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martedì 30 novembre 2010

Vecchie e nuove bacheche sindacali

Ieri siamo stati "invitati" a rimuovere dalla bacheca sindacale della sede di Scandicci di Unicoop Firenze un volantino, inviatoci da un/a lavoratore/ice, reperito sul blog dei lavoratori del Ce.Di..

Pensavamo, forse ingenuamente, che quello fosse uno spazio più libero di quanto invece non sia.

Per fortuna però, quello spazio è diventato un mezzo antiquato e non più sufficiente a veicolare le informazioni di carattere sindacale. Adesso si comunica in maniera più veloce, efficace e personalizzata grazie all'avvento dei blog, social networl e mailing-list.

Tuttavia, dovremo comunque giustificare ai lavoratori qual è la notizia che è stata tolta e perché.

Ciò avverrà nel corso della prossima assemblea sindacale.

Stay tuned!

domenica 28 novembre 2010

Unicoop Firenze e Unicoop Tirreno: nuovo superstore Coop a Napoli

Coop all'Arenaccia: il 3 dicembre l'inaugurazione

Verrà inaugurato il prossimo 3 dicembre nel quartiere popolare dell'Arenaccia il nuovo superstore Coop. Tre piani con un parcheggio di 150 posti, 2200 metri quadri di area vendita, uffici e ristoranti

Nel quartiere popolare dell'Arenaccia, a pochi metri dalla Stazione Centrale, verrà inaugurato il 3 dicembre il nuovissimo superstore Coop, di proprietà di Unicoop Firenze e Unicoop Tirreno, in base a una collaborazione avviata anche in altri territori. L'immobile dove sorge il nuovo negozio è stato ricostruito mantenendo le vecchie linee architettoniche: una doppia rampa esterna conduce ai due piani di parcheggi con 150 posti auto, il superstore occupa l'intero piano terra dello stabile con 2.200 metri quadri di area vendita, al secodno piano si trova un negozio MediaWorld mentre al terzo e ultimo piano si trovano altri parcheggi, uffici e un'attività di ristorazione.

Fonte: www.napolitoday.it/economia/coop-arenaccia-apertura-inaugurazione-3-dicembre.html

venerdì 8 ottobre 2010

Unicoop Firenze apre nuovo negozio a Monsummano

Unicoop Firenze parla di circa 50 nuove assunzioni su un organico di 68

Non sono mancate le critiche al progetto





Oggi 7 ottobre, alle 7,30, aprirà per la prima volta i battenti il nuovo supermercato Coop di via Palestro, nel nascente quartiere Orzali. Un arrivo che porta con sè tante conseguenze, dall'aumento dei servizi per i cittadini alle preoccupazioni nel resto del commercio monsummanese. Un effetto sicuramente positivo è comunque quello sul piano occupazionale: la nuova struttura infatti conterà su una pianta organica di 68 persone. Di questi posti di lavoro la maggior parte, 50, saranno rappresentati da nuove assunzioni.

Figure professionali alla cui selezione, come sottolinea la stessa Unicoop Firenze nel suo comunicato stampa, ha collaborato attivamente lo stesso Centro per l'impiego di Monsummano (che si trova giusto a pochi passi). «Il gruppo dirigente - si legge sulla nota - ha una significativa presenza femminile, ed è composto dal direttore e da 6 capireparto. Tutto il personale ha avuto l'opportunità di seguire specifici corsi di formazione, sia sul campo che attraverso appositi moduli didattici, per rafforzare la propria professionalità e, in particolare, per consentire ai più giovani un proficuo inserimento nel mondo del lavoro».

Oggi, come detto, ci sarà l'apertura al pubblico. Ma intanto, ieri pomeriggio alle 17, si è svolta la cerimonia di inaugurazione, nel corso della quale è stato presentato il nuovo centro commerciale, che si sviluppa su circa 1.500 m³ di superficie di vendita e che ha comportato un investimento di 9 milioni di euro.

Per il supermercato si parla di "nuovo format", centrato soprattutto sui prodotti freschi (in particolare il fiore all'occhiello sarà rappresentato dalla pescheria) e con uno spazio dedicato alle produzioni locali («Pasta, dolci, biscotti, miele, vino e olio di provenienza toscana - si sottolinea sulla nota dell'Unicoop - sono tutti prodotti di qualità che in più contribuiscono a limitare l'impatto sull'ambiente dell'attività di rifornimento merci).

All'ingresso della nuova Coop si troverà il reparto ortofrutta a libero servizio, seguito nell'ordine dalla forneria, dal reparto di gastronomia, dalla pescheria e dalla macelleria (tra le caratteristiche anche la vendita in vaschette monoporzione con un occhio di riguardo per i single).

«Un ricco assortimento - si sottolinea nel comunicato Coop - avrà anche nella cantinetta dedicata ai vini, dai più economici ai più rinomati, di provenienza toscana e di tante altre regioni italiane. Particolarmente curata, in particolare, la sezione vini di fornitori locali». Per il pagamento sono state predisposte 5 casse normali a cui si aggiungono 4 casse "fast lane" e 3 "fast salvatempo", il supermercato sarà aperto dal lunedì al sabato dalle 7,30 alle 20,30 e, alla domenica, dalle 8,30 alle 20.

6 ottobre 2010

Il Tirreno

Fonte: Blog Lavoratori Unicoop

Unicoop Firenze è sbarcato a Roma

Al Centro Commerciale Torresina è in arrivo la catena di SupermercatiDoc*“. Ma di cosa si tratta? Si tratta di un nuovo marchio creato ad hoc (in termini tecnici si dice ‘newco’) da un colosso del settore che ha comprato a Roma ben 12 supermercati e due Ipermercati: uno al Torrino, il secondo è la GS di Torresina!

A cederli è stato il Gruppo Luciani, a comprarli è stata l’UniCoop Firenze che in questo modo ha deciso di sbarcare a Roma in grande stile dopo l’ok dell’ Autorità Garante (finora erano presente la Coop-Tirreno); al termine del periodo di transizione (al massimo una paio d’anni ma c’è chi scommette su pochi mesi), il marchio ‘Doc*’ sarà sostituito dal marchio Coop; nel frattempo gli articoli a marchio Coop saranno acquistabili nella capitale anche sugli scaffali dei supermercati Doc*.

I negozi interessati dovrebbero saranno i seguenti:

– Ipermercato Roma Torresina, con superficie di vendita di circa 2.588 m2;
– Ipermercato Roma Torrino, con una superficie di circa 2.499 m2;
– Roma Barrili, con superficie di vendita di circa 926 m2;
– Roma Cervialto, con superficie di vendita di circa 600 m2;
– Roma Cortina d’Ampezzo, con superficie di vendita di circa 600 m2;
– Roma Due Ponti, con superficie di vendita di circa 596 m2;
– Roma Fonteiana, con superficie di vendita di circa 977 m2;
– Roma M. Riposo, con superficie di vendita di circa 750 m2;
– Roma Parioli, con superficie di vendita di circa 800 m2;
– Roma Tevere, con superficie di vendita di circa 590 m2;
– Roma Nizza, con superficie di vendita di circa 250 m2;
– Roma Aurelia, con superficie di vendita di circa 1.271 m2;
– Ostia, con superficie di vendita di circa 600 m2;
– Marino, con superficie di vendita pari a circa 1.400 m2.

A Torresina il cambio Carrefour-Doc* dovrebbe avvenire entro l’estate, ma altri supermercati Gs-Diperdì hanno già cambiato marchio:

CORTINA- Via Cortina d’Ampezzo 369/371

RIPOSO- via della Madonna del Riposo 127

AURELIA- via Aurelia 1291 (Massimina)

PARIOLI- Viale Parioli, 16

TEVERE- via tevere 17,D

CERVIALTO- via Monte cervialto 129/131

FONTEIANA- via Fonteiana 28/A

DUE PONTI- via dei Due Ponti 192/F

BARRILI- via Anton Giulio Barrili 20

MARINO- piazza Don Luigi Sturzo 17 (Marino)

OSTIA- Via del Collettore Primario 7 (Ostia Antica)

Nonostante la crisi o forse proprio per questa, la sfida nella grande distribuzione prosegue senza esclusione di colpi… Arrivano a Roma Coop ed Esselunga (2-3 Superstore); dalle nostre parti apriranno Lidl (Aurelia-Massimina, in costruzione), Eurospin (via Andersen, fine anno) e Coop (a Torresina attraverso il marchio Doc*, entro l’estate).

A perdere, come al solito, saranno le botteghe di quartiere, in attesa di una politica che le tuteli; a vincere, speriamo che siano i consumatori!

