venerdì 28 settembre 2007

Protocollo Welfare: ascoltiamo anche le ragioni del no


LE RAGIONI DEL NO AL PROTOCOLLO DEL 23 LUGLIO

Chi sostiene il no ritiene che il Protocollo "calpesti" il programma dell'Unione e la stessa piattaforma delle Organizzazioni Sindacali e che la scelta di mettere al centro dell'accordo la dimensione delle compatibilità economiche a dispetto di quelle sociali, renda inaccettabili anche quegli aspetti che potrebbero apparire di primo acchito condivisibili.
Inoltre i vincoli finanziari posti alla manovra sono in profonda contraddizione con il fatto che il Fondo lavoratori dipendenti è da tempo in attivo (ma di questo nessuno osa parlare!).
Infine l'apprezzamento al Protocollo espresso dal presidente di Legacoop Giuliano Poletti mentre Epifani accettava con riserva la posizione espressa dal governo, lascia facilmente intendere quale sia la parte verso cui pende l’accordo.

Certo esistono anche aspetti positivi (pur considerando che il risultato più importante ottenuto riguarda le pensioni in essere) quali: incremento delle pensioni basse, miglioramento del sistema di rivalutazione delle pensioni dal 90% al 100% della variazione dei prezzi dell’indice Istat, norme sulla totalizzazione dei contributi previdenziali, il riscatto della laurea, primi interventi nel sistema degli ammortizzatori, come l’indennità di disoccupazione.

Ma vediamo concretamente quali sono le ragioni del no.

CAPITOLO PREVIDENZA

Con il Protocollo si ottiene solo un falso superamento del tanto osteggiato "scalone" Maroni. Viene infatti introdotto un sistema di scalini e di false quote (definite da un’età minima crescente) che lascia immutato il risultato finale

Il vincolo finanziario impone un limite al numero annuo di persone che possono beneficiare dei vantaggi per chi svolge lavori usuranti, rischiando così di "tagliare fuori" molti lavoratori già "usurati"

Il 60% di pensione dell'ultima retribuzione non è garantito: la revisione dei coefficienti di trasformazione viene rimandata ad una specifica Commissione e comunque rimane condizionata al vincolo dell’equilibrio finanziario

Non si dice ancora niente sulla razionalizzazione degli enti previdenziali, ma si lascia l'operazione nelle mani del Governo

Non è ancora chiara la soluzione alla commistione tra previdenza e assistenza


CAPITOLO MERCATO DEL LAVORO

Si mantiene sostanzialmente inalterata la struttura della Legge 30:
-la norma anti-ripetitività del contratto a termine è del tutto insufficiente. È inaccettabile l’introduzione del principio conciliativo per i contratti che si perpetuano oltre i 36 mesi
-rimane assente l’individuazione di precise causali per il tempo determinato
-non vengono abrogati lo staff-leasing e lavoro a chiamata, ma si rimanda la loro disciplina ad un successivo tavolo

appalti: una norma di incerta interpretazione esimerebbe la responsabilità in solido del committente nel caso gli adempimenti relativi all’opere o al servizio siano stati correttamente eseguiti


CAPITOLO COMPETITIVITA’

Si incentiva il lavoro straordinario con la detassazione degli oneri contributivi

La detassazione del salario aziendale totalmente variabile indebolisce la contrattazione collettiva e, in particolare, il contratto nazionale (al riguardo occorre ricordare che la contrattazione di secondo livello specialmente nelle piccole e medie imprese non sappiano neppure cosa sia!)

E adesso, ascoltate anche le ragioni del no, invitiamo tutt/e le/i colleghe/i ad una massiccia partecipazione sia alle assemblee che alle relative votazioni, invitandovi ad una attenta riflessione sulla materia.

