Rassegna sindacale su Unicoop Firenze con un focus particolare sulle notizie riguardanti gli Uffici di Unicoop Firenze.
venerdì 18 luglio 2008
Trattativa Rinnovo CCNL
17 Luglio
Nei giorni 14, 15 e 16 Luglio si sono svolti a Roma gli incontri tra le delegazioni trattanti per il rinnovo del nostro contratto nazionale del lavoro.
Come riferitoci dai nostri rappresentanti, la trattativa in questi giorni ha prodotto la definizione dei testi, con risultati positivi, per quanto riguarda la parte normativa.
Per la parte economica è stato programmato un nuovo incontro per il 24 Luglio.
Lo sciopero nazionale del 19 Luglio è pertanto sospeso.
Segue il documento unitario delle Organizzazioni Sindacali.
FILCAMS-CGIL FISASCAT-CISL UILTUCS-UIL
Nella trattativa ripresa il 14-07-2008 e proseguita fino al 17 è stato raggiunto l’accordo sulle normative più importanti (orario, contratti a termine, apprendistato, part-time) e si è deciso di proseguire il 24-07-2008 per completare gli altri capitoli (terziarizzazione appalti, quadri) e il salario per arrivare alla conclusione del rinnovo del contratto nazionale.
Il risultato sin qui ottenuto è stato valutato positivamente dalla delegazione trattante perciò lo sciopero del 18 e 19 è stato sospeso.
I punti concordati sono i seguenti:
- Orario
Riposo giornaliero: in riferimento alla deroga delle 11 ore prevista dalla legge, nel contratto nazionale è stato introdotto soltanto il caso del cambio turno, in attesa che si faccia la contrattazione aziendale alla quale è demandata la possibilità di stabilire modalità di fruizione diverse ma tenendo comunque presente un riposo minimo di almeno 9 ore.
Riposo settimanale: a fronte della modifica legislativa che riguarda la possibilità di realizzare le 24 ore di riposo anche su una media di 14 giorni si è stabilito, che le modalità di attuazione devono passare dal confronto a livello aziendale e tenendo conto degli accordi esistenti.
Lavoro Domenicale: rimane nella sostanza inalterata la normativa del vecchio contratto cui si aggiunge un elemento importante e cioè che le modalità di attuazione del lavoro domenicale e festivo dovranno essere oggetto di confronto a livello aziendale.
- Flessibilità dell’orario (42 ore per 24 settimane)
La normativa prevede che per realizzare la flessibilità ci deve essere il confronto a livello aziendale o territoriale finalizzato alle intese.
Inoltre viene definito che l’obbiettivo da raggiungere insieme al miglioramento dell’efficienza aziendale deve essere anche quello di aumentare l’occupazione, incrementare gli orari dei part-time nonché la trasformazione di part-time in full time.
- Part-Time
E’ confermato l’aumento dell’orario minimo da 18 a 20 ore.
E’ stata anche stabilito che tutti i lavoratori passino a 20 ore entro 18 mesi dalla firma del contratto ed il piano di realizzazione deve essere oggetto di confronto con le RSU/RSA.
E’ stato inoltre introdotta la normativa di verifica semestrale della quantità di orario supplementare effettuato dai part-time al fine di arrivare a stabilizzare gli orari.
- Contratti a termine
Si conferma che dopo 36 mesi i lavoratori devono essere assunti a tempo indeterminato e soltanto in caso di difficoltà organizzative possono essere fatti accordi a livello aziendale o territoriale per una ulteriore proroga. Il periodo di prova inoltre non verrà più richiesto dopo 2 contratti a termine svolti nell’arco di 2 anni per le stesse mansioni.
Rimane confermato il diritto di precedenza termine su termine e si aggiunge il diritto di precedenza a fronte di nuove assunzioni a tempo indeterminato con la possibilità di prolungare al 2° livello di contrattazione i 12 mesi previsti dalla legge per esercitare questo diritto. Si introduce inoltre una verifica semestrale sulle percentuali di contratto a termine utilizzate dalle aziende.
- Apprendistato
La percentuale di conferma viene elevata dal 70 al 75% con la possibilità al 2° livello della contrattazione di arrivare all’ 80%.