Dal Corriere della Sera 9 giugno 2010 , pagina 35,Sussurri & Grida – Unicoop “espatria” a Roma di M.Ger:

L’ operazione e’ di quelle che passano inosservate. Perche’ e’ abbastanza normale che un gruppo leader nella grande distribuzione compri qualche supermarket. Per l’ ultima mossa di Unicoop Firenze, la societa’ guidata da Turiddu Campaini e’ uno shopping di un certo livello. Ma soprattutto segna ‘l’ espatrio’ della piu’ grande cooperativa di consumatori d’ Italia, per soci (oltre 1 milione), vendite (2,2 miliardi di euro) e dipendenti (7644). Espatrio perche’ per la prima volta Unicoop esce dai dai confini della toscana, dove gestisce 6 Ipercoop, 41 Super (marchio Coop), 39 piccoli Super e 12 negozi tradizionali. Nella Capitale ha comprato infatti un “pacchetto” di 14 esercizi commerciali del gruppo Luciani riuniti per l’ occasione in una newco. In tutto vale 114 milioni di fatturato. Per adesso Unicoop Firenze non li gestira’ direttamente, ma lo fara’ la newco, con insegna diversa da Coop. Oggi le insegne sono Gs e DiperDi. I supermercati (piu’ un Iper, hanno metrature tra i 2500 e i 400 metri quadrati e tutti sono concentrati in citta’ a Roma nella prima periferia (Parioli, Nizza, Aurelia, Cortina D’ ampezzo, ecc.), tranne uno a Ostia e un altro a Marino. L’ accordo con la famiglia Luciani prevede anche un patto di non concorrenza in base al quale gli ex proprietari non potranno gestire attivita’ simili nel lazio per due anni.

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Fonte: http://www.torresina.net/2010/07/01/1314/centro-commerciale-torresina-arrivano-i-supermercati-doc

martedì 15 dicembre 2009

Multitarget e multiformat coordinate del brand Coop

Efficienza, sperimentazione, Sud: i temi caldi per Coop secondo Vincenzo Tassinari, presidente del Consiglio di gestione Coop



Multitarget e multiformat: sono questi i concetti che individuano il percorso lungo il quale nel 2009 e, ancor più nel 2010, Coop intende muoversi per rispondere in maniera più puntuale al consumatore, come chiarisce bene Vincenzo Tassinari (nella foto), presidente del Consiglio di gestione di Coop. “Da sempre ci rivolgiamo ad un ampio e articolato target di consumatori. In questa società multitarget il nostro principale obiettivo è quello di servire i clienti ad un livello territoriale nazionale il più capillare ed esteso possibile, attraverso format di vendita articolati in modo da soddisfare i bisogni dei clienti sia nelle grandi città che nei piccoli centri, fino ad arrivare alle piccole comunità montane. Come mi piace dire, dalla Val di Noto alla Val di Fiemme”.

Gli effetti della crisi?
Con un core target che supera i 7 milioni di clienti soci, Coop è particolarmente attenta anche alle esigenze di soggetti diversi sia per condizioni di reddito che per stile di vita e di consumo. Una quota non marginale di nostri clienti sta subendo l'attuale crisi economica con un duro impatto sul reddito disponibile e, di conseguenza, anche sulle capacità di far fronte alle spese quotidiane. Negli ultimi mesi abbiamo registrato una significativa flessione dei consumi e una riduzione della frequenza di spesa, che stiamo cercando di mitigare con iniziative di convenienza mirate sui prodotti di prima necessità e sulle nostre Pl. Questo, al fine di mantenere alto il livello dei valori di Coop, che i nostri soci, soprattutto giovani, intendono perseguire anche nei loro atti di acquisto. Per quello che riguarda il prossimo anno, le previsioni non sono rosee: stiamo elaborando i nostri budget prevedendo consumi food a -0,2% e non food a -1,7% sul 2009. La crisi c'è, eccome, e servirebbero politiche economiche più decise nell'indirizzo della ripresa dei consumi.

Format: nuove sperimentazioni in vista?

L'orientamento multitarget ha come conseguenza la scelta di proporsi sul mercato come un sistema distributivo “multiformat”. Il modello di sviluppo di Coop è adattivo rispetto al territorio, con store che spaziano dai piccoli negozi di vicinato agli ipermercati di grandi dimensioni, con una rete strutturata di format diversi, caratterizzati da una proposta commerciale articolata, per poter offrire alternative di spesa e di assortimento sia alimentare sia non alimentare. Attualmente, abbiamo avviato nuovi format per presidiare con maggiore capillarità i centri città e, allo stesso tempo, integrare le esperienze della grande distribuzione con altri servizi. Già oggi Coop Salute e Coop Voce rappresentano integrazioni di questo genere, ma ne abbiamo altre, come la ristorazione e le librerie, senza dimenticare la partnership al 40% con Eataly. Inoltre, abbiamo sperimentato punti di vendita capaci di offrire un buon servizio, con strutture di costi più snelle sia a monte che a valle, in modo da ridurre i costi di funzionamento a fronte di un buon livello di servizio. Innovazione e sperimentazione a tutto campo sono le chiavi sulle quali opereremo fortemente per il rafforzamento della nostra presenza sul mercato.

Su quali tipologie di vendita punta la strategia di sviluppo?
Il piano di sviluppo di Coop è significativamente orientato verso il Sud con l'apertura di sei nuovi ipermercati, in aree dove importanti distributori hanno deciso di abbandonare o di interrompere la loro espansione. Da questo punto di vista sono state significative le ultime aperture in Sicilia e la recente acquisizione di ipermercati Carrefour in Puglia e Basilicata che stiamo trasformando in Ipercoop. Il nostro piano di sviluppo 2009-2011 prevede l'apertura di 66 tra super e superette, con un piano di investimenti di circa 2 miliardi e la previsione di un aumento della quota di mercato di circa 2 punti. Per quanto riguarda i nuovi servizi, con ormai 95 Coop Salute e oltre 400.000 attivazioni abbiamo dimostrato che, pur in un ambito limitato di liberalizzazioni, si può raggiungere il punto di equilibrio economico con soddisfazione del consumatore e, degno di nota, calmierando i prezzi come fondamento delle liberalizzazioni. Oltre ad avere in fase di implementazione nuove tecnologie e servizi web, stiamo riflettendo sull'utilizzo della rete per gestire i cataloghi interattivi, in particolare per i prodotti non food, per i quali stiamo già facendo test in alcuni store. Tutto questo perché siamo convinti che la crisi porterà ad una nuova cultura di consumo: per noi, si tratta di interpretarla come opportunità/necessità di ampliare la nostra offerta e di intercettare nuove fasce di consumatori, oltre che fidelizzare maggiormente quelle che già abbiamo. Tutto ciò nella vocazione storica della Coop: far crescere cooperazione e cooperatori.

Quali cambiamenti nell'offerta occorrono per stare dalla parte dei consumatori?
Stiamo assistendo ad una vera e propria polarizzazione dei consumi. Da una parte, cresce il consumo dei prodotti basici e delle materie prime per la preparazione dei piatti, dall'altra si stanno sviluppando importanti nicchie nell'area dei prodotti di alta qualità, tipici e delle specialità. Nello specifico, Coop sta coprendo queste nicchie prevalentemente attraverso lo sviluppo della linea Fiorfiore a marchio Coop che sta crescendo molto bene (+18%). Per quanto riguarda i settori in maggiore difficoltà, si tratta prevalentemente del non food, del tessile, dei prodotti di elettronica di consumo, settori nei quali, in questi ultimi due anni, i clienti hanno significativamente ridotto la propensione all'acquisto; sarà necessario, dunque, rifocalizzare l'offerta su un nuovo modello più coerente alla situazione e puntare sull'innovazione fondamentale per il rilancio. Per quello che riguarda il focus delle nostre politiche commerciali, per il 2010 riconfermeremo la politica “Dalla tua parte noi”, un'iniziativa che, come dimostrano i risultati positivi del 2009, è stata apprezzata dai nostri consumatori in quanto solidale verso i problemi di perdita di reale capacità d'acquisto di beni e servizi, che hanno intaccato anche l'area che fino ad oggi pareva intoccabile, quella dei prodotti di largo e generale consumo alimentare. Le imprese leader debbono dimostrare, proprio in questi momenti, di stare dalla parte dei loro clienti consumatori.

Qual è il competitor straniero che ha meglio gestito l'attuale congiuntura?

