leggiamo vah!


DA IL SOLE 24 ORE.COM
Spazio a nuove professioni nella grande distribuzione, grazie all'ampliamento degli assortimenti. «I nuovi servizi finanziari o di traffico telefonico - spiegano da Federdistribuzione - richiedono professionalità molto diverse da quelle legate alla semplice vendita di prodotti alimentari confezionati. Anche nelle sedi centrali delle imprese distributive, i ruoli del marketing del category manager e degli acquisti sono sempre più rilevanti. Inoltre hanno un ruolo fondamentale le figure per il controllo qualità, in linea con gli investimenti in sicurezza dei prodotti».
Da meno di un anno hanno fatto l'ingresso negli store anche i farmacisti. La liberalizzazione della vemdita dei nedicinali da banco della scorsa estate ha infatti catturato l'attenzione delle catene della Gdo, che hanno cominciato ad aprire corner dedicati. Si stimano circa 300 farmacisti già reclutati ma il numero è destinato a crescere. L'agenzia Kelly Services ne sta selezionando una cinquantina. «Riceviamo numerose candidature spontanee - spiega Srefano Giorgetti, direttore di Kelly Services Italia, - una buona opportunità per i giovani del Sud». Adecco ha finora trovato lavoro a un centinaio di farmacisti. «Abbiamo difficoltà di reclutamento - sottolinea Angela Balducci, manager della divisione Medical&Science - in Lombardia, Piemonte, Triveneto ed Emilia».
Ma c'è un nodo da sciogliere legato al contratto di lavoro. Ai farmacisti assunti dalle catene della grande distribuzione si applica il contratto del Commercio, scaduto a fine 2006 e in fase di rinnovo. Il modello è semplice: tre farmacisti a corner mentre solo Conad ne assume quattro per punto venduta. I sindacati chiedono l'applicazione del primo livello a tempo indeterminato, tanto da indicare una specifica clausola nella piattaforma di rinnovo del contratto collettivo.«Ci risulta che nella maggior parte dei casi - sostiene Luigi Coppini di Filcams-Cgil - si applicano il secondo o terzo livello, con conseguente dequalificazione per i farmacisti». La Coop - che finora ha aperto 65 CoopSalute e assunto 195 farmacisti - al momento applica il contratto della distribuzione cooperativa e i contratti integrativi di ciascuna delle cooperative da cui i farmacisti dipendono. «La retribuzione - spieganoda Coop - è sostanzialmente in linea con il mercato esterno».

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