Viene estesa agli apprendisti l’assistenza sanitaria.
Viene elevata la quota di contribuzione delle aziende per la previdenza complementare da 0,55 a 1,05 %.
Per quanto riguarda la richiesta delle associazioni cooperative di introdurre l’apprendistato per i primi livelli. L’accordo raggiunto prevede l’esclusione di una serie di figure professionali e per quanto riguarda la parte commerciale è stata introdotta la garanzia che i percorsi di carriera interni continueranno ad essere valorizzati.
- Piccole cooperative
La normativa riguarda “imprese cooperative minori e non unità minori di grandi cooperative”; viene definito il numero massimo di 200 equivalenti full time, ma le varianti introdotte riguardano articolazioni diverse della flessibilità confermando il rispetto di tutti i diritti contrattuali.
- Appalti Terziarizzazioni
Sono stati acquisiti punti importanti che riguardano le garanzie per i lavoratori interessati (durc, applicazione dei contratti firmati dalle Organizzazioni CGIL, Cisl, Uil e di categoria)il capitolo deve essere tuttavia completato.
Acquisiti questi importanti risultati la giornata del 24-07-2008 deve essere decisiva per completare le normative mancanti e per ottenere un risultato economico che garantisca il recupero della perdita di acquisto dei lavoratori e ci permetta di arrivare alla conclusione di questa lunga vertenza contrattuale.
venerdì 27 giugno 2008
Comunicato dell'attivo regionale dei delegati Filcams della Toscana della cooperazione
mercoledì 25 giugno 2008
Aggiornamento trattativa rinnovo Contratto Nazionale
LO SCIOPERO PROGRAMMATO PER IL 28 GIUGNO E' STATO RIMANDATO PERCHE' LA TRATTATIVA HA PRODOTTO DEI CONCRETI PASSI AVANTI.
La trattativa proseguirà già dal 30 di Giugno con date programmate per i giorni 14, 15 e 16 Luglio.
PERTANTO L'ASSEMBLEA PREVISTA PER DOMANI VIENE SPOSTATA A DATA DA DESTINARSI, anche considerata la convocazione dell'attivo regionale dei delegati programmato per il 26 Giugno.
Non appena avremo a disposizione informazioni più dettagliate sarà nostra cura informarvi.
giovedì 19 giugno 2008
Lettera ai Soci di Unicoop Tirreno
vi scriviamo questa lettera per portarvi a conoscenza di alcuni aspetti di cui riteniamo giusto voi veniate al corrente.
Ci sentiamo in dovere di farlo, consapevoli che, quando qualcuno di voi, nelle assemblee delle sezioni soci della nostra provincia, avanza richieste di delucidazioni sulle politiche dell'azienda riguardanti i lavoratori, le risposte che vi vengono fornite dai vertici sono sempre un mix di belle parole, travisamento della realtà, minimizzazione dei problemi.
La recente svolta verificatasi nella nostra azienda, con la scelta da parte di Unicoop Tirreno di ricorrere dal mese prossimo alle agenzie interinali, rappresenta un mutamento radicale nel modo di concepire il lavoro da parte della cooperativa. Non che le politiche aziendali degli ultimi anni non lasciassero presagire il peggio (la precarietà era già da tempo presente su larga scala), ma questa sterzata ha un (dis)valore etico inquietante.
In un momento storico in cui da tutta Italia proviene forte il grido di allarme per guarire la nostra società e il nostro sistema economico dal cancro della precarietà, Unicoop Tirreno compie infatti un passo gigantesco nella direzione esattamente opposta.
Con questa mossa l'azienda riesce a risolvere il problema dei tantissimi dipendenti che, come noi, da anni vanno avanti con contratti a tempo determinato e che si stavano avvicinando ai limiti per l'assunzione obbligatoria.
Sembra difficile da credere, ma è proprio così. Persone che da anni aspettano di essere assunte e che vedevano ormai vicino il traguardo, si ritrovano ora punto e a capo, senza speranze per il futuro, senza certezze, con la prospettiva di ulteriori ostacoli nella vita di tutti i giorni (sappiamo bene che, quando pronunci la parola "interinale", le banche e chi ti può dare prestiti quasi ti buttano fuori dalle filiali), ma soprattutto con cinque anni di più sulle spalle, che in una vita lavorativa pesano come macigni.