In generale le insegne da noi osservate si sono mosse in due direzioni: in primo luogo hanno rafforzato la proposta di convenienza, in particolare sui marchi propri, con riposizionamenti (es. Mercadona) e sviluppo di nuove linee prodotto dedicate (come, ad esempio, Tesco). Una seconda direzione è stata quella di soddisfare nuove esigenze di consumo che la crisi ha fatto emergere, in primo luogo, la necessità del cliente di risparmiare pur tutelando il proprio tenore di vita. Si tratta di intercettare consumi normalmente coperti da altri canali distributivi quali l'Horeca o da marchi/canali premium. La sensazione è che chi ha puntato su questi fattori stia ottenendo i risultati migliori e uscirà rafforzato da questa situazione di crisi. Una mia osservazione riguarda però tutta la distribuzione moderna italiana. Occorre che ognuno punti alla propria distintività, alla propria “personalità”, attraverso la quale convincere i consumatori ad entrare nei negozi con le nostre insegne. Smettiamola di “copiarci”, di fare, in ultima analisi, tutti la stessa cosa. Un'ottima scuola di retailing differenziato a mio parere è quella statunitense, dove Wal-Mart il gigante da 270 miliardi di dollari, non ha “ucciso” tutti i concorrenti: Wegmans, Dorothy Lane, Trader Joe's e Meyers sono ottime catene distributive che riescono, con la loro distintività, non solo a sopravvivere, ma anche ad avere buona redditività e buona potenzialità di sviluppo. Questa è una chiave per il retailer italiano del futuro: diventare marca “insegna” a tutti gli effetti e su questa base sviluppare le proprie politiche distintive e differenziate.

In definitiva, come si uscirà da questa crisi?
Tutti dicono che da questa crisi si uscirà diversi. Allora occorre discontinuità, un cambio di passo nel nostro modo di fare impresa distributiva. È finito un ciclo di oltre 20 anni di lusinghieri risultati. Chi guarda indietro a questi successi, a mio parere, ha perso. Coop sta mettendocela tutta, stiamo lavorando per un significativo processo di cambiamento: dalla “governance” ai processi operativi e commerciali. Già nel 2010 ci presenteremo sul mercato con importanti proposte innovative: una Coop diversa, più veloce, efficiente e tempestiva nel cogliere opportunità e farle cogliere ai nostri consumatori. Sono ottimista, ce la faremo e questo sarebbe un buon segno non solo per noi, ma anche per il Paese che mai come in questo momento ha bisogno di soggetti imprenditoriali che si rimbocchino le maniche per dare reali e significative risposte di cambiamento e alla modernizzazione del Paese.

FIRENZE E SCANDICCI, INCONTRO SULLA VIABILITÀ A TORREGALLI, PONTIGNALE E VIA MINERVINI

Presto un incontro con le due amministrazioni comunali e il centro Don Gnocchi per la realizzazione di due rotonde tra Torregalli e Le Bagnese
Interventi alla viabilità per rendere più scorrevole il traffico nelle aree di confine tra Firenze e Scandicci, con priorità alle opere previste davanti a Torregalli, a Pontignale e all’incrocio tra via Baccio da Montelupo e via Minervini. Nella mattina di lunedì 14 dicembre 2009 si sono incontrati nel Comune di Scandicci l’assessore alla Mobilità del Comune di Firenze Massimo Mattei, il Vicesindaco di Scandicci Alessandro Baglioni e l’assessore alla Mobilità Gianni Borgi, oltre ai tecnici delle due Amministrazioni comunali, per un aggiornamento sullo stato di progettazione delle opere previste nel quadrante del sud ovest fiorentino.
All’incrocio tra via Baccio da Montelupo e via Minervini, al confine tra il comune capoluogo e Casellina, sarà realizzata una rotonda, già in fase di progettazione definitiva da parte del Comune di Firenze.
Nell’area davanti a Torregalli saranno realizzate due rotatorie per il traffico, di forme diverse, a carico del centro Don Gnocchi che costruirà una propria struttura accanto all’ospedale di San Giovanni di Dio; il futuro assetto viario per quella zona prevede anche altre opere, tra cui il prolungamento di via Stradone dell’ospedale; delle rotatorie, una sarà realizzata davanti all’ingresso dell’ospedale per agevolare l’accesso, l’altra all’incrocio tra via di Scandicci e via delle Bagnese, consentendo così l’eliminazione del semaforo. Il Comune di Firenze promuoverà un nuovo incontro con il centro Don Gnocchi e il Comune di Scandicci per riaffermare i contenuti del precedente accordo firmato nei mesi scorsi.
Nella zona di Pontignale la viabilità che riguarda i due Comuni sarà riordinata con una nuova sistemazione di via del Pantano e gli altri adeguamenti viari necessari; un contributo alle nuove opere si avrà con il nuovo insediamento commerciale a carico di Unicoop, che tra le opere di urbanizzazione per il centro commerciale ha gli interventi fognari in via del Pantano: questi interventi avranno priorità all’apertura dei cantieri, prevista a primavera 2010.
14/12/2009 16:49
Comune di Scandicci

lunedì 14 dicembre 2009

Una delle prossime aperture di Unicoop Firenze, il negozio di Pontignale.



Ai nastri di partenza l’iter amministrativo per la realizzazione del centro commerciale Unicoop a Pontignale. Dopo il vaglio della Giunta e della seconda Commissione consiliare per l’Urbanistica il progetto arriva all’esame del Consiglio comunale. Il nuovo centro sarà costruito su un’area di 52 mila mq, di cui 10 mila in superfici di vendita per grande distribuzione, oltre ad attrezzature commerciali fino ad un massimo di 15 mila mq. La previsione delle superfici di vendita era già contenuta in un’intesa dell’aprile 2000 tra i Comuni di Firenze, Scandicci e Lastra a Signa, e dal 2003 nella disciplina urbanistica delle attività commerciali. Il vicesindaco Baglioni: “Un centro all’avanguardia, di qualità architettonica, con funzioni dedicate alla città, e particolare attenzione alle soluzioni ambientali e agli aspetti occupazionali”.

Due edifici accoppiati, con 10 mila mq di vendita per grande distribuzione e attrezzature commerciali per un massimo di 15 mila mq, 800 posti auto pubblici che serviranno in futuro da parcheggio scambiatore con la tramvia, verde pubblico, piste ciclabili, viabilità interna ed esterna con il raccordo di Borgo ai Fossi. Sono questi i contenuti dell’intervento di Pontignale che sarà realizzato da Unicoop su una superficie complessiva di 52 mila metri quadri, nell’area dell’ex Cdr, che è stato presentato alla Giunta e alla seconda Commissione consiliare per l’Urbanistica. La previsione di queste superfici di vendita era già contenuta in un protocollo d’intesa firmato dai Comuni di Firenze, Scandicci e Lastra a Signa nell’aprile del 2000: l’accordo riduceva le dimensioni del centro di San Lorenzo a Greve, portava da 62 mila a 52 mila i metri quadri a Pontignale, fissa per il futuro di Lastra a Signa una media distribuzione per gli alimentari con le superfici restanti riservate al no food. In base a questo accordo nel 2003 il Consiglio comunale ha approvato la Disciplina urbanistica delle attività commerciali, ripresa nel maggio del 2007 nel Regolamento urbanistico. “Sarà un centro all’avanguardia, non solo dal punto di vista commerciale”, spiega l’assessore all’Urbanistica Alessandro Baglioni, “avrà anche funzioni rivolte alla città con particolare attenzione ai cittadini della zona di Pontignale, a questo proposito prevediamo risorse per incrementare il verde pubblico di mitigazione; al centro del progetto ci sono poi le soluzioni per il risparmio energetico e l’assetto idrogeologico; soprattutto saranno interessanti gli aspetti occupazionali, non soltanto per l’insediamento ma per tutto l’indotto”. Secondo le previsioni il centro del Pontignale sarà raggiunto in futuro da un ramo della tramvia, per ottenere con gli 800 posti auto pubblici il secondo parcheggio scambiatore del sistema tramviario, così come fissato anche nel Piano strategico. “Per quanto riguarda la viabilità – prosegue Baglioni – i flussi di traffico sono stati simulati da uno studio di Spea: la previsione è che il centro attrarrà veicoli da Scandicci, da Lastra a Signa e da Signa e in parte dal quartiere 4 di Firenze, ma non dal quadrante nord ovest né dal circondario di Empoli, zone dove già si trovano altre strutture di grande distribuzione”. Oltre alle opere per la viabilità a carico dei costruttori, il sistema del traffico nella zona funzionerà grazie anche alla rotonda all’incrocio tra via Baccio da Montelupo e via Minervini, per la quale il Comune di Firenze ha già previsto lo stanziamento nel 2008. Gli aspetti ambientali, idrogeologici e della mobilità sono riuniti in un documento di sintesi che è stato presentato alle associazioni di categoria, ai sindacati e a Legambiente come associazione riconosciuta. [M. G.]