Di seguito elenchiamo alcune delle fonti da cui sono state prese le motivazioni per il no all’accordo:
http://rsufficiunicoop.blogspot.com/search/label/Protocollo Welfare
http://www.rassegna.it/2007/speciali/articoli/welfare/prima.htm
http://www.rassegna.it/2007/affarisociali/articoli/documento2.doc
http://www.rassegna.it/2007/affarisociali/articoli/protocollo_treves.htm
http://www.rassegna.it/2007/speciali/articoli/welfare/documenti/fiom11907.rtf
http://www.rassegna.it/2007/affarisociali/articoli/protocollo2.pdf

Documenti raccolti da RSU Uffici

Conad capofila del "progetto del mese" Eu_Pay


Eu-Pay, il circuito di pagamento integrato che consente di effettuare transazioni fra i diversi paesi europei anche da dispositivi mobili e via web e che, per l'Italia, è stato adottato per la prima volta dal Comune di Prato e dai supermercati Conad, è stato riconosciuto come 'progetto del mese' nell'ambito di eTen (Trans european telecommunication networks), programma di innovazione tecnologica dell'Ue.
Conad è stata la prima azienda italiana della grande distribuzione organizzata a fornire ai suoi clienti servizi di pagamento di bollette e utenze domestiche alle casse nei suoi supermercati e punti vendita di Pisa e di Prato. Inoltre, sempre in Italia, Eu-pay - che consente anche il pagamento di tasse comunali e scolastiche presso i supermercati - ha avuto come capofila il Comune di Prato, che ne ha curato l' implementazione in stretta collaborazione con Conad del Tirreno.
"Siamo orgogliosi che il nostro progetto sia stato scelto da eTen come testimonianza di innovazione tecnologica all'interno della gdo italiana - ha commentato Ugo Baldi - ad di Conad del Tirreno - Grazie a Eu-Pay abbiamo offerto ai nostri clienti tutti i vantaggi di un circuito di pagamento facilmente accessibile e veloce. Estendendo i pagamenti delle tasse comunali e delle bollette alle casse di tutti i nostri 11 punti vendita di Prato e Pisa abbiamo realizzato, dallo scorso mese di maggio, più di 1.000 transazioni per un controvalore di 120.000 di euro".

ansa in collaborazione con intoscana.it

giovedì 27 settembre 2007

CCNL - Rotta la trattativa

Nel comunicato che vi riportiamo in questo post si parla di una rottura "strumentale" della trattativa da parte di Confcommercio, al fine di "attaccare" governo e sindacati sul protocollo del 23 Luglio.
Sinceramente non avevamo mai sentito esternazioni negative di Confcommercio sul Protocollo del Welfare e ci sembra strano che vengano fatte solamente adesso, alla vigilia delle Assemblee e delle consultazioni tra i Lavoratori proprio riguardo al Protocollo.
Stai a vedere che leggendo tali affermazioni molti Lavoratori magari cambiano proprio adesso la loro opinione sull'accordo...
26 settembre 2007


CONTRATTO TERZIARIO, DISTRIBUZIONE COMMERCIALE, SERVIZI: CONFCOMMERCIO ROMPE IN MANIERA STRUMENTALE LA TRATTATIVA, I SINDACATI DICHIARANO SCIOPERO