Ci viene detto di stare tranquilli, ma voi lo sareste? Ci sentiamo promettere da anni cose che poi non vengono mai mantenute, come facciamo a credere ancora che andrà tutto bene? Non avremo più un rapporto diretto con l'azienda, ma con un'agenzia. Niente più tutele, niente più diritti. Da un giorno all'altro potremmo sentirci dire che siamo a casa definitivamente, senza che nessuno sia obbligato a darci spiegazioni. E i nostri mutui? I nostri figli? I nostri progetti? Ci sentiamo catapultati in un tunnel dove vedere la luce è difficile.
Vi preghiamo, non rispondeteci che ormai è così dappertutto. Da un socio Coop che crede in certi valori non possiamo sentircelo dire.
Purtroppo, oggi, la Coop è questa. Un'azienda che aggira le norme di legge tramite il ricorso a strumenti di sfruttamento puro (non dimentichiamo infatti che l'interinale è a tutti gli effetti un caporalato legalizzato). Un'azienda che decide di investire su tutto tranne che sui lavoratori. Un'azienda che purtroppo non si distingue più dalle altre.
E che la Coop è questa, è giusto che voi lo sappiate.
Siamo consapevoli di cosa vi sentite rispondere quando alzate la mano nelle assemblee e ponete questi problemi: "se volete i prezzi bassi è così".
Beh, vi chiediamo per favore di non farvi prendere in giro con queste castronerie. Il costo del lavoro, considerata la sua bassa incidenza sui bilanci, non c'entra niente con le politiche dei prezzi.
Nei nostri turni di lavoro sentiamo piuttosto continue lamentele da parte di soci e clienti sui prodotti che mancano dai banchi e sul servizio pessimo, e questo è dovuto agli organici sempre più ridotti all'osso.
Non c'è dunque personale in esubero che giustifica una scelta come questa. Il personale non è sufficiente! Noi che in Coop ci lavoriamo potremmo parlarvi per ore di quelle che invece sono le reali cause degli ammanchi, ossia sprechi, scelte sbagliate, ristrutturazioni continue che allontanano i clienti.
Magari per tanti di voi questa lettera passerà inosservata. Colpirà forse solo quei soci che hanno figli o parenti nelle nostre condizioni. Molti finiranno di leggere e rimarranno dell'idea che "la Coop è sempre la vecchia Coop".
Se così sarà, ne prenderemo atto, consapevoli che almeno a sensibilizzarvi ci abbiamo provato. Ma se invece così non è, se questa lettera in un modo o in un altro vi ha fatto capire come stanno le cose, se vi sentite in dovere di far presente che "la Coop non è questa!", allora portate la nostra voce nelle assemblee dei soci, scrivete negli spazi che vi sono riservati, sosteneteci in qualche maniera, prima che sia troppo tardi.
Ve ne saremmo enormemente grati.
I DIPENDENTI PRECARI IPERCOOP FONTI DEL CORALLO
mercoledì 18 giugno 2008
Aggiornamento trattativa rinnovo CCNL
martedì 17 giugno 2008
Coop nel mirino Ue
Unicoop Firnze: la gioiosa macchina da guerra
Vendite in crescita sostenuta e inflazione prossima allo zero. Nel 2007 Unicoop Firenze archivia un altro anno positivo: il fatturato (2.108,9 mln di Euro) ha subito un incremento del 2,6% (contro una media nazionale della GDO di 0,9%) e i prezzi interni si sono mantenuti sostanzialmente stabili, appena lo 0,3% in piu' rispetto all'anno precedente (+2,9% in Italia). Grazie a questa politica di prezzo, si calcola che una famiglia media, cliente fedele di Unicoop Firenze, abbia ottenuto un risparmio annuo pari a 427 euro. I soci intanto crescono a macchia d'olio. Nonostante ci sia gia' almeno un socio Coop nel 70% delle famiglie delle sette province toscane in cui opera Unicoop Firenze (Arezzo, Firenze, Lucca, Pisa, Pistoia, Prato, Siena), il trend di crescita dei soci si e' infatti mantenuto sostenuto anche nel 2007, raggiungendo quota 1.049.337 (+2,9%).