LA VICENDA URBANISTICA
La Variante generale del Prgc (5 giugno 1991) prevedeva una zona di espansione soggetta a Piano Attuativo (Centro Direzionale Regionale Cdr.”) con varie destinazioni: attività terziario-direzionali, esercizi commerciali (con 800 mq di Sul per la grande distribuzione), centro esposizione e congressi, residence e ricettività minore legata al centro congressi. La volumetria massima di progetto era pari a mc 226.700 con altezza massima di m 50.
Nel febbraio 2000 l’amministrazione, con il documento “Strategie e linee d’indirizzo per lo sviluppo della rete commerciale”, definisce nuovi criteri di pianificazione e programmazione urbanistica per il commercio. Contemporaneamente, in applicazione del ‘Decreto Bersani’, vengono aggiornate le previsioni riferite all’area in esame, e delineato il potenziamento delle attività commerciali la cui disciplina urbanistica viene rimandanta ad un successivo specifico atto di Variante al PRG.
Nell’aprile dello stesso anno il Consiglio Comunale approva il “Protocollo d’intesa fra i comuni di Firenze, Scandicci e Lastra a Signa sulle politiche urbanistiche della grande distribuzione commerciale” nel quadrante sud-ovest dell’area metropolitana riferite al settore della grande distribuzione commerciale. ll documento prevede, nell’ambito di una coerente distribuzione delle superfici commerciali, il ridimensionamento delle previsioni di grande distribuzione localizzate nei comuni di Firenze e Lastra a Signa e la concentrazione di superfici di vendita nell’area ex Cdr.
Nel novembre 2003 il Consiglio Comunale approva la Variante al PRG denominata “Disciplina urbanistica delle attività commerciali”. Al posto dell’originaria previsione a carattere polifunzionale (“Centro direzionale regionale”) viene prevista la realizzazione di un insediamento commerciale pressoché monofunzionale destinato alla grande distribuzione (l’unico nel territorio comunale). In termini di superficie la nuova previsione - parzialmente ridotta come stabilito dal Protocollo d’intesa tra comuni - fissa una superficie utile lorda massima di mq 52.000, dei quali 25.000 per la vendita, ed un’altezza massima di m 20. La superficie territoriale complessiva destinata al Piano attuativo viene individuata in circa mq 94.100, in luogo dei precedenti mq 155.000 circa.
Il 31 maggio 2004 il Consiglio Comunale approva il Piano Strutturale che contiene una specifica scheda (Utoe n° 6) che elenca gli indirizzi e le prescrizioni generali per la tutela degli aspetti idrogeologici, agronomici e ambientali, gli obiettivi e le strategie da perseguire, e conferma le previsioni introdotte dalla Variante ed il dimensionamento massimo per i nuovi insediamenti commerciali e di grande distribuzione.
Nel febbraio 2007 il Consiglio Comunale approva il Regolamento urbanistico che conferma i dimensionamenti e le superfici elevando l’altezza massima consentita da 20 a 30 metri.
Architettura - Grazie a soluzioni estetiche innovative, non consuete per insediamenti di questo tipo, risulta particolarmente curata la progettazione architettonica delle strutture commerciali e direzionali. L’intento è quello di caratterizzare qualitativamente l’ingresso alla città dall’autostrada, cercando di veicolare anche con i segni architettonici la propensione all’innovazione che caratterizza il territorio di Scandicci. E’ previsto un sistema di spazi aperti (verde, parcheggi, percorsi pedonali e ciclabili, etc.) adeguatamente raccordato agli spazi aperti esistenti e/o previsti nelle aree limitrofe.
Parcheggi - Le vaste superfici di parcheggio, sia ad uso privato che ad uso pubblico, fortemente impattanti se distribuite in maniera estensiva al contorno dell’insediamento commerciale, sono collocate su più piani garantendo un notevole contenimento del consumo di suolo.
Tramvia e viabilità - E’ prefigurato un possibile collegamento a ponte con il futuro nuovo capolinea della tramvia, con eventuale partecipazione del soggetto attuatore agli oneri di progettazione e realizzazione dell’opera. E’ inoltre previsto il completamento degli assetti viabilistici nell’area interessata (con particolare riferimento ai tratti necessari per garantire una efficace accessibilità veicolare alle strutture commerciali) e nelle aree circostanti (zona Borgo ai Fossi).
Completamento dell’assetto viario di interscambio con l’Autostrada A1 e la FI-PI-LI - Dal punto di vista della mobilità il progetto fa riferimento allo studio Spea (novembre 2003) riferito all’analisi dei flussi di traffico indotti dalla realizzazione dell’insediamento commerciale ed alla verifica della funzionalità trasportistica del nuovo casello Firenze-Scandicci.
Quadro economico - Il documento “Valutazione degli impatti settoriali e occupazionali” analizza gli effetti dell’entrata in funzione del nuovo polo commerciale sia in termini di incidenza sulla redditività dei punti vendita della rete che in termini di ricaduta occupazionale. Il bacino di riferimento comprende i Comuni di Scandicci, Firenze Q1 - Centro Storico, Firenze Q4 - Isolotto/Legnaia, Lastra a Signa, Signa, Bagno a Ripoli, Impruneta, Montelupo Fiorentino, San Casciano, Tavarnelle, Barberino Val d’Elsa, Capraia e Limite, Castelfiorentino, Empoli, Montespertoli, Greve in Chianti e Vinci, per una popolazione totale pari a n. 421.450 unità. L’estensione di tale bacino è stata definita con riferimento ad altri centri con analoga capacità di attrazione: I Gigli a Campi Bisenzio, i centri commerciali di Sesto Fiorentino, Montecatini, Massa e Cozzile. Lo studio prevede l’assenza di effetti stimabili sul comparto alimentare in quanto la superficie di vendita risulta sostanzialmente equivalente a quella esistente nell’ipermercato di Lastra a Signa, da trasferirsi in tale nuovo insediamento. Per quanto concerne il settore non alimentare l’incidenza sulla redditività dei punti vendita esistenti non costituisce un fattore di rischio.
Quadro occupazionale - La stima degli addetti da impegnare nel polo commerciale di Scandicci (al netto del numero di occupati nell’ipermercato di Lastra a Signa), calcolata in base ai dati disponibili per poli commerciali simili a quello oggetto di studio, è quantificata in 383. Al fine di monitorare la ricaduta occupazionale il soggetto attuatore/gestore dovrà fornire all’Amministrazione Comunale, per sei anni a partire dall’entrata in esercizio della struttura, un rapporto annuale sul numero complessivo degli occupati nel nuovo insediamento commerciale, con precisazione del numero di addetti residenti nel Comune di Scandicci; un rapporto biennale sul saldo occupazionale relativo agli esercizi commerciali non alimentari, calcolato sia all’interno del territorio comunale di Scandicci che nel bacino di riferimento. Dovrà inoltre essere monitorato l’impatto sugli esercizi commerciali non alimentari di Scandicci e del più ampio bacino. A tal fine dovrà essere realizzato anche un rapporto triennale, per due trienni consecutivi, sull’andamento dei punti vendita della rete di distribuzione esistente in termini di cessazione o aperta di nuovi esercizi e/o in termini di incidenza sul fatturato.
Monitoraggio - Saranno monitorati gli effetti legati alla mobilità, ai volumi di traffico veicolare sulle principali direttrici di accesso all’insediamento commerciale e le eventuali conseguenze ambientali legate all’incremento dell’inquinamento acustico ed atmosferco. [Cl. Ar.]