Comunicato delle segreterie nazionali Filcams Fisascat Uiltucs


Con un comunicato pieno di falsità, la Confcommercio ha rotto ieri pomeriggio, a Roma, la trattativa per il rinnovo del CCNL del Terziario, della Distribuzione e dei Servizi, scaduto il 31 dicembre 2006 e che interessa quasi 2 milioni di lavoratori.
Le trattative sono iniziate, nei fatti, a metà marzo di quest’anno.
Fin da subito è apparso chiaro l’atteggiamento dilatorio e strumentale della Confcommercio che, con argomentazioni pretestuose, si è rifiutata di entrare nel merito delle richieste della piattaforma presentata dalle organizzazioni sindacali e ha posto come pregiudiziale una discussione sugli avvisi comuni (che molto probabilmente avrebbe voluto che il sindacato accettasse a scatola chiusa) da presentare al governo sul tema del mercato del lavoro.
La faticosa mediazione raggiunta dopo due incontri nel mese di aprile è stata quella di discutere sia degli avvisi comuni, sia delle richieste della nostra piattaforma. Richieste che prevedevano, tra l’altro, tra i punti più qualificanti un aumento salariale di 78 euro al 4° livello, miglioramenti normativi per il part-time, i contratti a termine e l’apprendistato, attraverso una riduzione della precarietà e una maggiore stabilizzazione dei rapporti di lavoro, nonché un miglioramento dell’assistenza sanitaria integrativa e un rilancio delle relazioni sindacali, della bilateralità.
Il confronto sugli avvisi comuni in materia di apprendistato, contratti a termine e contratti di inserimento su cui ci eravamo lasciati a luglio, aveva prodotto un testo già quasi definito, anche se con alcune nostre precisazioni di merito.
Se l’avviso comune sul mercato del lavoro non ha visto la luce la responsabilità ricade tutta su Confcommercio che, a un certo punto, ha ritenuto di toglierlo dal tavolo negoziale, magari per “buttarla in politica” e avere poi più libertà per attaccare strumentalmente il governo e CGIL, CISL e UIL sul Protocollo del 23 luglio 2007.
Nella riunione del 13 settembre, dopo una decina di incontri in sede di commissione ristretta, Confcommercio ha affermato che la nostra piattaforma era troppo onerosa e che prevedeva un incremento del costo del lavoro del 9% e che senza “concrete contropartite” il negoziato non poteva andare avanti, che non era praticabile “una linea di confronto tradizionale” e che si rendeva necessario un incremento di produttività e un diverso concetto di flessibilità organizzativa.
Le segreterie nazionali, nel contestare queste affermazioni, hanno precisato che non esiste un rinnovo contrattuale a “costo zero” e hanno chiesto a Confcommercio di chiarire cosa intendessero per produttività, flessibilità e costi. Stiamo però ancora aspettando una risposta.
Nell’incontro di ieri Confcommercio, così come si era impegnata a fare, avrebbe dovuto illustrarci, punto per punto, i “costi economici” e le proprie idee in materia di produttività, flessibilità, ma, con un voltafaccia dell’ultima ora, contravvenendo ad ogni regola di trattativa e venendo meno anche ad un'etica dei rapporti sindacali “si è data alla fuga”, mandando all’incontro una propria “delegazione tecnica” che si è limitata a leggere il comunicato poi dato alla stampa.
Prendiamo atto che Confcommercio ha paura del confronto di merito sui problemi, semplicemente perché non ha argomenti seri e quindi accusa le organizzazioni sindacali di “rigidità” e di “mancanza di flessibilità” che invece è tutta interna alla sua delegazione trattante.
Le segreterie nazionale di Filcams, Fisascat e Uiltucs, intendono dare una risposta adeguata ad un atteggiamento lesivo della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori del Terziario, della Distribuzione e dei Servizi per ottenere un rinnovo contrattuale che recuperi il potere d’acquisto delle retribuzioni e che crei le condizioni per un futuro meno incerto per le giovani generazioni, per le donne e per gli uomini del nostro Paese.
Per questi motivi le segreterie nazionali dichiarano una giornata nazionale di sciopero (intero turno di lavoro) quale risposta all’arroganza di Confcommercio per SABATO 17 novembre (per chi lavora su sei giorni) e VENERDI’ 16 NOVEMBRE (per chi lavora sui cinque giorni) . Ulteriori iniziative e modalità, saranno definite nella riunione nazionale della delegazione trattante prevista per l’8 ottobre a Roma ».

martedì 25 settembre 2007

Convocazione Assemblea sul Protocollo del Welfare

Come avrete appreso dagli organi di "informazione", il 23 Luglio u.s. è stato raggiunto un accordo tra governo e parti sociali su argomenti importanti quali pensioni, lavoro e competitività, conosciuto come "Protocollo del Welfare".
Successivamente (ma la cosa non era così scontata) CGIl CISL e UIL hanno deciso di svolgere unitariamente (sostenendo cioè una posizione comune) assemblee in ogni luogo di lavoro e successive votazioni che coinvolgessero lavoratori, precari e pensionati, affinché questi si esprimessero a favore o contro l’accordo.
L’ultima votazione di questo tipo è stata quella del ’95, quando 4 milioni di lavoratori furono chiamati ad esprimersi riguardo alla Riforma Dini sulle pensioni.
Oggi siamo chiamati noi a dare il nostro giudizio al Protocollo.
Lunedì 1^ Ottobre si svolgerà dalle ore 10 alle 11:30 un’Assemblea informativa sulla riforma, alla quale interverrà un funzionario della CGIL.
Le votazioni si svolgeranno invece dall’8 al 10 di Ottobre con modalità che verranno successivamente spiegate.
Questo avviso è accompagnato da altri due documenti (reperibili nelle bacheche e sul Blog) che vi invitiamo calorosamente a leggere, al fine di permettere a ciascuno di noi di formarsi liberamente un’opinione:
le ragioni del si (ragioni che non hanno molto bisogno di essere pubblicizzate visto e considerato il loro monopolio mediatico),
e le ragioni del no… una merce un po’ rara, piccolo esempio di controinformazione all'interno dell’attuale bieco panorama informativo.
Grazie per il tempo che dedicherete alla lettura.