Fonte: Sito internet del Comune di Scandicci


mercoledì 18 novembre 2009

Nuovo magazzino di Coop Italia a Prato


(AGI) - Prato, 17 nov. - Un magazzino tutto "verde" a Prato.
Dal tetto alle fondamenta che e' gia' attivo e che entrera' a pieno regime a gennaio 2010 quando sara' completato l'utilizzo delle scaffalature e saranno trasferite li' le sedi del consorzio logistico e per gli acquisti non alimentari. Da qui si movimentera' qualcosa come 730.000 metri cubi di merci destinate a rifornire i reparti non food di oltre 1400 punti vendita Coop in tutta Italia. "Un esempio di razionalizzazione logistica oltre che un polo all'avanguardia dal punto di vista ambientale -spiega Maurizio Martini, presidente Consorzio Nazionale Non Alimentari Coop Italia- Per Coop e' un investimento significativo (pari a poco meno di 100 milioni di euro di cui 13,5 soltanto per l'impianto fotovoltaico) che abbiamo voluto fare perseguendo la logica della razionalizzazione del trasporto merci che abbiamo avviato gia' dal 2004 ottimizzando il rifornimento e garantendo sempre viaggi a pieno carico. Seguendo questa logica abbiamo ottenuto gia' egregi risultati: dal 2006, da quando abbiamo cominciato il processo di centralizzazione acquisti e consegne dei fornitori tutti gli indicatori di efficienza logistica sono migliorati: dal valore medio per metro cubo di merce, al costo logistico per metro cubo movimentato, al costo logistico complessivo sul volume di vendite. Avevamo fra gli obbiettivi la realizzazione di un grande magazzino centrale per ridurre ancora i costi di navettaggio e movimentazione fra i molti depositi che avevamo. Da qui la nascita di un nuovo, grande polo della logistica Coop per i non alimentari". Il nuovo polo logistico, inaugurato oggi alla presenza, tra gli altri, di Claudio Martini, presidente della Regione Toscana e di Roberto Cenni sindaco di Prato, e' parte integrante di un impegno di Coop nei confronti dell'ambiente che data da tempi non sospetti. Il criterio della progettazione sostenibile e' riferimento per tutti gli ultimi insediamenti. Solo sul fotovoltaico ad esempio Coop prevede entro la fine del 2009 la messa in funzione di circa 50 impianti per complessivi 12000 kW, equivalenti a un investimento di oltre 50 milioni di euro sostenuti dalle 9 grandi cooperative di consumo. "Dai consumatori ai fornitori ai singoli punti vendita. La sensibilizzazione avviata da Coop sui temi dell'ambiente procede a tutto campo- conferma Aldo Soldi, presidente Coop-Ancc (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori)- Tuttora abbiamo in corso due importanti campagne consumeriste sul risparmio energetico ("Risparmia le energie" che coinvolge 2500 famiglie in tutta Italia e "Coop For Kyoto" che interessa 151 stabilimenti produttivi fornitori di prodotto a marchio) e continua il lavoro di Inres (il nostro consorzio di progettazione) per ideare e costruire edifici secondo criteri di efficienza e di rigore ambientale. Prima si valutano i consumi di energia, acqua, la produzione dei rifiuti, le emissioni rumorose, il traffico indotto; poi si scelgono tecnologie e sistemi di gestione in grado di ridurre emissioni e consumi per arrivare all'obiettivo di un punto vendita a "impatto zero". Il nuovo edificio occupa un'area di 100.000 mq circa ed e' costituito da un fabbricato ad uso magazzino di 50.000 mq di superficie, di una palazzina uffici di circa 7700 mq suddivisi su 4 piani, oltre a circa 35.000 mq fra piazzali di manovra e aree di sosta. L'acciaio e l'uso di ampie vetrate caratterizzano architettonicamente l'intera struttura. Il tetto ospita l'impianto fotovoltaico primo per dimensione in Italia tra gli impianti montati su un singolo edificio e tra i primi venti in Europa. Progettato da Inres, si compone di 15.650 pannelli in silicio policristallino forniti da Mitsubishi Electric che vanta oltre 25 anni di esperienza nell'industria solare, una superficie pari a quella di 5 campi da calcio e una produzione a regime, di 3.200.000 kWh di energia elettrica. Una produzione questa che consente di non immettere in atmosfera 1.860.000 kg di anidride carbonica all'anno. Pari al consumo medio annuale di 1185 famiglie o al consumo annuale di 14200 frigoriferi in classe A+ o di 22.000 personal computer in classe A Energy Star. L'anidride carbonica risparmiata in un anno equivale a quella assorbita da 2650 alberi nella loro intera vita. In termini energetici complessivi, l'impianto non solo sara' in grado di soddisfare al completo fabbisogno di energia del nuovo polo logistico, ma produrra' un quantitativo di energia eccedente; il surplus, stimato in 500.000 Kw, sara' immesso e ceduto sulla rete di distribuzione nazionale. L'impianto sul tetto e' inoltre integrato da 5 inseguitori solari, costituiti da 60 pannelli fotovoltaici Mitsubishi Electric, della potenza complessiva di 11,4 kW posizionati all'entrata del parcheggio che si orienteranno per massimizzare la produzione. L'intera progettazione dell'edificio, ad opera di Tecnopolis, e' comunque stata sviluppata integrando tra loro le migliori soluzioni atte alla riduzione dei consumi energetici e dei carichi ambientali, tanto da poter essere considerata un esempio di sviluppo sostenibile. In particolare, il riscaldamento dei magazzini e' ottenuto con un sistema a pannelli radianti a pavimento a bassa temperatura, ottenendo una migliore uniformita', un miglior confort e un alto rendimento climatico, l'utilizzo di caldaie a condensazione per la produzione di acqua calda per riscaldamento garantisce un'alta efficienza energetica, l'acqua calda per uso sanitario e mensa e' ottenuta con pannelli solari termici, il condizionamento della sala CED e' realizzato con macchine modulanti a alta efficienza per un risparmio superiore al 60% rispetto ai sistemi tradizionali, tutta l'illuminazione e' garantita da lampade fluorescenti corredate di reattori in grado di accendersi automaticamente comandati da sonde di luminosita' opportunamente posizionate permettono di misurare l'effettivo contributo dell'irraggiamento solare all'interno dei magazzini dotati di ampi shed finestrati che garantiscono la luce naturale e fanno da supporto all'impianto fotovoltaico. (AGI)

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Tecnopolis

Affari e Finanza-La logistica Coop sceglie l'energia pulita

giovedì 29 ottobre 2009

La Cgil è preoccupata per il negozio di Montevarchi di Unicoop Firenze


La chiamano la "cooppina" per distinguerla dall'Ipercoop che ha sede nella stessa città, Montevarchi. Il punto vendita dell'Unicoop Firenze in via Burzagli è sotto la lente d'ingrandimento della Cgil e della Rsu aziendale. Stamani conferenza stampa di Loretto Ricci, segretario Filcams Cgil; Franco Ligori, responsabile della zona Valdarno per la Cgil e Delia Scala della Rsu."Abbiamo forti preoccupazioni sul futuro di questo negozio - affermano i sindacalisti. Assistiamo a continui spostamenti del personale da un punto vendita all'altro del gruppo. E' una mobilità costante che interessa molti dei 15 addetti e che non trova giustificazione. Tanto meno se consideriamo che l'azienda non attua alcuna consultazione preventiva con la Rsu e il sindacato".Personale qualificato e di lunga esperienza viene trasferito e sostituto da personale ancora da formare. "Abbiamo quindi la preoccupazione che l'Unicoop Firenze non abbia tra le sue priorità la coop di via Burzagli. Ne temiamo un ridimensionamento o, peggio ancora, un progressivo abbandono. La nostra contrarietà, da questo punto, di vista è netta. Non solo in relazione ai conseguenti problemi occupazionali e di mobilità ma anche in rapporto alla domanda dei cittadini, in modo particolare di quelli anziani, di Montevarchi. Questo negozio è in centro e, nonostante le sue dimensioni, possiamo dire che assolve al compito di un negozio di vicinato".Da qui gli incontri del sindacato con l'amministrazione comunale e la sezioni sezi coop. "Auspichiamo chiarezza da parte di Unicoop - concludono Ricci, Ligori e Scala. Chiarezza sul futuro del punto vendita di via Burzagli e sull'occupazione".

Montevarchi, 27 ottobre 2009

martedì 21 aprile 2009

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO dai lavoratori Coop campani

Post diffuso raccolto da lavoratoricoop.it
Ulteriori approfondimenti sul blog del magazzino

Lettera di ringraziamento da parte dei lavoratori Coop campani alla FilcamsCGIL per il mancato sostegno nella lotta contro la cessione di ramo d'azienda dei punti vendita Coop a PRIVATI che non hanno nulla a che spartire con la COOPERAZIONE.
E P.C. alle testate giornalistiche in indirizzo per il totale disinteresse, nonostante molteplici contatti avuti, (documentati), alla questione in essere.

Prima di abbandonare definitivamente la vita sindacale, perchè costretto ormai da cause di forza maggiore,vorrei ringraziarvi per i 'servigi subiti', per l'aiuto ricevuto e per il sostegno nella lotta che noi lavoratori dipendenti di Unicoop Tirreno abbiamo ricevuto dalla VOSTRA ORGANIZZAZIONE SINDACALE riguardo la nosta SVENDITA.
Dopo 25 anni di trattenuta sulla busta paga di uno solo dei suddetti dipendenti, a conti fatti, ci pagavamo una schiera di avvocati che sicuramente si sarebbero interessavati alla questione in essere e non si sarebbero fatti corrompere dai PADRONI DEL POTERE.
Un ringraziamento sentito al Sig. Coppini, al Sig Metitiero, al Sig Lieto e alla Sg.ra Nappa che ci hanno assistito in questa lotta, che tanto hanno combattuto con noi lavoratori Coop dei supermercati campani, ma tanto combattuto che alla fine HANNO VINTO, ce l'hanno fatta, ci hanno letteralmente messo in mano ai nuovi padroni bloccando qualsiasi forma di lotta reale, vera, eclatante, solo per far passare la cosa in sordina e poi, spartirsi il PREMIO PROMESSO.
Un GRAZIE enorme per il LAVORO DONATO, và anche alla GRANDE AZIENDA COOPERATIVA, UNICOOP TIRRENO, che ha rispettato appieno lo STATUTO DELLA COOPERATIVA e tutti i più elementari DOGMI della cooperazione.Ci ha saputo fare scendendo in Campania per pochi spicciolli, ha preso i supermercati Coop presenti, ha intascato i fondi regionali per investire in discount ed iper, aspetta i termini per far decadere eventuali illeciti e poi và via. Complimenti !
Lo stesso sbandierando la bandiera della solidarietà sta facendo in Sicilia, storia già scritta!
Altro che spot pubblicitario ' Dalla tua parte noi ! '
I Lavoratori campani EX UNICOOP TIRRENO RINGRAZIANO .

www.lacoopseitu.altervista.org
il sito resterà online a testimoniare ciò che è successo e quanto sia 'attivo realmente' il SINDACATO quando ha altri INTERESSI a cui badare!

Campania,18/04/2009
Distinti Saluti

venerdì 20 marzo 2009

SCANDICCI: AMPLIAMENTO DEL CENTRO DIREZIONALE UNICOOP FIRENZE


Un progetto con opere pubbliche per 1,2 mln di euro

Un progetto per il completamento della sede direzionale e l'ampliamento dei magazzini nel centro distribuzione merci di Unicoop Firenze in via dei Pratoni, con opere pubbliche a carico dei privati per un valore di 1,2 milioni di euro. Il progetto unitario, che prevede un ampliamento complessivo di 7750 metri cubi in rispetto alla capacità edificatoria concessa dal Regolamento urbanistico in quell'area di trasformazione, è passato al vaglio della seconda commissione consiliare per l'Urbanistica e sarà votato in Consiglio comunale martedì 24 marzo. "Con la realizzazione dell'intervento Unicoop concentrerà ancora di più a Scandicci le proprie strutture direzionali - dice l'assessore all'Urbanistica Alessandro Baglioni - al tempo stesso realizza opere pubbliche a scomputo degli oneri di urbanizzazione con un valore aggiunto per il Comune di 500 mila euro, dal momento che per un progetto così gli oneri ammonterebbero a 700 mila euro. Il progetto prevede anche la realizzazione di un parcheggio interno per i camion, che risolverà il problema della sosta dei mezzi pesanti in via dei Pratoni". Le opere di urbanizzazione previste a carico di Unicoop sono le seguenti: il completamento della viabilità di collegamento tra via degli Stagnacci e la rotatoria di viale Europa, l'allargamento della strada e la realizzazione di una nuova rotatoria all'incrocio tra viale Europa e via degli Stagnacci e il proseguimento lungo i nuovi tratti di strada del collettore fognario (oltre alla predisposizione degli attraversamenti del fosso Rigone funzionali ad un'eventuale successiva deviazione); il proseguimento del percorso pedo ciclabile sotto la duna sul versante sud dell'area di intervento, fino a via della Pieve, e il prolungamento della fognatura lungo lo stesso percorso; il progetto unitario prevede anche la realizzazione di un parcheggio pubblico con verde di corredo, gli impianti di illuminazione pubblica e i collettori fognari secondari.

20/03/2009 12:58
Comune di Scandicci

Fonte: Provincia di Firenze

domenica 15 giugno 2008

Documento dei Rappresentanti dei Lavoratori alla Sicurezza

Pubblichiamo di seguito il documento preparato dai R.L.S. di Unicoop Firenze a seguito del tragico evento accaduto nei giorni passati in un cantiere Coop a Prato.


Il primo doveroso pensiero dei Rappresentanti dei Lavoratori alla Sicurezza della 

UNICOOP FIRENZE, riuniti nella sede R.S.U. di Scandicci- Firenze, è rivolto alle 

vicende delle morti sul lavoro di questi giorni. 

Particolare solidarietà è rivolta alla famiglia del giovane operaio di 32 anni deceduto 

nell'incidente sul lavoro avvenuto nel cantiere UNICOOP FIRENZE / 

CONSORZIO ETRURIA a Prato. 


I Rappresentanti dei Lavoratori alla Sicurezza UNICOOP FIRENZE sono 

preoccupati dei gravi infortuni che si sono verificati negli appalti e subappalti 

avvenuti negli ultimi anni nella costruzione di negozi della Unicoop Firenze e con 

senso di responsabilità richiedono all'azienda le dovute informazioni sull'accaduto e 

maggiori garanzie in materia di sicurezza. 


La Morte di un lavoratore nel cantiere per la costruzione dell' IPERCOOP  di Sesto 

F.no, il gravissimo infortunio invalidante avvenuto nella costruzione dell' 

IPERCOOP di Lastra a Signa e  la giovane vita spezzata in queste ore nella 

costruzione  del Centro Commerciale di Prato ci impone una urgente riflessione su 

questo tipo di incidenti che non possono essere attribuiti solo a fatalità o sfortuna. 

 

Alla magistratura e alla ASL il compito di accertare le responsabilità 

sull'applicazione delle norme sulla sicurezza. 


Come R.L.S. UNICOOP FIRENZE richiediamo alla nostra azienda una maggiore 

attenzione agli aspetti legati alla sicurezza sul lavoro e non accettiamo che al proprio 

interno si manifestino questi drammatici incidenti che oltre ad uccidere addolorano 

terribilmente i familiari della vittima sommando dolore a dolore. 


Richiediamo una maggiore partecipazione dei Rappresentanti dei Lavoratori alla 

Sicurezza, con la condivisione di strategie per migliorare la sicurezza nei luoghi di 

lavoro ed invitiamo l'azienda, a interfacciare il suo DVR con le aziende in appalto 

che operano all'interno dei negozi.


L'UNICOOP FIRENZE, come proprietaria non può sfuggire alle responsabilità 

etiche e sociali e sollecitiamo che nel futuro deve accertarsi di controllare sempre più 

scrupolosamente e costantemente i processi di sviluppo innescati, anche 

coerentemente con la propria missione sociale. 


L'UNICOOP FIRENZE deve farsi carico di un supplemento di controllo sugli 

appalti concessi e conseguentemente  sui subappalti, con ispezioni fatte direttamente 

dal proprio servizio di prevenzione e protezione avvalendosi della collaborazione dei 

R.L.S. in un contesto integrato di sito produttivo. Questo analogamente a quanto sta 

facendo con i controlli di filiera, che riguardano i prodotti, convinti che una vita 

umana sia molto più importante delle merci messe in vendita . 


Richiediamo la convocazione di una riunione periodica straordinaria in base all'art. 

35 del D.L. 81/08 con la presenza di tutti i Procuratori alla Sicurezza sul Lavoro 

Unicoop Firenze per ricevere una prima informazioni dettagliata sull'accaduto, 

ricordando che l'esatto metodo è quello di un confronto preventivo rispetto ai 

cambiamenti organizzativi e gestionali, da analizzare per capitoli e temi specifici. 


I RLS richiedono formalmente i verbali delle riunioni periodiche di tutti i settori 

( magazzini-uffici-negozi-centri commerciali-ipermercati) avvenute negli anni 

passati, strumento indispensabile per  mettere in condizione i R.L.S. UNICOOP 

FIRENZE di poter lavorare e svolgere la propria funzione in relazione a quanto 

stabilito nei documenti . 


Richiediamo più formazione e informazione per i lavoratori che deve essere 

certificata dagli stessi RLS, così come la formazione prevista dal decreto legislativo 

81/08 per gli stessi. 


I R.L.S denunciano gravi carenze legate alle agibilità e mezzi, anche in deroga al 

testo unico che causano l'impossibilità di agire per lo svolgimento del proprio ruolo. 


Confidiamo che la COOPERATIVA si attivi per dissipare dubbi ed incertezze sulla 

materia della sicurezza sul lavoro a qualsiasi obbiettivo economico.


R.L.S.

mercoledì 16 aprile 2008

Tassinari: «La Coop rifocalizza il core business»

Innovazione e nuova governance: il presidente del gruppo cooperativo illustra la strategia per i prossimi anni.