P.S. Le ragioni del si e del no verranno pubblicate nel prossimo post

domenica 23 settembre 2007

Indagine Altroconsumo. A Esselunga il primato della convenienza


Nelle città dove ci sono sia Esselunga che Coop, i prezzi sono più convenienti che nel resto d'Italia. Lo dice Altroconsumo che nei giorni scorsi ha pubblicato la mappa della convenienza dei supermercati italiani. Dove è più combattuta battaglia tra i due marchi, ci sono i prezzi migliori. A Pisa e a Firenze per esempio. Qui da anni la concorrenza tra i due ipermercati ha determinato, secondo i risultati dell'ultima indagine, un livello di prezzi del 20% inferiore rispetto alla media nazionale. Esemplare è poi il caso di La Spezia. Dall'inchiesta di Altroconsumo risulta infatti come l'ingresso di Esselunga come competitor di Coop sia stato di beneficio per i consumatori. L'anno scorso all'Ipercoop (il punto vendita meno caro) si spendeva l'8% in meno della media nazionale. Quest'anno, nel nuovo Esselunga, i cittadini di La Spezia arrivano risparmiare quasi il 20% in più rispetto al resto d'Italia. E la concorrenza ha fatto migliorare anche performance dell'Ipercoop: il risparmio è salito dall'8 al 14%. Dall'eccessiva concentrazione invece, i consumatori hanno tutto da perdere. Genova, dove c'è un unico ipermercato, è una delle città in cui il livello di prezzi è più elevato. Nel punto vendita più economico si spende il 27% in più rispetto a quello di Pisa. E dai dati raccolti, l'associazione ha stilato la classifica dei supermercati più convenienti. Sul podio c'è Esselunga mentre Ipercoop si piazza al quarto posto.
Fonte: Il Sole 24 Ore
Link correlati:

giovedì 20 settembre 2007

Welfare, refendum lavoratori dall' 8 al 10 Ottobre


Si terrà tra l'8 e il 10 ottobre il referendum tra lavoratori e pensionati, a voto segreto, sul Protocollo welfare. Lo hanno confermato gli esecutivi unitari di Cgil, Cisl e Uil, stabilendo anche che le assemblee e le consultazioni si terranno dal 17 settembre al 6 ottobre. I risultati definitivi si avrannno il 12 ottobre.


Nei prossimi post forniremo le motivazioni a favore del si e quelle al favore del no per consentire ai lavoratori di arrivare preparati alle assemblee e relativa consultazione.

mercoledì 19 settembre 2007

La gestione della nostra cooperativa (parte seconda)

La gestione della nostra cooperativa (parte seconda)