«Siamo fortemente impegnati a costruire le basi per la Coop dei prossimi venti anni: per questo, stiamo rifocalizzando il nostro core business ed elaborando un nuovo modello di governance che ci permetterà di essere forti anche nel prossimo futuro» . Con queste parole, le prime dopo un periodo dedicato soprattutto a costruire questi progetti, Vincenzo Tassinari, presidente di Coop Italia, esprime a chiare lettere la volontà di Coop di trovare nuovi modelli organizzativi, «strategie e approcci più aderenti ai mutamenti del mercato, in linea con il ruolo moderno dei retailer evoluti e rilanciando la nostra identità di cooperatori», precisa Tassinari.

Cosa significa ripensare il modello di governance?
Significa rivedere e rendere più agile il processo decisionale che coinvolge i soci, in modo da permettere alle singole cooperative di capire meglio le istanze del territorio e al sistema nazionale di dare risposte più veloci e tempestive, attraverso l'offerta di iniziative che tutelino il potere d'acquisto dei consumatori, oltre a fornire un servizio a maggiore valore aggiunto. Lo diciamo chiaramente nella nuova campagna pubblicitaria: “Insieme si può”, che rilancia mission e valori, oltre a dare concretezza ai contenuti.

In questa fase di rifocalizzazione del business, come vi state muovendo per rivitalizzare gli ipermercati, il 41% del vostro fatturato, già oggetto di svariati test lo scorso anno?
La crisi dell'ipermercato dipende da diversi fattori, tra cui anche un consumatore non più targettizzabile, che, in uno stesso pdv, presenta comportamenti diversificati, con carrelli a mosaico. Noi ne abbiamo individuati 5, che vanno dal forte presidio della convenienza, soprattutto nei consumi basici, all'emergere di categorie a maggiore valore aggiunto, che registrano crescite a due cifre e nelle quali i consumatori sono disposti a spendere, come il benessere, l'etnico, l'igiene e bellezza, i piatti pronti per citare alcuni esempi. Queste scelte sono alla base del primo cambiamento da realizzare: la riformulazione dell'offerta in chiave più moderna e coerente con le esigenze dei consumatori.

Lavorare sulla convenienza vuol dire creare spazi discount negli ipermercati e ampliare i primi prezzi?
La convenienza è un concetto che trova proprio nel riposizionamento della nostra strategia un focus ancora più puntuale a livello di innovazione dei prodotti -penso al latte in polvere per i neonati e a quello fresco Alta Qualità lanciato recentemente- ma anche di costi dei nostri processi operativi e format distributivi.

Si riferisce alla sperimentazione dell'ipermercato low cost?
Anche. Il concetto di ipermercato “lower cost” è riferito alla modalità di gestione, non vuol dire trasferire il discount nell'ipermrkt: significa adottare soluzioni organizzative che puntano a ridurre i costi, a cominciare da quello del personale grazie a un'organizzazione più mirata sul pdv. Ma una gestione low cost passa strategicamente anche per un nuovo rapporto con l'IDM, problema emergente al Sud.

Il riferimento al Sud conferma la strategicità di questo territorio per il vostro sviluppo.
Certo: lo dimostrano le recenti aperture in Sicilia, dove prevediamo di aprire 7 Ipercoop. Al contrario di altri competitor che, di fronte a un mercato difficile, preferiscono vendere, noi, pur soffrendo, vogliamo trovare soluzioni che ci permettano di migliorare le performance, nella consapevolezza che l'ipermercato rimane una formula adeguata soprattutto in queste aree che crescono con maggiore fatica e che avrebbero bisogno di più gdo.

Sta dicendo che al Sud adotterete una politica commerciale più aggressiva?
Dico che vogliamo garantire convenienza secondo i nostri valori. Oggi, questo non è possibile perché alcuni medi e piccoli distributori hanno condizioni più favorevoli, che permettono loro di proporre prezzi più competitivi dei nostri e di altri leader della gdo. Se la massa critica conta, qualcosa non funziona.

Il rapporto con l'IDM rimane contraddistinto da un elevato grado di conflittualità...
L'IDM, anche se con sfumature diverse, ha un atteggiamento non sempre lineare, che spazia da chi considera la gdo un partner importante con cui collaborare per ampliare il proprio business a chi pretenderebbe di imporre per legge norme vincolanti nelle relazioni commerciali. Noi stiamo lavorando a un nuovo modello negoziale, che comporterà, a breve, una riduzione della filiera e garantirà all'IDM, a partire dal Sud, la presenza di un unico interlocutore forte.

Potendo, cosa butterebbe via dell'ipermercato?
In realtà niente. Per natura e cultura preferisco trovare soluzioni ai problemi; l'ipermercato avrebbe bisogno di più offerta per aumentare l'attrattività.

Nemmeno il non food, comparto in difficoltà negli ipermercati?
Stiamo investendo sulla supply chain: a Prato sta per diventare operativo un cedi innovativo che ha richiesto un investimento di 80 mio e; inoltre, stiamo sviluppando il global sourcing attraverso Intercoop, la nostra centrale d'acquisto di Honk Kong, che diventerà sempre più strategica per l'accesso a mercati globali, secondo i valori di Coop. Infine, stiamo migliorando le gamme di Pl, dando un carattere di maggiore distintività, oggi ancora non in linea con i valori che esprimiamo nel food.

Nel tessile abbigliamento, noto buco nero dell'ipermercato, cosa pensate di fare?
Stiamo sperimentando una partnership con Olympias, primario operatore italiano che migliorerà moda, innovazione ed ambientazione nei nostri ipermercati, creando, così, una sinergia tutta italiana.

Parliamo di Coop Voce e Coop Salute. Quali i risultati ottenuti fino a oggi?
Coop Voce ha registrato sinora circa 180.000 attivazioni con due profili tariffari, numeri in linea con le previsioni, che dimostrano la potenzialità del mercato con un effetto di calmieramento nelle tariffe. Con i 70 corner di Coop Salute, abbiamo ormai raggiunto il break even e, auspicando miglioramenti legislativi, pensiamo allo sviluppo in superstore e super.

A che punto è il progetto dell'aspirina a marchio?
Sarà disponibile a breve con il nome della molecola di base, prodotta in Italia da un'azienda nazionale, a un prezzo competitivo, in linea con analoghi prodotti di altri paesi europei. Superando il lungo e complesso iter burocratico, è un'azione di consumerismo vero, un “prodotto bandiera”, che indica una strada reale per dare convenienza al consumatore.

E per luce, gas e carburanti?
Non ci interessano iniziative spot: vogliamo realizzare progetti imprenditoriali forti e strutturati. Stiamo lavorando.

Sul vostro futuro, però, pesa l'esposto depositato un anno fa da Federdistribuzione presso la Comunità europea. Cosa vi aspettate?
Attendiamo con serenità la decisione della Commissione europea e quella conseguente del Governo italiano che, qualunque esso sia, auspichiamo difenda le leggi del Parlamento. Da parte nostra, siamo consapevoli di avere fatto il nostro dovere come imprenditori cooperativi. Nel '77, quando è uscita la prima legge fiscale sulla cooperazione, eravamo il terzo operatore con un fatturato di 535 mld di lire e 9.000 dipendenti. Oggi siamo una realtà leader da 12,1 mld e, 6,5 milioni di soci e 56.000 dipendenti. Questo è la dimostrazione di avere rispettato il patto con lo Stato. Forse non tutto il sistema imprenditoriale si è comportato allo stesso modo.

Per chiudere, che messaggio vorrebbe dare alla gdo italiana?
Essere più convinti e consapevoli del ruolo che possiamo svolgere per il miglioramento del nostro paese. Farlo con più creatività e fantasia, con una propria identità distintiva.

Marina Basi, Cristina Lazzati - GDOWEEK

martedì 1 aprile 2008

Unicoop Firenze: cantiere sotto sequestro!

SOTTO SEQUESTRO IL CANTIERE PRESSO L'IPERCOOP DI LSTRA A SIGNA.

Il cantiere per la nascita di una nuova ala dedicata al settore non alimentare presso l'Ipercoop di Lastra a Signa è stato sottoposto a sequestro preventivo da parte dell'Arma dei Carabinieri.
I lavori erano partiti da alcune settimane sul lato del centro commerciale che si affaccia sulla rotonda di via livornese. Con grande velocità gli operai del Consorzio Etruria avevano posato le colonne in cemento e le pareti laterali della nascente struttura. Ma qualcosa deve essere andato storto, tanto che giovedi scorso, abbiamo trovato all'ingresso del cantiere i sigilli posti dai Carabinieri di Scandicci.
Per approfondimenti visita il sito dei lavoratori dell'Ipercoop dell'area fiorentina.

martedì 5 febbraio 2008

Sara' il piu' grande ipermercato della Toscana

Con i suoi 52mila metri quadrati sarà il più grande della Toscana

IPERMERCATO di Scandicci, le ricadute sul territorio. Nel progetto presentato da Unicoop per la realizzazione del centro commerciale di Pontignale, emergono i numeri relativi a quadro occupazionale e opere per il territorio. In base ai calcoli della Coop, recuperati gli occupati dell'iper di Lastra a Signa dovrebbe essere di 383 unità. Il soggetto attuatore/gestore dovrà fornire all'Amministrazione, per sei anni a partire dall'entrata in esercizio della struttura, un rapporto annuale sul numero complessivo degli occupati nel nuovo insediamento commerciale, con precisazione del numero di addetti residenti nel Comune di Scandicci. Per quanto riguarda la concorrenza, dovrà inoltre essere monitorato l'impatto sugli esercizi commerciali non alimentari di Scandicci e del più ampio bacino.

PER QUESTO sarà stilato un rapporto triennale, sull'andamento dei punti vendita della rete di distribuzione esistente in termini di cessazione o apertura di nuovi esercizi e/o in termini di incidenza sul fatturato.
La grande struttura sarà costruita su un'area di 52 mila mq, di cui 10 mila in superfici di vendita per grande distribuzione, oltre ad attrezzature commerciali fino ad un massimo di 15 mila mq.
All'interno del maxi centro commerciale, sono previste anche funzioni rivolte alla città con particolare attenzione ai cittadini della zona di Pontignale, con l'incremento del verde pubblico. Il bacino di riferimento ipotizzato per il nuovo centro, comprende i Comuni di Scandicci, Firenze Centro Storico e Isolotto/Legnaia, Lastra a Signa, Signa, Bagno a Ripoli, Impruneta, Montelupo Fiorentino, San Casciano, Tavarnelle, Barberino Val d'Elsa, Capraia e Limite, Castelfiorentino, Empoli, Montespertoli, Greve in Chianti e Vinci, per una popolazione totale pari a n. 421.450 unità. L'estensione di tale bacino è stata definita con riferimento ad altri centri con analoga capacità di attrazione: I Gigli a Campi Bisenzio, i centri commerciali di Sesto Fiorentino, Montecatini.Nel progetto si ipotizza anche un possibile collegamento a ponte con il capolinea della tramvia, con eventuale partecipazione di Unicoop agli oneri di progettazione e realizzazione dell'opera.

E' INOLTRE previsto il completamento della viabilità nell'area interessata e nelle aree circostanti (zona Borgo ai Fossi). Completa il quadro la definizione dell'assetto viario di interscambio con l'Autostrada A1 e la FI-PI-LI.

Fonte La Nazione del 27 Gennaio 2008

mercoledì 17 ottobre 2007

Carrefour taglia al sud. In vendita 11 Ipermercati

Grandi manovre nella distribuzione.
Carrefour, secondo gruppo al mondo dopo Wal-Mart, si prepara ad abbandonare il Sud Italia (l'area che offre le maggiori prospettive di crescita per la Gdo) e a cedere la rete di centri all'ingrosso (cash & carry). Si tratta complessivamente di 17 C&C e ben 11 ipermercati. L'advisor Citigroup ha fissato per il 22 ottobre, ossia lunedì prossimo, il termine per la presentazione delle prime manifestazioni di interesse ed eventuali offerte non vincolanti per una operazione da oltre un miliardo nel complesso.

Sul mercato ci sono tre asset: i C&C, un pacchetto di immobili commerciali e gli ipermercati. Si tratta probabilmente di una decisione imposta dell'effetto Sud su Carrefour con le vendite al dettaglio -come rileva l'Istat - che nel Mezzogiorno sono negative da mesi.

Tra i potenziali gruppi in corsa, secondo indiscrezioni, ci potrebbe essere Pirelli Re (interessata solo alla parte real estate), ma anche numerosi gruppi della grande distribuzione che puntano ad espandersi a Sud.

Per quanto riguarda i cash & carry, ci sarebbero in corsa diversi soggetti: dal gigante Metro agli italiani Selex, Interdis, Lombardini e Sogegross. Ma ci sono anche degli outsider disposti a giocare la partita italiana: l'inglese Booker e i tedeschi Lekkerland e Selgros (gruppo Rewe-Standa). L'operazione ipermercati è al vaglio di un po' tutti i grandi gruppi: da Auchan, che sta per annunciare un accordo strategico con il gruppo Crai, a Coop, da Rewe-Standa a Pam, da Bennet a Interdis e a Selex. Conad intanto rafforza l'alleanza con Interdis.

Nell'area cash & carry Carrefour è presente in Italia fin dal 1973, prima attraverso un'alleanza con un gruppo locale piemontese (Garosci) poi in forma autonoma. I 17 cash & carry in vendita, secondo le previsioni, dovrebbero generare nel 2007 un fatturato di 324 milioni (Ebitda del 5,6% a fine 2006). Tutti i punti vendita sono concentrati nel Nord Italia (Piemonte, Toscana e Liguria): 16 dei C&C sono in affitto tranne il centro commerciale in Valle d'Aosta che è di proprietà.

In vendita c'è poi la rete di 11 ipermercati presente al Sud. Le strutture sono dislocate in Campania, Puglia, Basilicata, Molise e Calabria. Questa divisione dovrebbe generare vendite nette nei prossimi due anni per circa 444 milioni (rispetto agli attuali 307 milioni). Più bassa appare la redditività degli Ipermercati Carrefour rispetto alla divisione C&C: soltanto nel 2009 l'ebitda margin di quest'area toccherà infatti poco meno del 3 per cento. Tuttavia tra i fattori ritenuti strategici c'è la proprietà di molti degli immobili situati nel Sud Italia.
Tanto che la componente immobiliare dell'operazione viene ritenuta fondamentale per i potenziali compratori. In tutto sono infatti di proprietà di Carrefour 8 strutture (delle quali 6 ipermercati) alcuni in grandi città come Bari e Napoli. Il portafoglio immobiliare, per un totale di oltre 90mila metri quadrati di superficie lorda affittabile, è attualmente controllato da alcune società veicolo del gruppo transalpino.

Secondo Mediobanca, Carrefour ha avuto nrel 2005 un fatturato consolidato di 6 miliardi (3,9 miliardi di debiti totali). Cerved segnala per alcune società chiave del gruppo, una redditività caratteristica negativa e squilibri negli indicatori di liquidità. Dal quartier generale Carrefour (al timone si sono avvicendati tre amministratori delegati in 4 anni), si sottolinea che il mandato a Citigroup è solo esplorativo.

Fonte: Il Sole 24 Ore.it

mercoledì 3 ottobre 2007

0,99 € il prezzo del gasolio


E' il record di convenienza raggiunto dalla stazione carburanti di Collestrada presso il centro commerciale Coop di Perugia

Collestrada Carburanti, nuovo distributore aperto lo scorso 9 settembre da Coop Centro Italia presso il centro commerciale Collestrada a Perugia, proporrà sino al 31 dicembre un prezzo davvero eccezionale per il gasolio: 99 centesimi al litro. Nella prima settimana ben 12.000 auto si sono rifornite e tra queste 7.400 erano a gasolio. Oltre 350.000 sono stati i litri di carburante venduto. Il distributore rimane aperto 24 ore su 24 ed è esclusivamente a libero servizio. Per evitare che le file che si susseguono ogni giorno, nell’orario di apertura del centro commerciale, si ripetano anche di notte, Coop ha deciso di alzare il prezzo del gasolio nella fascia oraria in cui il centro commerciale rimane chiuso, portando a 1,08 euro a litro il costo del diesel. E ciò ha in parte contribuito ad allentare le lunghe file notturne.

Fonte: www.mark-up.it ottobre 2007

sabato 10 febbraio 2007

IL PIANO DI ESPANSIONE DI COOP: ALL'ASSALTO DEL SUD ITALIA


La Coop ha annunciato il suo piano di espansione per il prossimo biennio . Si tratta di investimenti molto aggressivi (1,2 miliardi di euro) che dovrebbero portare all'apertura di 60 nuovi store. Di questi 23 sono ipermercati. La cosa da notare è che la gran parte degli investimenti sarà al sud e addirittura solo in Sicilia sono previste 4 nuove strutture (la prima a Ragusa).
In questo modo quelli di Coop prenderanno due piccioni con un fava. Da un lato si spinge ulteriormente sull'accelleratore del presidio al meridione (dove praticamente tutti i retailer con copertura nazionale si stanno lanciando, dopo anni di disinteresse e abbandono) e dall'altro si potrà contare sulle politiche di promozione e di sviluppo per l'area visto che complessivamente il piano prevede 4800 nuove assunzioni.
Fonte: http://theretailer.blogosfere.it/

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