In Unicoop Firenze -a nostro avviso- le minacce ad una governance corretta sono attualmente abbastanza evidenti e provengono tutte dalle dinamiche interne. Nel sottolinearle useremo alcune definizioni usate da Parnell link per evitare di essere imprecisi:
“L’informazione”, che –come dice Parnell- “è il carburante della democrazia” risulta scarsa e poco trasparente sulle attività di gestione. Non è un caso la constatazione della difficoltà con cui si riesce a trovare l’elenco dei membri del Consiglio di Amministrazione; A nostro avviso inoltre le assemblee soci non sembrano sufficienti a svolgere un ruolo di controllo, né a consentire che le informazioni arrivino in tempo utile per essere approfondite. Non scordiamoci che “in misura maggiore rispetto alle altre organizzazioni le cooperative hanno il dovere di promuovere l’apertura e la trasparenza dei temi più sensibili per i membri soci”. Il gruppo di lavoro sulla governance in Legacoop link consiglia al riguardo queste iniziative: “l’adozione di sistemi intranet dedicati ai soci, la formalizzazione di incontri pre-assembleari tra CdA e soci per l’approfondimento dei temi all’odg, gruppi di lavoro pre-assembleari, etc”.
Parnell parla poi di “Nepotismo e favoritismo” come minaccia alla corretta governance all’interno delle organizzazioni cooperative ed anche questo pare un rischio reale.
“Leader o gestori incompetenti”: altra minaccia alla governance delle organizzazioni cooperative attuali in cui le competenze sono sovente delegate alle società di consulenza mentre ai responsabili è richiesto il semplice buonsenso o anche qualcosa di meno. Spesso e volentieri alle società di consulenza esterne si tendono ad attribuire le responsabilità connesse a decisioni “scomode” che in tal modo possono essere attuate dai dirigenti senza vere e proprie assunzioni di responsabilità.
“Soggetti eccessivamente potenti che potrebbero abusare della loro posizione”. C’è la necessità di riequilibrare i soggetti trainanti della gestione e in questo, come vedremo, il sistema duale può effettivamente dare una mano.
“Leader che non mollano il loro potere.” E’ utile ricordare che esiste in Legacoop la proposta per limitare la durata e il numero dei mandati. In effetti in ogni organizzazione in cui il potere si basa sulla rappresentanza esiste una necessità di ricambio al vertice per numerosi motivi facili da immaginare. L’unico status che legittima permanenze lunghe al vertice è quello di “proprietario” e non ci sembra questo il caso delle cooperative. Se un presidente del consiglio rimanesse per lustri e lustri pensereste di essere in una monarchia costituzionale più che in una democrazia… Parnell consiglia di limitare i mandati a due di tre anni e in casi eccezionali dare la possibilità di un terzo mandato per un totale di 9 anni al massimo.
Il Codice Civile prevede tre sistemi di amministrazione e controllo (il sistema ordinario; il sistema dualistico; il sistema monistico), e consente alle cooperative di decidere liberamente su quale sia il modello più adatto alla propria gestione.
Il sistema duale propone la creazione di due organi, uno di controllo che rappresenta la proprietà (i soci) con rappresentanti eletti e uno di gestione con i manager non eletti e –al limite- con soggetti esterni alla cooperativa. Questo secondo organo risponde al primo che dà le direttive strategiche ma non interferisce nella gestione. Rispetto ai problemi attuali ci sembra che questa proposta tenti positivamente di ovviare ai problemi della scarsa professionalità dei leader e del loro ricambio. La proposta duale cerca inoltre di introdurre un organo che assolva più esplicitamente ad una funzione di equilibrio e controllo oltre che permettere una più chiara definizione delle responsabilità. Questa in effetti è l’opinione più diffusa e avallata anche dalla dirigenza UnicoopFirenze anche se ci sono altre voci fuori dal coro: secondo l’opinione di Luigi Marino presidente di Confcooperative link questo sistema di gestione non è adatto alle grandi coop.ve di consumo come la nostra perchè acuisce il problema principale ovvero una effettiva rappresentanza dei soci, allontanandoli ancora di più dalla gestione; già problematica di per sè. Secondo altri commentatori poi sarebbe solo un modo per avere più poltrone da spartire tra i vari gruppi di interesse.. Vedremo se il sistema duale sarà davvero un miglioramento come pare presentarsi sulla carta, l’importante è capire che la governance di Unicoop Firenze riguarda tutti i soci, e a nostro avviso sarebbe necessario che un argomento così cruciale venisse dibattuto in maniera più trasparente e con una più chiara ed esplicita volontà di informare tutti i soci; tale volontà a volte risulta di così difficile individuazione -al di là dei facili proclami- che la circostanza dà adito a molte riflessioni.
Di seguito alcuni link di fonti sull'argomento (senza la pretesa dell'esaustività), nel caso qualcuno voglia approfondire:

http://www.universocoop.it/default.asp
http://www.rassegna.it/2006/attualita/articoli/cooplapadula.htm
http://www.questotrentino.it/2005/13/Coop.html
http://www.cslegacoop.coop/allegati/Segnalazioni/Dove%20vanno%20le%20coop.pdf

Nel futuro parleremo dell’organizzazione di Unicoop Firenze, un punto debole sul quale secondo noi potrebbero essere scritti utili* e corposi volumi di pratiche e modelli organizzativi da evitare assolutamente nel caso si ricerchi l’efficienza dei processi e la valorizzazione delle risorse umane.


* da intendersi purtroppo come utili alle altre imprese per evitare gli stessi errori...

A presto

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